Tre giorni di allenamenti e reclutamento giovanile per la Pallacanestro Forlì

Tre giorni di lavoro portati avanti questa settimana dal Responsabile del settore giovanile, Lorenzo Gandolfi

Da una parte l’entusiasmo dei giovani, la voglia di farsi notare e lo spirito di chi vuole emergere. Dall’altra, l’orgoglio della Società per avere organizzato un raduno che ha evidenziato una credibilità che si sta costruendo anche al di fuori del contesto locale. Sono stati tre giorni intensi, quelli che sono cominciati mercoledì e si sono conclusi ieri, e che hanno visto 14 ragazzi tra i 15 ed i 17 anni allenarsi duramente nella “Palestrina” dell’Unieuro Arena.

“Professionalità”: è questa la parola chiave che ha accompagnato queste giornate. I giovani, provenienti da tutta Italia (compresi alcuni originari di Senegal e Mali), si sono allenati agli ordini dei coach del settore giovanile biancorosso, sotto l’occhio vigile del Responsabile Lorenzo Gandolfi, di coach Sandro Dell’Agnello e del GM Renato Pasquali. Il raduno, infatti, è stato organizzato con l’obiettivo di trovare ragazzi che possano essere pronti ad essere aggregati alla prima squadra, e non che vadano solo a rinforzare i roster delle squadre giovanili.

“I ragazzi sono stati scelti individualmente, con un lavoro di reclutamento e raccolta di informazioni che è cominciato quasi un anno fa” – dice Gandolfi – “Essere riusciti a proporre e realizzare una tre giorni di questo genere, dà una spinta ulteriore alla credibilità della nostra Società anche a livello giovanile: una credibilità che si è creata in questi mesi, mettendo a frutto la voglia di lavorare seriamente con i ragazzi, come ci siamo detti quando abbiamo cominciato questo percorso. C’è una Società seria, una Serie A che riscuote entusiasmo e seguito, ed una piazza appassionata: siamo contenti che anche la visibilità del nostro settore giovanile stia emergendo sempre di più”.
Tra questi ragazzi, anche alcuni che sono già nel giro delle Nazionali giovanili: “Abbiamo inserito anche ragazzi di 15 anni, due dei quali vestono la maglia azzurra, che hanno tenuto testa ai più grandi. Tra quelli di 16-17 anni, invece, non abbiamo portato ragazzi che sono già nel giro delle squadre senior, ma abbiamo voluto chiamare ragazzi, comunque di alto livello, che magari in passato non hanno mai avuto la possibilità di svolgere raduni di questo tipo. Nella fase di reclutamento, abbiamo ovviamente valutato aspetti tecnici e fisici, ma ci aspettavamo molto anche sotto il piano motivazionale: devo dire che sono stati bravi a farci vedere tutto questo, ed il livello degli allenamenti è stato veramente alto”.

Con i ragazzi venuti da fuori, anche alcuni giovani del settore giovanile biancorosso: “È stato bello vedere come si sono comportati i nostri, sotto diversi aspetti: dal punto di vista comportamentale sono stati bravi ad accogliere chi veniva da fuori ed essere ospitali, mentre sul campo hanno dimostrato di essere all’altezza dei valori che sono emersi, tenendo testa agli altri e dimostrando le loro qualità. È un aspetto che ci riempie ancora di più di orgoglio: Bandini, per esempio, ha fatto vedere quanto sia migliorato in questa stagione, dal punto di vista tecnico e mentale, e quanto è stato all’altezza della situazione”.

Ciascuno di questi ragazzi ha davanti a sé un futuro tutto da scrivere, e Lorenzo ci tiene a raccontare un episodio, il primissimo impatto con questi ragazzi: “Quando mercoledì ho dato loro il “benvenuto”, ho fatto notare che per molti di loro questo era il primo provino della carriera e che, a prescindere da come sarebbe andato, non sarebbe stato un fallimento perché avrebbero imparato come comportarsi per i successivi che sicuramente andranno a fare. Ci ho tenuto ad evidenziare questo per “mentalizzarli” subito, e ho anche voluto sottolineare che in questi giorni avremmo guardato ciò che sono già in grado di fare, ma anche ciò che, in prospettiva, possono imparare”.
Fondamentale, è stata la fase organizzativa: i giovani sono stati ospitati negli appartamenti che, solitamente, vengono riservati ai giocatori della Serie A, ed indispensabile è stato il lavoro di Andrea Bertini e Gabriele Nowak, che si sono occupati della loro gestione in questi giorni.

Gandolfi, è entusiasta di quanto vissuto: “Siamo contenti, anche perché abbiamo visto ragazzi addirittura migliori di come ce li avevano descritti. Ieri mi hanno chiamato genitori, agenti, responsabili delle Società che ce li hanno mandati per ringraziarmi di quello che è stato fatto. Ora però viene il difficile: a questa fase, seguirà quelle delle “scelte”, che non saranno solo tecniche, ma anche comportamentali, economiche e gestionali”.

Una primissima volta per la Pallacanestro 2.015, tre giorni di allenamento con gli occhi proiettati sul futuro: la crescita della Società e del progetto del settore giovanile, continua in un percorso che va a braccetto.

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