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Matteo Nannini, una vittoria in F3 nel weekend storico per l'Italia: "Ho dimostrato cosa so fare. Spero non passi inosservato"

L'INTERVISTA - 18 anni compiuti il 10 luglio scorso, il pilota di Forlì ha riportato il Bel Paese sul gradino più alto del podio del campionato di F3

Il weekend del primo agosto 2021 entrerà negli annali dello sport italiano. L'Italia intera infatti ha sfrecciato nei 100 metri con Marcell Jacobs e saltato con Gianmarco Tamberi, indossando due storici oro. Ma appena 24 ore prima un italiano, precisamente un forlivese, ha fatto riecheggiare in mondo visione l'inno di Mameli: Matteo Nannini. 18 anni compiuti il 10 luglio scorso, il pilota di Forlì, alfiere del team tedesco Hwa Race Lab, ha riportato il Bel Paese sul gradino più alto del podio del campionato di F3, vittoria che mancava nella categoria propedeutica alla Formula Uno dal 2019.

Un successo, ottenuto con forza contro rivali che corrono in top team con vetture più competitive, che avrebbe meritato decisamente più risonanza, non solo a livello nazionale, ma anche locale, considerando che si tratta di un giovane talento che ha tutte le carte in regola un giorno di salire a bordo di una monoposto della massima serie. Se il presente si chiama Antonio Giovinazzi, pilota dell'Alfa Romeo, il futuro può sorridere a Nannini. E città e addetti ai lavori devono crederci.

Quest'anno, nella seconda stagione in Formula 3, ha più volte sfiorato il successo, arrivandoci vicinissimo a Barcellona e Spielberg: nel primo weekend dell'anno, in Gara 2, è stato messo ko da un contatto innescato dall'attuale leader del campionato Dennis Hauger mentre si trovava in testa alla gara; mentre in Gara 1 del Gran Premio d'Austria è stato costretto ad un'escursione sulla ghiaia da Clement Novalak quando era in piena battaglia per il massimo risultato. C'è stato il bel podio in Gara 3 a Barcellona e il quinto posto sempre in Gara 3 a Spielberg, con un bottino di 42 punti a tre prove dalla conclusione e nove gare ancora da disputare.

Con meno sfortuna ed una monoposto più competitiva magari la tastiera rendiconderebbe un altro film. Ma la realtà è questa, la stagione non è ancora finita e la vittoria di sabato scorso non è altro che benzina per chiudere al meglio il 2021. Un anno che vede Nannini impegnato anche in Formula 2, dove al debutto ha timbrato subito il cartellino della zona punti. Il forlivese ricorda nell'approccio alle competizioni Niki Lauda, perfezionista dei dettagli: occhi timidi da cerbiatto, si trasformano non appena cala la visiera. Tra i suoi marchi di fabbrica le partenze, aggressive quanto corrette (spettacolari quelle di Barcellona e Budapest, decisive poi per i podi); ed un passo gara difficile da eguagliare quando la sua Dallara gode della stessa forma del pilota.

Matteo, finalmente si è sbloccato. In Gara 2 a Budapest è arrivata quella vittoria che per due volte le è sfuggita per colpe non sue...
Sinceramente non me l'aspettavo. Il weekend non era partito nel migliore dei modi. In qualifica non ero andato oltre la 13esima posizione, perchè non ero riuscito a concludere il mio secondo stint per via del traffico. Ero molto arrabbiato dopo venerdì pomeriggio, perchè c'è chi mi ha ostacolato, ma non è stato penalizzato. A quel punto sapevo che era importante disputare una buona Gara 1 per arrivare nei primi dodici e aspettare Gara 2 con l'inversione della griglia (il format della Formula 3 prevede in Gara 1 la reverse grid dei primi dodici qualificati ed in Gara 2 dei primi dodici classificati nella gara del mattino, ndr). Sono arrivato decimo, risultato che mi ha permesso di partire terzo. Sono stato aggressivo fin dalla partenza, poi ne avevo di più e sono scappato via.

Mentre era in testa alla gara su cosa era focalizzato?
Dopo aver superato al quarto giro in curva 2 Enzo Fittipaldi, non mi aspettavo onestamente di fare la differenza. Spingevo, ma non stavo dando il 100%, anche perchè non volevo commettere errori, considerando che avevo alle spalle due warning per aver superato i track limit, rischiando quindi una penalità al terzo. Quando il vantaggio ha varcato i tre secondi ho pensato a gestire gli pneumatici, temendo un ritorno degli inseguitori. Quindi risparmiando il consumo delle gomme mi stavo preparando ad una possibile battaglia finale, che non c'è stata. La caratteristica della pista dell'Hungaroring inoltre ha agevolato la fuga, avendo tante curve che mi hanno permesso di fare la differenza, e allo stesso tempo è venuta incontro alla nostra monoposto, perchè non siamo velocissimi sul dritto.

Al ventiduesimo giro è calata la bandiera a scacchi. Qual è la stata la sua prima reazione?
Ero molto contento, perchè finalmente dopo tanta sfortuna ce l'ho fatta. Ci sono andato vicino già due volte alla vittoria, svanita a pochi giri dalla fine. Ho dimostrato a tutti cosa sono in grado di fare quando mi trovo nelle giuste condizioni. Puoi avere anche talento, ma se tutto non ruota nel verso giusto i risultati non arrivano. Nei primi quattro round della stagione siamo stati altelenanti e con la squadra stiamo lavorando per aver una monoposto competitiva in tutte le condizioni. E in un campionato così equilibrato, dove ci si gioca tutto sui decimi, i dettagli fanno la differenza.

Ha parlato di decimi, appunto. E' un campionato equilibrato, dove alla fine è fondamentale la costanza di risultati. Che sta premiando Hauger...
L'ideale per prendere più punti possibili nel weekend è arrivare quarto o quinto in tutte le gare, considerando poi che quella di domenica mette in palio punti pesanti. Faccio un esempio: sabato con la vittoria ho preso 15 punti, ma Arthur Leclerc (fratello del pilota della Ferrari Charles, ndr), che è il mio diretto rivale, nella gara della domenica ne ha presi 18 arrivando secondo. Quindi è importante già avere un buon piazzamento sin dalla qualifica. Pensando alla stagione, anche se con i se e con i ma si fa poco, potevo avere una trentina di punti in più se non ci fossero state le uscite di pista di Barcellona in Gara 2 e Spielberg in Gara 1.

Nel corso della stagione ha cambiato qualcosa nel suo approccio alle gare?
Sono più aggressivo nei primi giri, a cominciare dalla partenza. E penso che si sia visto (sorride, ndr). Poi bisogna anche fidarsi del proprio istinto, prendendo rischi calcolati.

Pausa estiva, è tempo di bilanci. Qual è la gara che le è piaciuta di più?
Gara 1 del Red Bull Ring, dove ho fatto più sorpassi e controsorpassi di sempre nella mia carriera. Eravamo in tre a giocarci la vittoria ed avevo già calcolato di restare indietro per sfruttare il drs e sorpassare. Ma poi c'è stato il contatto con Novalak e sappiamo come è andata a finire. Ma è stata una gara divertente. Anche Gara 2 di Barcellona è stata bella. Negli ultimi giri, dopo la safety car, avevo cominciato a spingere come un matto, facendo il vuoto con Hauger. 

A Barcellona, in Gara 3, è stato protagonista di un team radio che ai tifosi ha ricordato Kimi Raikkonen. "Shut up please"!
Li per li non ci avevo fatto nemmeno caso. Riguardando la gara da fuori mi ha fatto tanto ridere. L'ingegnere mi ripeteva ad ogni giro il distaccato tra quello davanti e quello che mi inseguiva. Ma io non parlo tantissimo alla radio. In Ungheria ad esempio il muretto ha comunicato con me solo quando mancava un giro alla conclusione (ride, ndr). Con il mio ingegnere, ci tengo ad evidenziarlo, ho bellissimo rapporto. Siamo una bella squadra.

Poi si tornerà in pista per gli ultimi tre round in calendario. Belgio, Olanda e Stati Uniti (per il momento confermato) nel menù? Dove si può puntare ad un buon risultato?
Il circuito di Zandvoort, in Olanda, ha molte curve tecniche che potrebbe venirci incontro. Spa potremmo avere qualche difficoltà in più perchè serve velocità. E col team stiamo lavorando su questo aspetto. 

Che peso ha questa prima vittoria in F3?
E' sicuramente un 'click' che dà più consapevolezza nei propri mezzi. Ma era già scattato in Gara 2 a Barcellona, dove stavo lottando per il successo prima del contatto con Hauger. E quella gara era ancor più importante, perchè ad inizio stagione. Magari con questo successo attirerò una maggior attenzione da parte degli appassionati di automobilismo, e non solo. C'è anche da ricordare che era dal 2019 che un italiano non vinceva in questa categoria. Spero quindi che questa vittoria non passi inosservata.

Che voto si dà fino ad ora?
In Gara 2 a Barcellona e in Gara 1 al Red Bull Ring ho mostrato grinta e determinazione, ma ho raccolto poco. Quindi posso darmi un 8. Sono dell'idea che non bisogna pensare solo ad accontentarsi.

Cioè?
Ho vinto la mia prima gara in F3 con circa tre secondi. Ma mi sarebbe piaciuto poter aver un vantaggio più alto.

A chi dedica questa vittoria?
Alla squadra. Spero che sia un'energia in più per raggiungere insieme altri importanti risultati. Se ci impegniamo abbiamo dimostrato che è possibile. Bisogna crederci.

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