Palestre scolastiche, Molea (Aics): "La paura dei presidi blocca lo sport. Si prenda esempio da Forlì"

Così Bruno Molea, presidente dell’Associazione italiana cultura sport – tra i primi enti di promozione sportiva del Paese – commenta il mancato avvio delle attività sportive nelle palestre scolastiche

“La mancata concessione delle palestre scolastiche ad associazioni e società sportive sta bloccando irrimediabilmente la ripresa delle attività sportive: Forlì è un buon esempio nel Paese, altrove le paure dei presidi sulle igienizzazioni non siano di ostacolo”. Così il forlivese Bruno Molea, presidente dell’Associazione italiana cultura sport – tra i primi enti di promozione sportiva del Paese – commenta il mancato avvio delle attività sportive nelle palestre scolastiche.

“Forlì è un’isola felice - evidenzia -. qui i costi delle igienizzazioni sono stati per lo più coperti dal Comune e le palestre sono state aperte da subito alle attività sportive, ma altrove il panorama è ben diverso. Quanto annunciato dal ministro Spadafora proprio ieri sera sui nuovi contributi in arrivo per le igienizzazioni fa ben sperare sulla possibilità che il problema della pulizia possa essere affrontato congiuntamente, sport e scuola, ma quanto sta avvenendo nel resto del Paese è davvero preoccupante e ha radici più profonde".

"La promozione dello sport di base è educazione sociale, culturale, civica: è assurdo pensare che bastino le paure legate alle igienizzazioni a bloccare sindaci e dirigenti scolastici nella concessione delle palestre - continua -. Solo poche di esse sono in realtà occupate da classi e lezioni: la stragrande maggioranza resta chiusa in attesa di tempi migliori, ma la ripresa va affrontata con responsabilità e sicurezza. Il nodo pulizia non può davvero ancora essere l’elemento che blocca la partenza dello sport di base: ne va delle sorti di un intero sistema economico e sociale ma soprattutto dell’educazione dei giovanissimi che, in quelle palestre, grazie alle migliaia di associazioni e società sportive dilettantistiche, passano i loro pomeriggi imparando i valori dell’inclusione sociale e delle regole di convivenza proprio attraverso lo sport. Ora servono coraggio, fiducia, responsabilità”.

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