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MotoGp, Marquez domina ad Austin ed entra nella leggenda

Marc Marquez entra nella leggenda del motociclismo. Il talento spagnolo ha dominato il Gran Premio d'America ad Austin, secondo round del Motomondiale, battendo il compagno di squadra Dani Pedrosa

Marc Marquez entra nella leggenda del motociclismo. Il talento spagnolo ha dominato il Gran Premio d'America ad Austin, secondo round del Motomondiale, battendo il compagno di squadra Dani Pedrosa. Volto sorridente, fuoco nel manico, il portacolori della Repsol Honda con i suoi 20 anni, 2 mesi e 4 giorni è il più giovane vincitore nella classe regina, strappando il record a Freddie Spencer: "Sono contento - ha esordito Marquez -. La gara è stata molto dura".

Dopo aver perso la pole position per una piccola sbavatura alla prima curva subito dopo la partenza, Marquez è stato incollato a Pedrosa fino a otto giri dalla fine, quando ha rotto gli indugi prendendosi la leadership. "La gomma posteriore era ok, ma all'anteriore non ero a posto", ha affermato lo spagnolo. Pedrosa ha incassato il colpo, spiegando di "esser stanco verso la fine" e di "aver avuto un problema al braccio sinistro. Non riuscivo a tenere ferma la moto in staccata. Poi ho commesso un errore a tre giri dalla fine e ho perso oltre un secondo".

Marquez si è preso la leadership del campionato, dividendola con Jorge Lorenzo (Yamaha) che ha chiuso al terzo posto: "Non ho corso in difesa, ho spinto al massimo - ha affermato il campione del mondo in carica -. Ho avuto un problema alla partenza, perdendo tante posizioni. Nel weekend abbiamo fatto un passo avanti, ma non sufficiente per battere le Honda".

Opaca la prestazione di Valentino Rossi, solo sesto, preceduto dalla Yamaha di Cal Crutchlow e dalla Honda LCR di Stefan Bradl. Ottima invece la gara di Andrea Dovizioso, settimo con la Ducati davanti alla Honda Gresini di Alvaro Bautista. “Il settimo posto ovviamente non è troppo soddisfacente, però il mio tempo sulla distanza non è male - afferma il pilota di Forlì -. Sono riuscito a tenere un buon passo, quasi sempre sotto 2:06’, e sono quindi contento per l’aggressività e l’impegno che ci ho messo. Sono riuscito a essere abbastanza costante tranne che a cinque o sei giri dalla fine e gli ultimi giri con Bautista sono stati divertenti: davvero una bella lotta! Sappiamo di dover lavorare ancora molto perché per il momento questi sono i nostri limiti, ma siamo davvero molto motivati a migliorare.”

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