La Pallacanestro Forlì 2.015 spinge sul settore giovanile: reclutamento, foresteria e tanto altro

Forlì guarda al futuro, e a confermarlo è Riccardo Pinza, presidente dell’attività giovanile della Pallacanestro Forlì 2.015

“Vogliamo essere una fucina di talenti, di uomini e di giocatori: a Forlì c’è un progetto nuovo, importante ed innovativo, una cosa che non si era mai vista prima. Abbiamo puntato sulla qualità, con l’obiettivo di fare crescere i nostri ragazzi e farli migliorare”. Forlì guarda al futuro, e a confermarlo è Riccardo Pinza, presidente dell’attività giovanile della Pallacanestro Forlì 2.015. "Dall’anno scorso è iniziato qualcosa di nuovo, e in questo periodo abbiamo lavorato per fare sempre meglio - continua Pinza -. Abbiamo fatto reclutamento e la foresteria è diventato realtà, con 5 ragazzi che vengono da fuori e vivono lì".

Fare crescere i giovani che giocano nelle squadre “under” è il fulcro: “Il singolo è al centro, perché ognuno ha una crescita dal punto di vista umano e cestistico diversa dagli altri ed ognuno ha un progetto su di sé. Il nostro obiettivo è quello di fare crescere questi ragazzi e migliorarli come uomini e come giocatori”. Accanto a Pinza, anche il general manager della Pallacanestro 2.015, Renato Pasquali: "La novità assoluta di Forlì è legata al fatto che nel nostro settore giovanile viene posta l’attenzione sul processo di miglioramento individuale e, su questo aspetto, mi sento di dire che siamo unici in Italia: le altre Società, per motivi diversi, hanno bisogno di ottenere risultati, mentre noi vogliamo arrivare ad ottenerli mettendo il singolo in primo piano. Insomma, gli allenatori devono essere quelli che spingono i ragazzi ad ottenere i risultati, e non viceversa".

Nei dettagli è entrato il responsabile del settore giovanile, Lorenzo Gandolfi, che ha sottolineato l’importanza della foresteria e dell’attività di reclutamento: "Avere la foresteria è sicuramente motivo di pregio: devo sottolineare il fatto che abbiamo una struttura fantastica che permette ai ragazzi di avere gli spazi giusti a disposizione. C’è una persona che fa da mangiare e cura la struttura, c’è un responsabile che vive con loro e abbiamo la consulenza di una nutrizionista”. E sul reclutamento: "Con Renato, abbiamo detto più volte che è stato più complicato fare le trattive per questi ragazzi che non per la Serie A. Abbiamo fatto reclutamento locale, nazionale e anche internazionale. Siamo contenti perché i ragazzi ci hanno scelto, anche a fronte di altre offerte che avevano: avere inserito dei giovani da fuori, aumenta la competitività anche durante gli allenamenti”.

Accanto a questi due aspetti centrali, è cambiato tanto anche dal punto di vista organizzativo: "È stato rivoluzionato il concetto di squadre e abbiamo creato dei gruppi di lavoro che variano in base al progetto personale che ognuno deve portare avanti: in questi gruppi possono trovarsi ragazzi di età differenti, ma che hanno un percorso comune". Uno staff, quello creato per il settore giovanile, di altissimo livello, che rende orgoglioso Gandolfi: si va dai due preparatori atletici che fanno lavorare tutti i ragazzi di tutte le età, tutti i giorni in sala pesi, ci sono assistenti allenatori con tanta voglia di crescere ed imparare, e c’è anche chi si occupa della parte video come accade nei professionisti.

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Un cammino nel quale non si è soli, e Pinza vuole sottolinearlo: "Questo è un impegno non di poco conto, sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista economico. Ma io voglio ringraziare fortemente tutti coloro che ci supportano, partner e genitori che con il loro contributo sostengono il nostro progetto. Ma anche le squadre che collaborano con noi, Gaetano Scirea e Aics su tutti". Un progetto unico, per crescere sia a livello cestistico, sia a livello sociale. L’ambizione che ci si porta dietro è importante, così come gli investimenti che vengono fatti e la progettualità concreta che viene portata avanti: si guarda al futuro, e il settore giovanile forlivese vuole essere protagonista con i fatti, con scelte oculate e mirate.
 

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