Unieuro, contro la Fortitudo è una vittoria che vale i playoff. "Atteggiamento giusto in campo"

L'Unieuro Forlì scende in campo con il fuoco negli occhi, scaccia via i cattivi pensieri, diventa cinica e determinata e mette ko una Fortitudo Bologna sazia dai festeggiamenti per il ritorno in serie A

"Al Palafiera non si passa". Un sogno diventato realtà. L'Unieuro Forlì scende in campo con il fuoco negli occhi, scaccia via i cattivi pensieri, diventa cinica e determinata e mette ko una Fortitudo Bologna sazia dai festeggiamenti per il ritorno in serie A. Per la squadra di coach Marcelo Nicola è un successo che va oltre i due punti: punto primo perchè è arrivato contro la squadra più forte del campionato dopo un periodo condizionato più da bassi che di alti; secondo perchè dà l'accesso aritmetico ai playoff con due giornate di anticipo; e terzo perchè col primo obiettivo stagionale raggiunto ora si potrà giocare con più serenità.

"Faccio i complimenti alla squadra per l'atteggiamento che ha messo in campo per portare a casa la vittoria - commenta coach Nicola -. Abbiamo lavorato con grandissima difficoltà durante la settimana. Ringrazio i tifosi, perchè hanno dimostrato quanto la città ci tenga alla società, alla squadra e alla pallacanestro. Continuando così possiamo prenderci delle soddisfazioni". Quanto alla partita, "non è stata per niente facile. Avevamo una rotazione molto corta ed i giocatori hanno giocato anche con acciacchi, come Rino (De Laurentis, ndr) e Melvin (Johnson, ndr), con quest'ultimo che ha pagato lo sforzo con crampi e sovraccarichi muscoli. Ma ha tenuto duro. Anche Jacopo (Giachetti, ndr) è stato in campo quasi 40 minuti. I ragazzi ci stanno mettendo un impegno allucinante e si meritavano questa vittoria".

A livello tecnico, "a tratti ho visto una bella pallacanestro, passandoci la palla. C'era fluidità. E' stato messo in pratica quanto provato in allenamento, anche in difesa dopo le difficoltà nelle prime due partite". Ad un certo punto Bologna è arrivata a -2: "Non ho chiesto il timeout perchè non volevo togliere fiducia alla squadra. Ho pensato che dovevano farcela da soli. Sono loro che entrano in campo. Io posso dare solo indicazioni. Ma i ragazzi avevano la faccia giusta. Non volevano mollare". Nicola deve fare i conti con gli uomini contati: "Abbiamo una sfortuna pazzesca e dobbiamo sperare che non ne capitino più d'infortuni. Dobbiamo mantenere alta la fiducia in noi stessi e lavorare su alcune cose tattiche e tecniche da correggere e recuperare gambe e fiato che abbiamo speso tanto".

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