Il talento della F3 Matteo Nannini live con ForlìToday: "Correre per la Ferrari sarebbe un grande onore"

“Le quattro ruote mi mancano e spero di tornare presto in pista – confessa -. Adesso mi sto cimentando nelle gare virtuali con gli amici e sono un buon allenamento"

Passione e talento. Nelle sue vene scorre il sangue dei campioni. Per celebrare i primi 10mila followers su Instagram, ForlìToday ha intervistato Matteo Nannini, campione della F4 degli Emirati Arabi e quest'anno impegnato, emergenza sanitaria permettendo, in una prestigiosa vetrina internazionale: il campionato di F3, che prevede due gare nei weekend di Formula Uno. Nannini, 17 anni il 10 luglio, sta trascorrendo la quarantena tra scuola online, allenamenti e gare virtuali.

“Le quattro ruote mi mancano e spero di tornare presto in pista – confessa -. Adesso mi sto cimentando nelle gare virtuali con gli amici e sono un buon allenamento anche per la concentrazione. A casa non ho un vero e proprio simulatore professione, ma ho una postazione dove gioco a F1 2019, lo stesso gioco con il quale si stanno cimentando in questi giorni i piloti di F1 e mi sto organizzando anche per provare la piattaforma di IRacing, che viene considerata molto professionale”. 

Come organizzate le gare?
Il calendario è quello del mondiale di F1, ovvero partenza dall'Australia e conclusione ad Abu Dhabi. I danni sono completi e ci sono le penalità. Il programma prevede qualificazioni e gran premi su una distanza dimezzata rispetto a quella reale, anche perchè stare troppo a lungo davanti allo schermo diventa fastidioso. 

Come se la sta cavando?
Ci giochiamo il campionato in tre e dopo otto gare sono primo. E lunedì c'è il Gran Premio d'Austria alle 18, con diretta sulla piattoforma di Twitch.tv, che gli appassionati possono cliccare guardando lo username “Nanno Gamer”. 

Quanta differenza c'è rispetto al reale?
Il gioco è fatto bene. Su alcune piste dove ho già fatto esperienza posso utilizzare lo stesso metodo di guida della F3. E' realistico e valido per allenarsi e non stare fermi.

Nelle gare reali in monoposto ha disputato 40 gare, con 20 podi e 10 vittorie. Poi la vittoria nel campionato di F4Uae. Ma come è nata la sua passione per le quattro ruote?
Tutto è nato casualmente, a Castrocaro, dove c'era una fiera con mini go-kart a noleggio con motori da tagliaerba. Ho fatto alcuni giri e mi è piaciuto un sacco. Sono riuscito poi a convincere mio padre a comprarlo e siamo tornati a casa col go-kart sul tetto della macchina. E da lì è partita la mia carriera. Ho mosso i primi passi sulle piste di Galliano, dove andavo due volte a settimana, Pinarella e Pomposa. Sono riuscito subito a farmi valere. 

Poi le gare vere e proprie...
Per gareggiare ho dovuto attendere le deroghe della Federazione, perchè in quel periodo ero sotto l'età minima richiesta. E' stato così per il go-kart 125cc e anche per la F4 ho dovuto attendere un anno. Avevo 14 anni, quando l'età minima era di 15. E perciò ho cominciato il campionato nel 2019.

Ed è arrivata la vittoria...
E' stata una bella soddisfazione. 

E poi?
Abbiamo valutato di fare il salto direttamente in F3, perchè poteva essere un'ulteriore esperienza. Ma anche in questo caso ho avuto il problema per la mia gioventù, perchè il regolamento richiede un'età minima di 16 anni ed invece ne avevo quindici. L'Aci anche in questo caso mi ha concesso di partecipare alle gare in deroga in "modalità trasparente", senza prendere punti. Compiuti i sedici anni ho colto un quarto posto al Red Bull Ring in Austria. Ed è stata festa per la mia squadra, il team Corbetta. Nel corso della stagione ho colto un podio da rookie al Mugello, una delle mie piste preferite. Posso dire che ci siamo districati bene. Conclusa la Formula Regional ho disputato con un team olandese l'ultima prova della Formula Renault ad Abu Dhabi col terzo tempo in qualifica, quinto posto generale e secondo rookie. E' stata una grande soddisfazione perchè quel campionato è ritenuto uno dei migliori, particolarmente combattuto rispetto alla Formula Regional, e che vede in griglia una trentina di piloti.

Successivamente nel tuo percorso ha incontrato il team svizzero Jenzer...
Abbiamo fatto quattro giorni di test, due a Barcellona e due a Valencia, con una GP3, una monoposto con 200 cavalli in più rispetto alla Formula Regional. Il test è andato subito molto bene. Con la macchina mi sono trovato subito a mio agio. Mi sono abituato subito al nuovo telaio Dallara. Alla fine dei test abbiamo deciso di intraprendere una nuova strada e partecipare al campionato di F3 internazionale. Sarò uno dei piloti più giovani e con meno esperienza alle spalle avendo un solo anno di esperienza con le monoposto. Sono sicuro che con Jenzer si possano raggiungere buoni risultati.

Una vetrina importante...
Esatto. Correremo nello stesso weekend della Formula Uno, le gare saranno trasmesse anche su Sky o su Youtube, ma soprattutto le Academy collegate alle scuderie di Formula Uno possono vedere da vicino come si comportano i piloti. 

Prima dell'emergenza sanitaria sei stato impegnato in una tre giorni di test di Bahrain. Come è andata?
Ho provato per la prima volta l'auto in quanto i test sono limitati purtroppo. E' simile ad una GP3, ma va ancora più forte. Mi sono dovuto adattare al Drs, l'ala mobile al posteriore che funziona come in Formula Uno, e si sente che quando viene azionata dà una spinta ulteriore. Mi sono dovuto abituare ad un volante pieno di pulsanti, che ho dovuto studiare, alla frizione manuale. Con i meccanici e l'ingegnere di pista mi sono relazionato molto velocemente. E questo è importante ai fini delle prestazioni. Inoltre ho dovuto anche prendere confidenza con la pista. 

Quale è stato il programma di lavoro?
Abbiamo fatto simulazioni di qualifica e anche gara, perchè è importante la gestione delle gomme. Col drs ho provato qualche sorpasso. C'è stato qualche piccolo problema tecnico, ma è stata bella esperienza. Mi sono relazione anche con i nuovi compagni squadra. E' stato complicato poi il viaggio di ritorno in Italia.

Cosa è successo?
Sono rimasto un mesetto in Bahrain in attesa della possibile gara, poi annullata per l'emergenza sanitaria. E' il ritorno è stato un po' complicato. Ci hanno cancellato otto voli. 

Altre piste che dovrà conoscere?
Silverstone, in Inghilterra, Zandvoort, in Olanda, che è nuova per tutti e Spa, in Belgio. Le ho provate nel simulatore e mi sono trovato bene. 

Che insidie nasconde il campionato?
Ci saranno solo quaranta minuti di prove libere. Poi subito qualifiche. 

In F4 ha avuto come ingegnere Luca Baldisserri, lo stesso che ha lavorato con Michael Schumacher. Quanto è stato importante per la sua crescita?
Mi aiutato soprattutto dal punto di vista tattico, ovvero quando spingere di più in determinate fasi della gara e quando gestire i pneumatici. E' stato un grande aiuto, anche per quanto riguarda gli assetti, e anche per questo sono arrivato a vincere il campionato di F4Uae con alcune gare di anticipo. 

La gara più bella fino ad ora?
Abu Dhabi in F4Uae. Alla terza curva ho avuto un contatto col mio compagno di squadra, ma fortunatamente senza danni e sono riuscito a ripartire. Ero ultimo, ma l'ingresso della safety car ha compattato il gruppo. Alla ripartenza ho iniziato la rimonta che mi ha portato fino al secondo posto. La considero una delle gare più belle, perchè ho mantenuto il sangue freddo nonostante la rabbia per l'incidente.

E' seguito da un “mental coach”?
Sono stato a Viareggio alla palestra del dottore Ceccarelli, uno dei più rinomati in questo ambito e che segue anche piloti di Formula Uno. Facevo esercizi fisici e psicologici finalizzati al mantenere la concentrazione e a gestire la pressione. La testa conta molto in questo sport. Per questo in questo periodo di quarantena trascorro molto tempo al simulatore per tenere alta la concentrazione. Non ho però allenamenti specifici.

Fuori dalla pista chi è Matteo Nannini?
Un ragazzo normale, che va a scuola come tutti e che dedica oltre due ore di allenamento o defaticamento in piscina per sciogliere muscoli. Ogni tanto vado al cinema con gli amici delle scuole medie. Sono un po' timido e non parlo tantissimo, ma quando parto non mi fermo più.

Come va in questo periodo con la didattica online?
E' una tipologia che ho già sperimentato prima dell'emergenza, ad esempio durante i test in Bahrain. C'è un portale online con videolezioni e mi trovo bene. Ora sono impegnato con le ultime verifiche per l'esame di fine anno. 

Recentemente è stato protagonista di un gesto importante finalizzato alla solidarietà...
Abbiamo istituto una raccolta fondi per l'ospedale “Sacco” di Milano impegnato nell'emergenza covid-2019. Chi partecipava poteva vincere la mia tuta di F3. A breve annunceremo il vincitore, che potrà fare anche una videochiamata con me la prossima settimana anche per ringraziarlo.

Quanti autografi ha firmato?
In questo periodo di quarantena è arrivata una busta da Tokyo con venti cartoline da firmare. Una volta firmate le abbiamo rispedite. Poi negli autodromi ci sono tanti appassionati che sorprendono, con tante foto da autografare. Anche a volte le stesse persone. 

E' stato nominato ambasciatore dello sport di Forlì. Porterà con se un simbolo della nostra città?
E' un onore rappresentare la città, anche perchè sono uno dei tre italiani che parteciperanno al campionato di F3. Porto con me la bandiera italiana sia sul casco che sull'halo. Ma effettivamente posso aggiungere uno stemma che possa portare fortuna. Spero di continuare a rendere la città sempre più orgoglioso.

Qual è il suo obiettivo?
Arrivare in Formula Uno. Correre per la Ferrari sarebbe un grande onore. Sappiamo la storia che ha. Correre una squadra italiana e poi a Monza sarebbe il top dei top. Spero di riuscirci, magari facendo divertire i fan. 

Quando inizia per lei il campionato?
Presumibilmente in Austria il 5 luglio. Poi se tutto va bene ci saranno nove appuntamenti con due gare per weekend. Speriamo che ci possa essere un test sulla stessa pista prima della gara. 

Contatti social per seguirla?
Mi trovate su Facebook e Instagram scrivendo Matteo Nannini.

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