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La FulgorLibertas spara il botto di fine anno: all'overtime stende Trieste 90-89

Partita infinita tra due pretendenti alla salvezza, dai mille capovolgimenti, decisa al supplementare da una tripla di Nicholas Crow e una stoppata di Tyler Cain sull'incontenibile Diliegro. Match da applausi per Lorenzo Saccaggi.

Il Credito di Romagna si regala un ultimo scorcio di 2013 di soli sorrisi. Grazie al successo su Trieste, diretta contendente a una piazza salvezza, i ragazzi di coach Massimo Galli restano saldamente aggrappati al treno che ha come capolinea una stazione chiamata Gold. Le contemporanee sconfitte di Ferentino (battuta a Casale Monferrato), Jesi (piegata a Capo d'Orlando 78-77) e appunto dei giuliani di coach Dalmasson, quando all'appello manca un solo match per finire il girone d'andata, mantengono la zona salvezza a quota -2 punti. Classifica a parte, Forlì ha dovuto sudare tutte le camicie a disposizione per prendere in mano una partita dai mille ribaltamenti. Subito per quasi 40' lo strapotere del centro giuliano Dane Diliegro (26 punti e 15 rimbalzi per il naturalizzato ex Ncaa, New Hampshire Wildcats, Ostuni e Sassari), l'FL, capitombolata anche a -12 (40-52, 27'), solo nell'ultimissimo scorcio di gara, guidata da Lorenzo Saccaggi (playmaker MVP con 26 punti, 4 assist) e, in parte Jazzmar Ferguson, ha trovato i colpi per metter la testa avanti. Per l'esattezza +3 a soli 7” dalla fine. Poi una gestione poco oculata e un bel po' di sfortuna hanno consegnato a Ryan Hoover la palla del (per lui) più comodo dei cesti per l'overtime (76-76). Dose supplementare di minuti che parevano deragliati verso Trieste finché, una tripla di Nicholas Crow (+1, 90-89) quindi una stoppata di Tyler Cain fino a quel punto poco incisivo su Diliegro, non hanno consegnato al Credito il quinto successo. Tra il miele, amarissimo l'infortunio alla caviglia sinistra di Luigi Sergio al 32'. Incerta l'entità. Se ne saprà di più martedì.

La partita – La tensione grava indubbiamente più sui padroni di casa che i giuliani. Hoover e Harris (4) si fan beffe di una rivedibile biancorossa (0-8 a 2'22”); rivedibile mai quanto l'attacco, frangente nel quale Forlì pare tutto fuorché squadra. Immancabile arriva il timeout di coach Galli per rimettere a posto le cose. Saccaggi è il primo a rispondere ai dettami del tecnico: prende palla, attacca il ferro e ne mette 7 per il -5 (7-12, 5'). L'onda è quella giusta e la cavalca pure Ferguson (13-12, 6'). L'uno contro uno e una difesa più tonica sono armi per vincere ma Forlì se ne dimenticata subito, lasciando che Trieste rientri fino al 19 pari del 10'. Il secondo periodo riprende, per filo e per segno, le note storte della prima frazione, comprese la poca incisività del duo USA Jazzmar Ferguson-Tyler Cain, con quest'ultimo in palese difficoltà davanti all'ex Ostuni, Dane Diliegro autore, da par suo, di una prova monstre, la migliore in carriera: 26 punti, 15 rimbalzi al 45'. Not bad, man, not bad. Forlì predica calma, raccogliendo falli ma non punti. Il bottino resta a secco fino al 14'50” quando, con un libero, Saccaggi aggiusta il tabellone sul 20-23. In campo le canotte bianche fanno tiro a segno su un cesto che pare una punta di spillo. Pessima idea, alla lunga recepita da Trieste che coglie l'occasione per graffiare: Harris e Hoover fanno cesti per il +9 giuliano (22-31, 17'). Nulla pare scuotere il Credito (a segno con Sergio solo a 17'50” con il primo canestro su azione, 27-33 17'50”) e si va a riposo con Trieste giustamente testa avanti 29-35.

La ripresa vede l'FL animata da buoni propositi ma stentata nella costruzione e disarmata al cospetto di Diliegro. Il pivottone stelle e strisce naturalizzato italiota, fa cesti a nastro (33-41, 23'40”) ricacciando indietro i locali. Sulla soglia di metà III, ci si mette pure Harris mettendo la tripla dall'angolo del massimo vantaggio: 36-46. Un antisportivo su Carra lanciato a cesto, sancisce la serata no di Tyler Cain. Trieste prova e riesce a scappare un passo oltre, mettendo il punto esclamativo sul taccuino: +12, 40-52 (27'). La difesa giuliana è un fortino che Forlì non scardina se non con tiri estemporanei dalla lunga. Mentre la notte incombe (e lo spettro di una sconfitta fatale in chiave salvezza), Forlì tira fuori il carattere indomito di sempre. Saccaggi ne è il miglior interprete. Il play toscano suona la carica, cercando e trovando liberi che ridanno fiato (46-52, 28'). Crow, tra mille smorfie di dolore procurato dal ginocchio gonfio come un pallone, esplode la mina del -, 49-52 (28'30”). Ora in bambola è Trieste e se non fosse che Ferguson grazia, spadellando e facendo fallo su Carra per i liberi che refertano il III sul 51-56, la FulgorLibertas potrebbe dirsi in piena gara. Due castronerie in contropiede bollano l'ultimo periodo come uno di quelli da patema puro, ma ancor peggio – molto peggio, anche perché non dato sapere quanto sia grave – è la scavigliata all'arto sinistro occorsa a Luigi Sergio, dopo neanche 2' di gioco. Piccolo dramma acuito dalla sagacia della terna che fischia tecnico a Galli intento a richiamare l'attenzione sul suo giocatore steso a terra. I grigi scatenano il PalaFiera. Caos che non spaventa Hoover, gelido nel firmare due liberi per il 54-60. Trieste c'è, risponde colpo su colpo agli abbordaggi romagnoli che comunque al 37' con cesto di Saccaggi trovano il pareggio: 69-69. Cain che stoppa Diliegro pare la la svolta benedetta da 4 punti in sequenza (due da liberi) di Jazz per il primo sorpasso forlivese: 73-69, 38'. Match in dolce declivio pro Forlì? No, non proprio. Mentre Harris lima (74-73, 44”) Forlì pastrocchia perdendo palla sulla rimessa. Regalo che Trieste restituisce commettendo anche fallo su Basile. Il giovane dimostra carattere mette 2su2 e a soli 7” spinge i suoi a +3, 76-73.

Fatta? No, come detto, non proprio. Dalmasson chiama subito time-out per avere la sfera a metà campo. La palla scotta e come tale finisce in mano al demonio dei cesti dell'occasione: Ryan Hoover. Il marine, mentre il suo difensore, Ferguson, l'osserva in prospettiva orizzontale, atterrato com'è da una scivolata, insacca senza problemi la tripla del pareggio. Gli ultimi spiccioli di tempo non danno brividi. Si va così ai supplementari. Forlì li principia meglio (Jazz, bomba: 83-80, 41'30”) ma la difesa è burro sciolto dai fendenti di Tonut e Hoover. Proprio l'ex di mille battaglie contro Forlì raccoglie altri “complimenti” dai 2300 del PalaFiera mettendo la tripla del +3 Pallacanestro: 85-88, 43'. Forlì addirittura perde palla sulla rimessa ma Trieste è in improvvisa, malinconica, vena natalizia e non infierisce, sparando a salve. Cain pesca sul rimbalzo difensivo un prezioso fallo di Diliegro, monetizzato al massimo con un bel 2su2. Peggio fa il pari ruolo, frutto del vivaio Ncaa New Hampshire, con 1su2. A 22” dalla fine, i biancorossi sono a -2, 87-89. Tempo ce n'è per far di tutto, anche provare a metter la freccia. Lo fa Nicholas Crow da 8 metri: 90-89. Restano 10”. Tanti. Ma Trieste non ha grandi idee in testa e prima tenta l'incursione con Carra (palla toccata) poi, su altra rimessa, dà palla a Diliegro, a 7 metri. Il pivot si gira per il tiro della disperazione ma Cain gli dice no, stoppandolo per l'entusiasmo di squadra e pubblico. Già, è proprio un bel fine anno.

CREDITO DI ROMAGNA FULGORLIBERTAS – Ferguson 21, Saccaggi 26, Sergio 8, Eliantonio, Gualtieri, Cain 10, Crow 18, Ravaioli ne, Basile 7, Battistini ne. All. M. Galli
PALLACANESTRO TRIESTE – Hoover 13, Fossati, Tonut 9, Harris 19, Ruzzier 5, Coronica 2, Diliegro 26, Candussi 6, Carra 9, Urbani ne. All. Dalmasson
PARZIALI – 19-19; 29-35; 51-56
ARBITRI – Di Toro, Bianchini, Longobucco

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