Serie D, al Morgagni arriva la Sammaurese: "Ci serve fortuna e autostima"

Mercoledì non è stata una giornata positiva: "Io sono andato là con le intenzioni di sentire mia la squadra, la dimostrazione è che ho cambiato modulo e giocatori"

Domenica il Forlì ospiterà la Sammaurese, nella 13esima giornata di Campionato in serie D. Sarà al prima al Morgagni per il nuovo allenatore Eugenio Benuzzi, che mercoledì ha debuttato da biancorosso con una sconfitta esterna contro il Tuttocuocio. "Sono emozionato, ma ho sensazioni positive - ha esordito Benuzzi -. Questa settimana abbiamo lavorato sodo, ai miei ragazzi ho chiesto che raschiassero il fondo del barile e, salvo qualche eccezione, son tutti ragazzi di vent’anni quindi hanno le batterie cariche".

Mercoledì non è stata una giornata positiva: "Io sono andato là con le intenzioni di sentire mia la squadra, la dimostrazione è che ho cambiato modulo e giocatori. Il modulo ha consentito un solo tiro in porta degli avversari; abbiamo battuto più angoli e tirato più in porta rispetto a loro. A parte il fatto che non ho ancora deciso se cambiare di nuovo lo schema perché ne abbiamo provati diversi, mercoledì siamo partiti con il 4-3-3 poi dopo siamo passati al 4-2-4 per finire con un 3-3-4. Non è una questione di numero e di moduli ma è una questione di atteggiamento. Capisco che diventava difficile mercoledì, però domani è un altro giorno, vivere di passato che ci serva da esperienza ma niente di più”.

"Della partita di mercoledì non mi ha lasciato soddisfatto niente - prosegue l’allenatore -. Non avevamo lo stato d’animo giusto, il comportamento di alcuni tifosi avversari non merita commento. Questa partita ha solo evidenziato dei difetti su cui dovremo andare a lavorare". Domenica la squadra avversaria è tosta: “Nutro rispetto per la Sammaurese, ho avuto il piacere di assistere due domeniche fa alla partita contro il Rimini e ha fatto una buonissima prestazione”. Gli assenti saranno Falco che è squalificato, Galeotti e Radoi che sono infortunati.

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"I miei ragazzi non mancano di carattere - conclude Benuzzi -, ma il calcio è fatto di tanti altri aspetti. Il Forlì ha bisogno di un po’ di fortuna per guadagnare quest’autostima. Il lavoro dell’allenatore è a 360 gradi; deve pretendere che le cose siano fatte al meglio, che i giocatori siano i migliori. Gli allenatori devono fare in modo che la squadra faccia le cose in una determinata maniera perché altrimenti l’avversario arriva prima, vedi mercoledì scorso. Si può sempre migliorare, bisogna lavorare in tutte le sfaccettature".

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