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Nenad Vucinic

Nenad Vucinic

Fulgor, Vucinic: “Vinto grazie al cuore”

Mentre il tecnico biancorosso alza già l'asticella guardando alla trasferta di Verona, il brindisino Bucchi s'infuria

Fa morale, fa classifica, un successo così fa davvero bene. E Nenad Vucinic lo sa: “E' un successo che pesa come gli altri, importante come quello con Jesi, Bologna o Sant'Antimo ma indubbiamente carica lo spogliatoio in vista di quello che dev'essere la nostra prossima sfida: vincere in trasferta. Ci aspetta una Verona in palla (giovedì 22, ndr), non sarà affatto facile ma oggi sappiamo che se giochiamo duri, nessuno in LegaDue è invincibile”. Già, Verona ma tornando all'Enel, la scintilla che ha acceso Forlì permettendole l'incredibile rimonta dal -17 è stato il carattere: “Abbiamo vinto grazie al nostro enorme cuore – commenta on un filo d'orgoglio, il tecnico serbo –. Bisogna da credito alla difesa brindisina che ci ha messo in grande difficoltà ma è evidente che finalmente, i ragazzi hanno fiducia in loro stessi, nei loro mezzi e nello staff tecnico. E questa è la condizione migliore per lavorare e vincere gare difficili. Le difese a zona? Logico adeguarsi e cercare le soluzioni tecniche migliori ma ripeto, questo è stato prima di tutto un successo della nostra volontà, che della tattica”. In effetti, se proprio si dovesse scegliere un giocatore simbolo di questo mezzo miracolo non potrebbe che essere Nicola Natali, l'ala tutta grinta, capace di infilare una tripla fondamentale e confezionare due difese da urlo su Hunter: “Dire che c'è qualche esperto che pretendeva di convincermi che Nicola non è un giocatore per questa categoria – replica Vucinic –. Direi che da stasera dovrebbe ricredersi. Nicola non è solo uno tra i ragazzi più solidi della rosa ma è anche uno di quelli che più s'impegna in settimana, e col lavoro si può solo migliorare”.

Letteralmente furente, invece, Piero Bucchi, coach di Brindisi, che picchia più volte il pugno sul tavolo: “Non si può perdere così. Bisogna che i miei giocatori diventino più cinici; invece nei momenti che contano ci perdiamo come a Verona. Le due palle vaganti che hanno deciso la partita, potevano, dovevano esser le nostre".

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