MotoGp, Gp Teruel: festa Morbidelli, brodino per Dovizioso: per il mondiale si fa durissima

La scalata alla vetta diventa sempre più impossibile, considerando che il distacco dalla vetta passa da 19 a 28 punti ed una Ducati che va a fasi alterne

Andrea Dovizioso impatta contro il "muraglione" di Aragon e raccoglie un tredicesimo posto che di fatto riducono al lumicino le chance iridate quando mancano tre round alla fine del campionato, con la doppia di Valencia, circuito indigesto alla Ducati in passato, e l'incognita Portimao. Sono appena due i punti raccolti dal forlivese. La scalata alla vetta diventa sempre più impossibile, considerando che il distacco dalla vetta passa da 19 a 28 punti ed una Ducati che va a fasi alterne.

La delusione di Dovizioso

Dovizioso, partito diciassettesimo, era riuscito a sua volta a recuperare terreno, inserendosi nella lotta per la top ten dopo la prima metà di gara. Nono a dieci giri dal termine, il pilota forlivese è stato attaccato da Aleix Espargaro alla curva 1 e, nel tentativo di tenere la posizione, è finito largo ritrovandosi davanti al compagno di squadra Danilo Petrucci. Con la gomma posteriore ormai in crisi, Dovizioso non è riuscito a difendersi dall’attacco di Petrucci e, dopo essere scivolato in dodicesima posizione, è stato superato anche da Bradl nel corso dell’ultimo giro, chiudendo la prova al tredicesimo posto.

"Sapevamo che questa sarebbe stata una gara difficile e purtroppo le mie sensazioni in moto non erano buone - afferma Dovizioso -. Non avevamo la velocità per poter rimontare e sul finale di gara la gomma morbida ha avuto un calo importante, che mi ha impedito di guidare come avrei voluto. Ho faticato molto e, soprattutto negli ultimi giri, ho iniziato anche a soffrire di problemi agli avambracci. Ora cerchiamo di voltare pagina e di concentrarci sulle ultime tre gare che restano".

Il trionfo di Morbidelli

Torna a ruggire, dopo il trionfo nel Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, Franco Morbidelli, raccogliendo 25 punti che riaccendono il sogno mondiale. Il portacolori della Yamaha Petronas ha dominato dal primo all'ultimo giro, tenendo distanti le Suzuki di Alex Rins, vincitore ad Aragon la scorsa settimana, e di Joan Mir. Quest'ultimo rafforza la leadership in campionato, con 137 punti, approfittando della domenica incolore di Maverick Vinales (Yamaha Monster) e Fabio Quartararo (Yamaha Petronas), che non sono andati oltre la settima e ottava posizione.

Questa gara potrebbe segnare una svolta importante per le speranze mondiali di Iwata, visto la crescita importante della Suzuki da un paio di mesi a questa parte. Quartararo scivola infatti a -14, mentre Vinales a -19. Questo fine settimana in casa Yamaha a fare la differenza è stato Morbidelli, che ha lavorato sin dal venerdì per raddrizzare le difficoltà incontrate domenica scorsa. "E' meraviglioso - esclama Franky -. Dovevo fare una gara aggressiva e ho dato tutto me stesso. La concetrazione era al massimo e il feeling era bellissimo. E' stato fenomenale, abbiamo fatto un ottimo lavoro, perchè c'è stata costanza. Abbiamo messo a punto la moto affinchè la moto fosse performante per tutta la gara. Mi sono divertito".

Poca gloria per la Honda, dopo le ambizioni post qualifica: Takaaki Nagakami, che scattava dalla pole, si è autoeliminato dopo cinquecento metri, mentre Alex Marquez è rovinato sulla ghiaia a dieci giri dalla fine mentre occupava la quarta posizione

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