Petrovic, un 20enne veterano: "Forlì? Una sfida accettata con grande cuore"

Dopo la positiva prestazione nella prima uscita stagionale a Faenza, Danilo Petrovic si è ufficialmente presentato alla stampa

"Credo che lottando con umiltà e senza presunzione possiamo andare il più avanti possibile". Dopo la positiva prestazione nella prima uscita stagionale a Faenza, Danilo Petrovic (classe ’99, ma con un curriculum da veterano) si è ufficialmente presentato alla stampa nella sede di Casta srl: ama lottare, e la sua grinta la si nota anche dall’entusiasmo emerso per farsi conoscere. Quella del cestista serbo, come affermato dal presidente Giancarlo Nicosanti, è una figura che mancava: "La campagna era già finita, ma abbiamo colto un’opportunità di mercato. Credo che l’inserimento di Danilo faccia parte di questo processo di crescita della nostra società, una figura come la sua in squadra non l’avevamo. Danilo ha il fisico, il talento e da quello che abbiamo visto in queste settimane anche la testa. Siamo molto contenti del suo arrivo a Forlì perché porta quel livello di fisicità di cui magari nei prossimi mesi potremo aver bisogno. Ha già un curriculum importante, credo che quest’anno possa essere un momento importante per lui perché se riuscirà a dimostrare in campo quello che noi ci aspettiamo e quello che vuole anche lui, forse il percorso di crescita continuerà".

Il general manager Renato Pasquali svela l’aneddoto relativo al passaggio di Petrovic a Forlì: "Quando abbiamo iniziato a parlare col procuratore di Danilo non era entusiasta di mandarlo a Forlì perché secondo lui non avrebbe avuto minuti a sufficienza. Io gli ho garantito che se Danilo fosse venuto a Forlì non se ne sarebbe andato. Gli ho fatto notare che sarà in competizione con tre ragazzi che sono della sua età oppure più giovani di lui: se non si fosse sentito all’altezza di competere con dei pari età sarebbe potuto restare dov’era. Credo che questa sia stata la mossa che ha spinto poi Danilo ad accettare la sfida di Forlì. E’ uno che non si risparmia, che costringe chi lo marca a dare il 100% e questo non è poco. Sono stato felice di vedere che nella prima uscita stagionale quelli a dimostrare qualcosa di più siano stati i giovani: questo vuol dire che sono motivati per dimostrare di poter giocare qualche minuto in più. Danilo potrebbe essere stato pensato per sostituire Tommaso Oxilia fino a quando non rientra: in verità pensiamo che possa alzare il nostro livello ed ambire ad una migliore posizione in classifica”.

A sentirlo parlare, la cosa che viene spontanea è chiedersi se ha davvero vent’anni. Una Serie A2 vinta, una Coppa Italia LNP vinta, un europeo vinto con la sua Nazionale e da quattro anni stabilmente inserito nei roster dei “grandi”. A questo si unisca la facilità di linguaggio e i discorsi da veterano, e i dubbi aumentano ulteriormente. E invece Petrovic, 20 anni appena compiuti, ha una lunga carriera davanti a sé. "Sono molto contento ed orgoglioso di fare parte di questa squadra - esordisce Petrovic -. Forlì è una piazza molto importante nel panorama del basket italiano. Qua i tifosi si sentono e non è poco, penso che il palazzetto sarà sempre pieno. Mi aspetto di crescere, di fare il massimo ogni partita. Sono molto contento di ritrovare Klaudjo, Davide e Tommaso, sono persone eccezionali: per fare risultati importanti serve una squadra di buone persone. L’anno scorso a Montegranaro la squadra non era così costosa, ma fatta da persone giuste, infatti abbiamo fatto un passo in più rispetto a Forlì. Questo è stato un anno molto particolare perché ho cambiato procuratore, poi quando è arrivata l’offerta di Forlì ho accettato la sfida con grande cuore. Senza la sfida non c’è la spinta per andare avanti”.

Sulle sue caratteristiche, il classe ’99 spiega: "Da buon serbo amo lottare, principalmente mi vedo come 4 (ala grande, ndr). Posso giocare minuti anche da 5 (pivot, ndr). Se vuoi fare il giocatore non puoi limitarti soltanto in una posizione; a volte posso essere un 3 (ala piccola, ndr) "sbagliato". Sono veloce nei contropiedi, poi dirà tutto il campo". Dell’Agnello è un profilo che entusiasma Petrovic: “Siamo stanchi perché ci alleniamo duramente da due settimane ed è normale, Sandro è un allenatore esperto che ti sgrida e ti dice "bravo" nel momento opportuno. Per me è un allenatore perfetto, è un ex giocatore e questo è meglio perché conosce le nostre esigenze". 

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La triste fine di una grande azienda del forlivese: dichiarato il fallimento dopo oltre 50 anni

  • Un bagliore visibile a chilometri di distanza: incendio in un'azienda

  • Storica gioielleria chiude dopo 73 anni, tre generazioni si sono susseguite dietro al banco

  • Sfilata in intimo contro i pregiudizi: in Piazza Duomo a Milano anche la forlivese Giulia Gambini

  • Festa di compleanno al ristorante con rissa finale e tavoli ribaltati tra due invitati

  • Terzo lotto della Tangenziale, partita la procedura per i 70 espropri di pubblica utilità

Torna su
ForlìToday è in caricamento