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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Unieuro al via l'avventura in A2 con l'entusiasmo della debuttante

Coach Garelli: "Abbiamo puntato sul gruppo della promozione, la squadra è la migliore ha equilibrio. Obiettivo è salvarsi. Possibilmente passando per i play-off."

Bandendo la retorica del primo giorno di scuola, nell’allenamento d’esordio dell’Unieuro Pallacanestro 2.015 versione 2016/17, ci sono comunque l’entusiasmo, i sorrisi e l’emozione tipiche del primo incontro di quella che sarà una lunga traversata ricca di punti interrogativi, dubbi e speranze. All’appuntamento al PalaGalassi delle 17 non manca, infatti, pressoché nessuno degli attesi: ci sono 250 circa forlivesi (al solito nutrita la rappresentativa degli ultras), c’è l’intero staff tecnico capitanato da coach Gigi Garelli, ci sono i 13 atleti convocati (all’appello assente il solo Wayne Blackshear che atterrerà in Romagna il 24 prossimo) nonché il portafortuna (accompagnato dall’assessora allo sport Sara Samorì), il padrino della società al suo esordio assoluto la scorsa estate, Maurizio Gherardini.

Unieuro Forlì, si ricomincia (fotoservizio di Alessandra Salieri)

“E’ un piacere per me essere qui – ha detto la “mente” già dei Raptors e Oklahoma, oggi al Fenerbahce Istanbul vice campione d’Europa, a corollario della presentazione uno-ad-uno di dirigenti, staff e giocatori biancorossi; da segnalare che l’applausometro ha premiato la giovane guardia Francesco Paolin – a farvi gli in bocca al lupo: per noi sportivi la superstizione ha un certo peso per cui pensare che lo scorso anno venni per salutarvi e sia Forlì che il mio Fenerbahce hanno centrato gli obiettivi che si erano posti, ha un certo valore; non potevo esimermi. Forlì resta la mia città, fa parte della mia vita, dei miei interessi: che il progetto Pallacanestro cresca non può che rendermi felice. Vi aspetta un campionato difficile, più dello scorso anno. E’ importante che tutti ne siano consapevoli: squadra, pubblico, addetti ai lavori. Non esistono ricette vincenti se non dare tutto, sempre perché chiudere con qualche recriminazione è la cosa peggiore possa accadere. Forlì merita il massimo.”

Mentre in campo i ragazzi dell’Unieuro ‘16/’17 si concedevano ai fotografi – riepilogando: in veste di playmaker Michele Ferri, Davide Bonacini; le guardie Alessandro Pinza, Sebastiàn Carlos Vico, Francesco Paolin; quindi le ali Simone Pierich, Tommaso Colombo, Alessandro Dal Zozzo, Simone Ravaioli, Jeffrey ‘Jaye’ Crockett, Wayne Blackshear; infine i lunghi Paolo Rotondo, Francesco Infante, Iba Koite Thiam – un rapido passaggio d’obbligo “ai taccuini” è toccato anche a coach Gigi Garelli: “Vedo in giro che la giornata di oggi è stata scelta da tante società per iniziare la preparazione; immagino che tutti i miei colleghi, in forme diverse, ripeteranno quanto sto per dire io, ma tant’è, anche a rischio d’esser monotono penso che questa squadra sia la migliore possibile a fronte di un budget comunque onesto per l’A2. L’approccio e le sensazioni sono positive. La nostra scelta tecnica è stata chiara: abbiamo puntato sul gruppo della promozione perché sono convinto che quei ragazzi sapranno far bene. Penso soprattutto a Vico. Molti altri roster in quel post vedono degli USA. Noi abbiamo invece puntato su USA in posizioni intermedie. Due atleti forti, con grande energia e potenza. Il fatto di aver portato Blackshear ci fa ben sperare: convincerlo non è stato semplice, aveva offerte anche più in alto ma il nostro progetto gli è piaciuto.” Tutto, se non al meglio, quasi. Per? “Per salvarci. Possibilmente passando per i play-off. Spero che Forlì e i forlivesi ci seguano, pazientino un po’ in attesa della migliore quadratura tecnico-tattica. Intanto scommettano su di noi, continuino ad abbonarsi e a sostenerci. Lo sforzo fatto per rendere questa squadra competitiva merita sostegno e fiducia.”

A chiudere il cerchio delle prime interviste, il primo USA firmato dalla Pallacanestro 2.015: Jeffrey Crocket, ala esplosiva e verticale, due anni fa a Tortona con Rotondo. “Sono pronto per questa nuova avventura – spiega lo statunitense, impegnato nel sociale a favore di bambini in difficoltà con camp di basket organizzati tramite una sua omonima fondazione –. Torno con piacere in Italia: non è semplice guidare sulle vostre strade ma per il resto qui mi piace tutto. Di Forlì mi hanno parlato tutti benissimo: c'è passione, entusiasmo, competenza. E' un po' tutta la regione a vivere di basket e questo è bello. Spero di riuscire a dare il mio apporto alla squadra; non mi considero un accentratore né uno specialista ma, pur avendo dalla mia l'atletismo, cerco di far bene un po' tutto. Dipende cosa serve alla squadra. In questo senso aver come compagno Rotondo potrà essermi d'aiuto."   

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