Morgagni a porte aperte, il Forlì dopo la multa: "Vogliamo un trattamento da professionisti"

Dal Forlì calcio nessun passo indietro, anzi c'è un rilancio dopo la sanzione comminata dalla Polizia di Stato per aver violato le norme anti-covid

Aver giocato a porte aperte? Dal Forlì calcio nessun passo indietro, anzi c'è un rilancio dopo la sanzione comminata dalla Polizia di Stato per aver violato le norme anti-covid: "Trasgredendo alla regola abbiamo dimostrato che la serie D può sostenere concretamente le "porte aperte"". La società di viale Roma prende così una decisa posizione su quanto successo nella gara di mercoledì contro il Seravezza Pozzi, vinta per 2-1 dalla compagine da mister Beppe Angelini. Il Forlì ha aperto comunque le porte nonostante fosse a conoscenza del Decreto Ministeriale che impone alle società di serie D di giocare senza pubblico.

"Siamo una società in cui lavorano professionisti, attenti e aggiornati sulle situazioni che riguardano la prima squadra - viene evidenziato -. Abbiamo scelto di nostra iniziativa di aprire le porte del "Morgagni" per sollevare il problema che riguarda il calcio dilettantistico e per il grande rispetto verso i nostri abbonati, con la speranza che qualcuno ai piani alti si occupasse di noi. Dal 27 settembre, data di inizio campionato, sono diverse le società sparse sul territorio regionale e nazionale che hanno aperto le porte dei propri impianti senza ricevere alcuna sanzione e questo è assurdo".

"Ad oggi ci troviamo spaesati e non tutelati - viene evidenziato -. Gli incassi derivanti dagli abbonamenti, dalle singole gare e dalla visibilità degli sponsor sono vitali per le società non professioniste e questo disinteressamento da parte degli organi competenti è inaccettabile. Pretendiamo rispetto e uniformità, pretendiamo di avere il diritto di aprire i nostri stadi rispettando tutte le normative anti contagio, o di avere gratuitamente i diritti televisivi delle gare per poterle trasmettere ai nostri abbonati. Vogliamo un trattamento da professionisti, essendo il nostro, un campionato Nazionale che coinvolge il movimento calcistico più numeroso in Italia".

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Conclude la società: "In queste ore stiamo lavorando, unitamente alle altre società del territorio per fare valere i nostri diritti esigendo chiarezza e rispetto per il lavoro e gli impegni economici che ogni società mette annualmente. Mercoledì al “Morgagni” è andata in scena una bella partita in cui la nostra organizzazione, ben strutturata si è dimostrata efficiente e sicura nei confronti di tutti i presenti, trasgredendo alla regola abbiamo dimostrato che la serie D può sostenere concretamente le “porte aperte”".

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