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Giovedì, 11 Agosto 2022
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MotoGp, il caso Rossi infiamma. Reggiani: "Marquez un bimbo delle elementari"

La maggioranza si schiera dalla parte del "Dottore", che ha pagato la ginocchiata a Marquez con la retrocessione nel fondo dello schieramento nella gara che deciderà chi sarà il successore nell'albo d'oro proprio dello spagnolo della Honda Repsol

Probabilmente è l'argomento della settimana. E se ne continuerà a discutere fino all'8 novembre, quando la pista di Valencia decreterà il vincitore 2015 del mondiale MotoGp. Il contatto tra Valentino Rossi e Marc Marquez domenica scorsa nell'ultima prova campionato, che si è disputata sul tracciato malese di Sepang, ha scatenato le reazione dei tanti appassionati di motociclismo. Ma sta coinvolgendo anche chi non si è mai interessato alle gare. La maggioranza si schiera dalla parte del "Dottore", che ha pagato la ginocchiata a Marquez con la retrocessione nel fondo dello schieramento nella gara che deciderà chi sarà il successore nell'albo d'oro proprio dello spagnolo della Honda Repsol. Il 46 ha appena sette punti di vantaggio sul compagno di squadra Jorge Lorenzo, secondo a Sepang alle spalle di Dani Pedrosa.

"UN BAMBINO DELLE ELEMENTARI" - Tra le opinioni degli addetti ai lavori spicca quella del forlivese Loris Reggiani, tra i più esperti commentatori del motociclismo e storicamente mai schierato dalla parte del nove campione del mondo di Tavullia. "Avevo una enorme stima e simpatia per Marquez - ha affermato Reggiani - ma ora lo considero un poveretto, un bambino delle scuole elementari che fa i dispetti al compagno che gli sta antipatico. Solo che qua si gioca con la vita". Per l'ex centauro forlivese Marquez si è voluto vendicare del contatto in Argentina e del duello ad appannaggio di Rossi ad Assen

IL REGGIANI PENSIERO - "Il mio pensiero è che il catalano si sia molto arrabbiato per quei due episodi e che, una volta matematicamente fuori alla lotta per il titolo, abbia deciso che avrebbe fatto di tutto per far perdere il mondiale a Rossi - ha evidenziato -. In queste due gare l’ha ampiamente dimostrato, e ha messo in scena due delle pagine più antisportive che abbia mai visto da quando seguo questo sport. Una condotta di gara come la sua la accetto già poco se ci si sta giocando il proprio mondiale, ma per quello di un altro proprio no, mi fa schifo. E la cosa ancora peggiore, è che Marquez queste cose non le fa per far vincere qualcuno, ma per far perdere qualcun'altro".

L'ANALISI DEL GP D'AUSTRALIA - Reggiani ha analizzato la condotta di gara di Marquez finita nel mirino di Rossi in occasione dell'infuocata conferenza stampa della vigilia del Gran Premio della Malesia: "Mentre guardavo il Gran Premio di Australia pensavo: per la prima volta in tanti anni, Valentino non è lucido in gara, continua a sorpassare Marquez e fargli perdere tempo, mentre sarebbe meglio stargli dietro e seguirlo per andare a recuperare, perché Marc è l’unico che possa farlo. Poi ho sentito Rossi che in conferenza stampa del giovedì di Malesia dice quelle cose su un ipotetico aiuto di Marquez a Lorenzo, e ho pensato subito che avesse completamente perso la testa. Però ho anche pensato: se fosse come penso io, Valentino sarebbe Troppo pazzo, e allora ho cominciato a rivivere la gara di Phillip Island nella memoria con più malizia e ho iniziato ad avere dei dubbi, su Marquez. Ho deciso di provare a togliermi i dubbi, sono andato sul sito della motoGP: e ho stampato tutti i tempi di tutti i giri di tutti i piloti, compresi gli intertempi di ogni giro e col foglio stampato in mano ho riguardato la registrazione della gara. E’ facile, potete farlo tutti. Non potevo credere a quello che vedevo, per essere sicuro l’ho guardata due volte".

L'OCCHIO SUI TEMPI - Secondo le valutazioni di Reggiani, "Marquez ha fatto di tutto per difendere Lorenzo da Rossi e da Iannone, poi li ha frenati un paio di volte fino a fargli perdere più di 1 secondo al penultimo giro e ha poi accelerato all’ultimo di 1 secondo, fino a raggiungere e superare, molto facilmente, Lorenzo. C’è altro, Lorenzo negli ultimi 20 giri ha sempre girato super costante tra 1’29,8 e 1’29,9, tranne, guardacaso, l’ultimo giro, nel quale ha rallentato di quasi mezzo secondo e Marquez l’ha passato come fosse un doppiato, senza opporre nessuna resistenza. Chiunque abbia corso in moto sa benissimo che queste cose non succedono, certe differenze da un giro all’altro non sono per niente normali. Poi abbiamo assistito allo squallido teatrino di Marquez in Malesia, dopo che 2 giorni prima aveva dichiarato che era sorpreso dalle parole di Valentino e che non si sarebbe mai messo in mezzo a una faccenda tra altri due piloti".

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