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MotoGp, pauroso botto per Marquez. Botte e contusioni, ma nelle FP2 è in pista. Buon passo per il Dovi

Nel weekend che gli potrebbe regalare l'ottavo titolo in carriera, il sesto in MotoGp, lo spagnolo della Repsol Honda è stato scaraventato in aria dalla sua RC213 V

Giù il cappello a Marc Marquez. Incappa in uno degli incidenti più brutti della sua carriera, viene portato in ospedale per i dovuti controlli del caso e poche ore dopo il terribile botto è già in pista. Perchè la fame, l'amore per la moto porta a fare cose che noi "umani" non possiamo capire. Nel weekend che gli potrebbe regalare l'ottavo titolo in carriera, il sesto in MotoGp, lo spagnolo della Repsol Honda è stato scaraventato in aria dalla sua RC213 V quando mancavano pochi minuti alla conclusione del primo turno di prove libere.

La paura

La caduta si è materializzata alla curva 7. Il leader del campionato era appena tornato in pista con una gomma morbida nuova. Nell'impatto il forcellone si è spezzato e Marc è rimasto a lungo a terra dolorante,  con difficoltà respiratorie, faticando a rialzarsi. Portato prima al centro medico e poi all'ospedale, gli è stata riscontrata na forte contusione lombare e alla tibia sinistra. L'idoneità a tornare in sella gli è stata data dopo la risonanza magnetica. Pur dolorante è tornato in pista. Nelle FP2 è stato a lungo in testa prima di cedere il passo alle Yamaha, particolarmente competitive sul tracciato thailandese. "E' stato fortunato perchè l'impatto è stato molto forte - ha spiegato ai microfoni di Sky il team manager Honda Alberto Puig -. Si è procurato una contusione alla schiena, potrà affrontare regolarmente l'intero weekend di gara, il programma non cambia". 

I tempi

La vetta se l'è presa Fabio Quartararo in 1'30"404, precedendo di 193 millesimi la M1 di Maverick Vinales e di 221 il compagno di squadra Franco Morbidelli. Nella top five c'è anche la Yamaha di Valentino Rossi, a 329 millesimi dal francesino del team Petronas. Nel panino della casa di Iwata c'è posto per la Ducati Pramac di Jack Miller, quarto a 294 millesimi. Marquez ha chiuso sesto, a 487 millesimi, davanti all'Aprilia di Aleix Espargaro e alla Ducati di Andrea Dovizioso.

Il passo del Dovi

Il forlivese, che non ha cercato il tempone, ha accusato un ritardo da Quartararo di 623 millesimi. Sul passo gara (hard all'anteriore e soft al posteriore usate già nelle FP1) è stato di qualche decimo più lento rispetto a Marquez, ma comunque su un ritmo che lo pone tra i papabili al podio. Solo nel finale ha montato una doppia soft per cercare un crono sufficiente per entrare direttamente nella Q2. Quartararo ha invece impostato il programma di lavoro prima con una media all'anteriore e soft al posteriore, per poi montare nelle due uscite successive una hard e soft nuove. Completano la top ten le Suzuki di Joan Mir e Alex Rins. Undicesimo Danilo Petrucci (Ducati) davanti a "Pecco" Bagnaia (Ducati Pramac); 16esimo Andrea Iannone (Aprilia) e 20esimo Jorge Lorenzo (Repsol Honda). 

Forma fisica non ottimale

Commenta Dovizioso: "Il mio feeling era buono ed abbiamo fatto un buon lavoro con il setup. Abbiamo anche fatto una prova importante ed è andata bene. Siamo costanti, ma ci sono molti piloti veloci ed è ancora difficile capire i veri valori in campo. Come ho detto però sono contento della mia moto ed anche le gomme si stanno comportando bene: purtroppo ho dei problemi al collo ed anche il mal di gola per cui sto prendendo degli antibiotici e con questo caldo faccio un po’ fatica fisicamente, ma spero di non risentirne troppo nei prossimi due giorni”.


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