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Canestro e solidarietà: l'Unieuro Arena si prepara ad una pioggia di peluche

Dopo il primo canestro di ogni gara infatti i tifosi lanciarono sul parquet migliaia di peluche che vennero poi regalati dai giocatori a vari ospedali pediatrici

Sabato sera, in occasione della partita tra Unieuro Forlì e Aurora Basket Jesi, l'Unieuro Arena sarà teatro di una iniziativa benefica e dedicata ai bambini: il Teddy Bear Toss. Proposto in Italia nel 2014 dal sito di informazione e cultura sportiva La Giornata Tipo, il Teddy Bear Toss fu un vero e proprio successo su tutti i campi di basket d’Italia. Dopo il primo canestro di ogni gara infatti i tifosi lanciarono sul parquet migliaia di peluche che vennero poi regalati dai giocatori a vari ospedali pediatrici. A seguito del successo di quell'iniziativa, che permise di donare un sorriso a tanti bambini in difficoltà, la Pallacanestro Forlì 2.015 ha deciso di replicare il Teddy Bear Toss per la partita dell'antivigilia di Natale contro Jesi, match che si giocherà con palla a due alle 20.30. 

Partecipare al Teddy Bear Toss è molto semplice, basta seguire queste semplici regole: avere pupazzo di peluche completamente morbido senza nessuna parte dura e in plastica; e attendere il primo canestro dell’incontro prima di lanciare il peluche in campo. Il canestro deve essere da due o da tre punti. Se il primo punto avviene da tiro libero i peluche non vanno lanciati. Appena viene realizzato il primo canestro (da Forlì o da Jesi) si lancia il peluche in campo: se non si raggiungerà il parquet saranno quelli delle prime file a raccoglierlo e a tirarlo in campo (per questo è importante che il peluche sia completamente morbido).

I peluche saranno poi consegnati dai giocatori biancorossi all'associazione “I Diritti Civili nel 2000, Salvamamme Salvabebè”, che opera da oltre 15 anni intervenendo nei momenti cruciali dell’abbandono e della solitudine delle mamme e delle famiglie in condizioni di grave disagio socio-economico: gli ultimi tempi della gravidanza, i giorni difficili dopo il parto, l’interminabile primo anno della maternità, quando un momento di calore al primo incontro diventa un’ancora di salvezza e il corredino che la mamma riceve il primo passo di un lungo cammino. Ma subito dopo il supporto si estende all’ambito sanitario, psicologico, legale, logistico, pedagogico, formativo: l’incontro diventa sovente consuetudine, mamme assistite si fanno volontarie dell’Associazione. 

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