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Stefano Braschi

Stefano Braschi

Da Sportilia il grido degli arbitri: "Intransigenti contro le proteste"

Nel prossimo campionato di calcio vi sarà "assoluta intransigenza" nei confronti delle proteste di massa da parte di giocatori e delle panchine verso le decisioni arbitrali

L'introduzione degli arbitri di porta avverrà anche nel campionato italiano "appena finito di mettere a punto le linee guida". E' quanto ha affermato, nel corso di una conferenza stampa al termine del raduno della classe arbitrale di serie A a Sportilia (Santa Sofia), il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi. Quanto agli arbitri aggiuntivi, ha replicato a chi gli chiedeva un commento in merito, "partiremo con la finale di Supercoppa Italiana a Pechino, dove arbitreremo con la formula dei sei" arbitri. "Partiremo anche in campionato appena finito di mettere a punto le linee guida: vogliamo che non ci siano sorprese e non rischiare di non essere allineati a livello europeo".

A giudizio di Nicchi, "non sappiamo ancora se partiremo alla prima, alla seconda o alla terza di campionato, dobbiamo mettere ancora tutto a punto, d'altronde l'esperimento per andare a regime ha impiegato due anni". Inoltre, occorre adeguare la strumentazione tecnologica, poiché attualmente il direttore di gara è collegato ad altri tre arbitri e in futuro in dialogo sarà invece tra sei persone.


Nel prossimo campionato di calcio vi sarà "assoluta intransigenza" nei confronti delle proteste di massa da parte di giocatori e delle panchine verso le decisioni arbitrali. Precisa invece il responsabile Can Serie A, Stefano Braschi. "Senza voler giustiziare nessuno vogliamo che questo gioco diventi sempre più bello e più trasparente. Vogliamo veramente essere più trasparenti nei confronti di tutti e collaborare con tutti ma c'é un rispetto delle regole" che va garantito. Di fronte alle proteste plateali , alla cosiddetta "mass confrontation, vi sarà assoluta intransigenza". Cercheremo, con grande scrupolo, attenzione e fermezza", ha proseguito Braschi riferendosi a proteste veementi e plateali da parte di gruppi di giocatori "di fermare questi atteggiamenti che sono antipatici e dannosi per i nostri giocatori e le nostre squadre che vanno a giocare all'estero". A giudizio di Braschi, ancora, "il capitano deve tornare a fare il capitano: le proteste plateali e collettive non sono tollerabili. Dobbiamo rimettere naturalmente il carro sulla strada - ha ammonito - i nostri giocatori vanno a giocare fuori e prendono cartellini gialli, devono sapere che li prenderanno anche in Italia". Secondo il responsabile della Can Serie A, "parlare con l'arbitro è possibile ma le proteste plateali, collettive, con quattro cinque persone che vengono a gridare sul viso non sono cose accettabili". Lo scorso campionato, ha ricordato Braschi, "sono state allontanate dalla panchina 58 persone, di cui 31 allenatori" e se non vi saranno cambiamenti nei comportamenti "andremo avanti su questa strada anche in maniera più intransigente. Se invece di 31 persone saranno 50 o 60 mi spiace, dobbiamo giocare come si gioca nel mondo". Proprio guardando fuori dall'Italia Braschi ha sottolineato che ormai "facciamo parte dell'Europa, non possiamo isolarci e creare imbarazzi: cerchiamo nel limite del possibile di dare un'importante linea che è quella della Uefa poiché non possiamo fare un calcio diverso". Rispetto allo scorso campionato, ha poi concluso il responsabile della Can Serie A, vi saranno alcune "precisazioni" sul fallo di mano, sul fuorigioco per quanto riguarda il retropassaggio, oltre che sulle proteste, sulla "mass confrontation" e sul comportamento degli allenatori e delle persone che siedono in panchina.

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