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MotoGp, Aragon regala l'ennesimo ribaltone. Doppio colpo Suzuki. Dovi è a -15 dalla vetta

Il Gran Premio d'Aragon regala infatti l'ennesimo ribaltone in classifica

Uno spartito ricco di colpi di scena disegna il campionato di MotoGp più pazzo della sua storia. Il Gran Premio d'Aragon regala infatti l'ennesimo ribaltone in classifica. Con Fabio Quartararo naufragato a sorpresa fuori dalla zona punti, il nuovo leader della classifica è lo spagnolo della Suzuki Joan Mir nonostante sia l'unico tra i pretendenti al titolo a non essere ancora riuscito a salire sul gradino più alto del podio. La prima di Aragon (domenica prossima si correrà il Gran Premio di Teruel) ha riportato la Suzuki anche al successo con Alex Rins, ottavo vincitore differente in questa stagione.

Un successo sudato, il terzo in carriera nella classe regina, arpionato con poco meno di tre decimi di vantaggio su Alex Marquez, risalito dall'undicesima posizione, che ci ha preso gusto ad assaporare il gusto dello champagne dopo il primo podio preso a Le Mans in condizioni estreme. Il fratello dell'otto volte campione del mondo sta crescendo in fretta in questa ultima parte di stagione ed è già maturo per la prima vittoria nella classe regina. Tutto questo dopo esser stato "retrocesso" dalla squadra ufficiale, ad appannaggio di Pol Espargaro, al team di Lucio Cecchinello, dove nel 2021 potrà comunque contare su una Honda ufficiale.

Mir, terzo, prende punti pesanti, che lo lanciano a quota 121 punti, sei in più di un Quartararo crollato da metà gara e solo 17esimo. Lo spagnolo della Suzuki ha un margine di 12 punti su Maverick Vinales, quarto sul traguardo, e quindici su Andrea Dovizioso, a 15 lunghezze della vetta. Il forlivese, scattato dalla tredicesima posizione dopo le tribolate qualifiche, è scattato col coltello tra i denti, rimontando fino alla settima posizione, preceduto dalla Honda di Takaaki Nagakami (Lcr) e dalla Yamaha Petronas di Franco Morbidelli, dal quale ci si aspettava qualcosa di più dopo le belle qualifiche.

Missione difficile, ma non impossibile. Dovizioso deve credere in questo mondiale e la Ducati deve credere nelle capacità del forlivese, unico in grado negli ultimi tre anni a contendere a Marquez il trono del più forte. Da qui in avanti la casa di Borgo Panigale, se vorrà provare a riprendersi il titolo che manca dal 2007 con Casey Stoner, dovrà affidarsi al gioco di squadra e puntare tutto sul proprio cavallo di punta. Non pervenuto Danilo Petrucci, che probabilmente ha accusato il colpo mentale dopo quanto accaduto sabato proprio con l'amico Dovizioso. Risultato finale: 15esimo.

"Partendo dalla tredicesima posizione, siamo riusciti ad ottenere il miglior risultato possibile - afferma Dovizioso -. Purtroppo non avevamo la velocità per poter lottare con i primi e forse, con le temperature più alte rispetto agli scorsi giorni, la gomma media non si è comportata esattamente come ci aspettavamo. Sicuramente ora abbiamo dei dati sul quale poter lavorare in vista del prossimo fine settimana di gara, che si correrà sempre qui ad Aragón. Speriamo che le condizioni meteo ci permettano di iniziare a lavorare subito con costanza a partire dal primo turno di libere del venerdì".

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