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Bo Spencer

Bo Spencer

FulgorLibertas, un rookie col piglio del leader: Bo Spencer

Avrà il compito di guidare la FulgorLibertas nel prossimo campionato di LegaDue: i biancorossi battezzano il playmaker rookie, Bo Spencer, in arrivo dai Nebraska Cornhuskers (Ncaa).

Al campo spetteranno tutte le sentenze del caso ma se la t-shirt è di quelle giuste – una caricatura di Michael Jordan quando MJ era ancora alle prime battute, teneva i capelli cortissimi e il suo mito stava prendendo forma – a far ben sperare i tifosi biancorossi sull'impatto positivo che avrà il neo timoniere della FulgorLibertas, Bo Spencer, dev'essere il piglio salace di questo ragazzo della Louisiana: “L'idea di esser leader fuori e dentro il campo, mi esalta; è quanto mi ha chiesto coach Dell'Agnello e la cosa non mi spaventa”. Fisicamente tosto, non un gigante (190 cm che sfumano verso i 185), l'erede di Mike Nardi a capo dei romagnoli, è dipinto come regista vero, con in più importanti atletiche; insomma: gran visione del gioco, tiro discreto e potenza da vendere buona per attaccare il ferro senza timori dei contatti.

“Ho visto in Bo quanto serviva a questa squadra – spiega il diesse Ario Costa –: requisiti tecnici e di leadership; ha un buon tiro, una buonissima lettura del gioco, vede prima degli altri cosa succederà in campo, in più dalla sua ha una spiccata atleticità. Accesa l'opzione ne ho parlato con Dell'Agnello e con lui abbiamo visionato parecchi video. Di materiale ce n'era, visto che il ragazzo ha giocato davvero tanto quest'anno; un buon segno anche perché l'università dalla quale proviene (Nebraska Cornhuskers, ndr) e il tecnico che lo allenava, sono di primo livello, serissimi”. Sul tasto dolente “rookie” e possibili cali di rendimento dovuti alla giovane età (23 anni) di Bo e alla lontananza dalla famiglia – a proposito: 2 i fratelli e 3 le sorelle lasciate nella natia Baton Rouge –, Costa non svicola: “Ci saranno difficoltà, sue e nostre ma il ragazzo è serio e l'impegno di tutti sarà massimo. Gli daremo il tempo e la serenità necessaria per ambientarsi”.

“Sono molto contento di cominciare questa nuova avventura, la mia prima fuori dagli USA – attacca Spencer –. Devo imparare lo stile di gioco europeo e italiano ma farò di tutto, metterò tutte le mie energie per capire in fretta e tener la squadra sotto controllo e seguire le indicazioni del coach. In questo compito sarò aiutato dal tecnico: dopo pochi allenamenti ho già imparato tanto, Dell'Agnello è davvero un ottimo coach che sa esattamente cosa vuole e come ottenerlo. Si capisce subito che ha giocato ad alti livelli”. Fisicamente a posto ma ovviamente non al top, in due settimane di allenamenti, Bo dovrebbe esser in condizione fisica ottimale e mentalmente “inquadrato”. “Datemi un paio di settimane – continua il playmaker – e sarò al massimo, mostrare cosa so fare. Pregi? Direi leggere i giochi, capire come e dove i miei compagni vogliono il pallone, far canestro dalla distanza e attaccare il ferro”.

Per il capitolo allenamenti e amichevoli, giovedì 6, alle 18 al PalaSegest, i biancorossi se la vedranno in amichevole con i padroni dl casa della Mobyt Ferrara, team di DNA nel quale milita il centro Benfatto, ex FL nella stagione '08-'09.

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