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La delusione di alcune tifose (foto Cristiano Frasca)

La delusione di alcune tifose (foto Cristiano Frasca)

Italia in ginocchio, tifosi in lacrime: ma la Spagna è di un altro pianeta

Delusione al Rondo Point, alla festa del PD del Foro Boario e ad un affollatissimo Parco Urbano, ma anche in diversi pub del forlivese c'era il tutto esaurito. In migliaia si erano riversati all'aperto, sfidando anche il caldo

Che era un match difficile, lo si sapeva. Che avessimo di fronte la squadra più forte al mondo, era un dato di fatto. Che fossimo più stanchi di loro, reduci da 120 minuti di fuoco contro l'Inghilterra e da un match durissimo contro la Germania, era preventivato. Ma che la finale potesse prendere una brutta piega dopo appena 15 minuti e che potesse finire nella maniera più disastrosa possibile, questo no, non era nelle previsioni. O almeno, nelle speranze delle migliaia di persone che domenica sera hanno affollato il centro storico di Forlì per dare man forte alla nazionale e per sperare di ripetere la festa di 6 anni fa, quando Fabio Cannavaro alzava la Coppa del Mondo nel cielo di Berlino.



Ma così non è andata. Troppo forte la Spagna, con il centrocampo forse più forte di tutti i tempi che è riuscita a spazzare via i vari Marchisio, Montolivo e De Rossi, riuscendo a ridimensionare addirittura quell'Andrea Pirlo che fino a pochi giorni fa sembrava potesse meritare il Pallone d'Oro. Ma di fronte a lui il centrocampo iberico, con Xavi e Iniesta su tutti, hanno dimostrato ancora una volta (se mai ce ne fosse stato bisogno) che il calcio degli ultimi 5 anni è targato Spagna. Sia a livello di club, con Barcellona e Real Madrid a farla da padrone, sia a livello di nazionale.



Delusione al Rondo Point,  alla festa del PD del Foro Boario e ad un affollatissimo Parco Urbano, ma anche in diversi pub del forlivese c'era il tutto esaurito. In migliaia si erano riversati all'aperto, sfidando anche il caldo, nella speranza di condividere tutti insieme un momento di indimenticabile gioia. Ma dopo 15 minuti il gol di David Silva dopo una percussione di Fabregas aveva smorzato i toni. Un silenzio quasi surreale, scandito di tanto in tanto da qualche insulto ai nostri ed in particolare a un irriconoscibile Giorgio Chiellini, uscito poco dopo per infortunio. Un infortunio visto da tanti come una bandiera bianca: "Ha fatto finta di farsi male per togliersi di mezzo, non vedeva il pallone" uno dei commenti più 'gentili' nei confronti del difensore della Juventus.

Il secondo gol, messo a segno da Jordi Alba dopo una palla filtrante di Xavi, ha chiuso definitivamente i giochi. Già più nessuno, a quel punto, sperava nella rimonta. Troppa la differenza tra le due squadre, condita da alcuni giocatori che di azzurro, ieri sera, avevano solamente la maglia: Cassano invisibile, Marchisio fuori completamente dal gioco, Balotelli l'ombra del gigante visto contro i tedeschi, la difesa in balìa degli avversari. E lo stesso Prandelli, a braccia conserte in piedi davanti alla panchina, ci ha messo del suo quando dopo 10 minuti del secondo tempo ha utilizzato l'ultimo cambio disponibile per mettere su Thiago Motta al posto di Montolivo, che nella seconda metà del match stava iniziando ad ingranare. Un cambio che in molti hanno definito 'assurdo', forse il più inutile degli Europei. E il Dio del calcio ha subito punito gli azzurri: Motta infortunato dopo 5 minuti, e Italia in 10 per la restante mezzora. Game over.

I gol di Torres e Mata nel finale non cambiano nulla, se non rendere più pesante il passivo. In molti se n'erano già andati al 3-0, con le loro bandiere ripiegate su se stesse, gli sguardi bassi e ancora qualche insulto rivolto a coloro ritenuti più colpevoli di altri: Chiellini, Cassano, Marchisio, Bonucci. Il fischio finale sancisce il trionfo della Spagna e la disfatta degli azzurri.

Le lacrime di Balotelli e Bonucci, gli occhi rossi di Pirlo, rispecchiano anche lo stato d'animo dei tifosi forlivesi di domenica sera. Delusi, amareggiati ma in parecchi sportivi fino in fondo: dall'applauso al gigante Iniesta mentre usciva dal campo a quello, un po' più soft, scattato quando Casillas alzava la coppa. La terza in 4 anni, dopo Europeo 2008 e Mondiale 2010. D'altra parte abbiamo perso con i più forti, e se proprio doveva vincere qualcuno diverso dagli azzurri, è giusto che abbia vinto la Spagna. Grazie Italia, grazie lo stesso.

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