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Calcio, il Forlì cerca il salto di qualità col ds Andreatini: "Sarò pronto alla 'guerra'"

Sguardo di ghiaccio e serietà sono le prime impressioni a freddo che Massimo Andreatini offre alla stampa prima di prendere la parola

A poche settimane dal termine del più convulso e inimmaginabile campionato di serie D, falcidiato e falsato dal Covid-19, il Forlì con il suo sesto posto in classifica appena conquistato, prova a cercare il famoso salto di qualità, presentando alla stampa il nuovo direttore sportivo classe '73, Massimo Andreatini reduce da quattro ottime stagioni tra i professionisti nella Fermana.

Riminese di nascita, ma residente a Bellaria, il nuovo direttore sportivo avrà pieni poteri per l'evolversi della stagione dei galletti, avendo come primo e determinante tassello, la nomina del nuovo allenatore che andrà a sostituire Giuseppe Angelini: "Nonostante qualche contestazione nei nostri confronti - annuncia il presidente Gianfranco Cappelli -. La società rilancia e ha scelto un professionista indiscusso come direttore sportivo, dando a lui pieni poteri decisionali".

"Una scelta  maturata in gran segreto e fondamentale perché la società potesse avere finalmente un profilo serio e competente al suo interno", puntualizza il presidente, che salva in parte anche l'operato della stagione appena conclusa: "L'obbiettivo playoff è sfumato di pochissimo, ma resta il fatto che la squadra costruita era di assoluto valore e sulla quale cercheremo quindi di ripartire per non sprecare il lavoro svolto".

Sguardo di ghiaccio e serietà sono le prime impressioni a freddo che Massimo Andreatini offre alla stampa prima di prendere la parola: "Sono qui con grande entusiasmo, in una società che ha sicuramente raccolto meno di quello che ha seminato", le prime parole del direttore, che poi snocciola quali saranno le sue prossime linee guida per la stagione: "Ho visto giocare il Forlì diverse volte e mi è piaciuto molto, la base da cui ripartire ce l'ho già in mente ma per prima cosa a giorni chiuderemo col nuovo mister, poi di conseguenza arriverà tutto il resto".

In conclusione una analisi su quello che è il suo pensiero di calcio che vorrà trasmettere a giocatori e staff: "Lavoro, sacrificio, umiltà e guerra, sono questi gli aggettivi che mi rappresentano - annuncia il ds -. Giocare per il Forlì deve essere motivo di orgoglio, a noi il compito di trasmetterlo a giocatori e tifosi".

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