viaggio all'insegna della pace

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

 

 UN VIAGGIO ALL’INSEGNA DELLA PACE

Il viaggio

In  moto dall’Italia alla Sierra Leone …  partenza l’8 dicembre da Genova, in traghetto fino a Tangeri e poi una lunga cavalcata in moto attraverso Marocco, Sahara Occidentale, Mauritania, Senegal e Guinea ….  Quasi 6.000 chilometri attraversando ambienti  completamente diversi gli uni dagli altri: le gole e le montagne del Medio e Alto Atlante in Marocco, il mitico deserto dell’Adrar in Mauritania, le coste e le spiagge del Senegal, le foreste equatoriali della Guinea e della Sierra Leone….. un  viaggio all’insegna della pace in paesi tormentati da conflitti più o meno latenti e dalla violenza. A  fine viaggio le moto (due Honda Transalp 600) saranno donate alla Caritas di Makeni (Sierra Leone)che le utilizzerà per le proprie attività quotidiane.

I due partecipanti al raid:

Prati Riccardo: un Master in Diritti Umani e Azione Umanitaria, socio di Alon Forlì che organizza il Corso per Mediatori Internazionali di Pace, coordinatore di Avventure nel Mondo dal 1988, giramondo di professione  al terzo grande viaggio in moto dopo il New Delhi/ Forlì e il Tunisi/Gerusalemme.

Picchetti Davide: noto imprenditore forlivese con la passione dei viaggi e delle moto.

 

 

Perché la Sierra Leone?

Perché in Sierra Leone nel 2005 Prati Riccardo ha collaborato con la Caritas ad alcuni progetti a favore degli ex-bambini soldato ed ha implementato due progetti di adozione a distanza.

La Caritas di Makeni e il vescovo Giorgio Biguzzi di Cesena

Monsignor Biguzzi, presidente della Caritas, è stato certamente un paladino della riconciliazione nazionale in Sierra Leone. Alla fine degli anni 90 attraverso un intenso impegno negoziale ha cercato di persuadere i combattenti a desistere dai loro attacchi e ha guidato nei fatti il Consiglio interreligioso della Sierra Leone (IRC). Fondato sul rispetto delle differenze religiose il Consiglio nasce con il proposito di operare per la conclusione della guerra, per il consolidamento di una pace giusta e duratura e per la promozione e la tutela dei diritti umani. Fondato nel 1997 la sua leadership non abbandonò mai il paese neanche nei momenti più drammatici e ciò oltre a costituire una fonte di coraggio e di speranza per la popolazione civile, lo accreditò di fatto come l’unico soggetto capace di tracciare prospettive di pacificazione. L’IRC si aprì subito al dialogo in tutte le direzioni e fu grazie alla sua azione che a metà del 1999 si aprirono canali di dialogo tra i ribelli e le forze governative. Nel 2001 ha sostenuto il processo di disarmo dei combattenti, vigilando sulle sue modalità di attuazione e facilitando il reinserimento degli ex combattenti. Il Consiglio ha dunque funzionato come un laboratorio di convivenza possibile anche nei momenti più duri: se si fosse spaccato la guerra avrebbe potuto assumere anche la veste di conflitto interreligioso.

Ma l’opera di Biguzzi è andata oltre all’IRC: si è appellato alla comunità internazionale per richiedere interventi umanitari e politici urgenti, ha accompagnato a Roma una delegazione di bambini soldato per il Giubileo del 2000, è stato in prima fila tra coloro che hanno soccorso la gente martoriata dalla guerra, ha trattato con i ribelli rischiando la vita in prima persona.

Tra i vari progetti implementati dalla Caritas ricordiamo:

1)      SKILLS  TRAINING: i ragazzi e le ragazze apprendono varie capacità professionali al fine di provvedere autonomamente al loro sostentamento. Imparano una nuova professione che gli consentirà di entrare nel mondo del lavoro come dipendenti o di aprire una piccola attività in proprio. Caritas è impegnata quindi nella formazione di sarti, cuochi, parrucchieri, ceramisti e falegnami.

2)      COMMUNITY EDUCATION INVESTMENT PROGRAMME: per permettere agli ex bambini soldato di tornare a scuola è necessario un particolare tipo di rieducazione ed insegnamento oltre a nuovo materiale scolastico. Ciò necessita impegnativi investimenti nelle locali comunità scolastiche.

3)      CHILD WELFARE COMMITTEE: monitorano la reintegrazione degli ex bambini soldato nella comunità di appartenenza con lo scopo di proteggerli da vari tipi di abusi. Gli stessi bambini sono membri dei vari comitati. I committee garantiscono i diritti di base ai bambini, non da ultimo il “diritto al gioco”.

4)      CHILDREN’S CLUB: sono istituiti in quasi tutte le località per facilitare la reintegrazione dei bambini, facilitare la loro partecipazione alla vita di comunità e responsabilizzarli. I club partecipano a vari tipi di attività: rintracciamento e riunificazione con le famiglie, aiuto ai bambini di strada, sensibilizzazione sui problemi dei giovani, partecipazione e promozione di eventi con oggetto le problematiche degli ex bambini soldato.

 

 

 

 

 

I paesi che attraverseremo:

Marocco e Sahara Occidentale:

Quanti sono a conoscenza del muro della vergogna che divide il Sahara Occidentale da nord a sud? Chi sa della cicatrice di sabbia lunga 2.700 chilometri pattugliata ogni giorno da 140.000 marocchini armati e della sofferenza del popolo Saharawi? Il popolo saharawi é un popolo che soffre, che lotta sul piano politico e militare per ottenere l’indipendenza.  
Ora più che mai il FrontePolisario (nato nel ’73 per combattere il colonialismo spagnolo e poi quello marocchino) ha bisogno dell’appoggio dell’opinione pubblica internazionale, dato che da vario tempo ha cessato le azioni militari e si è dichiarato pronto ad accettare un’amministrazione internazionale composta dall'ONU e dall’OUA, chiedendo in cambio il ritiro delle truppe marocchine dal territorio dei Sahara Occidentale. Tutto questo per poter fare il tanto sospirato referendum per  1'autodeterminazione del popolo saharawi.  


Mauritania:

Se le condizioni di sicurezza ce lo permetteranno ci addentreremo nell’immenso deserto mauritano. Il viaggio in Mauritania richiede senza dubbio una forte motivazione, unita a un sano spirito di avventura. Questo grande paese, in gran parte desolato e desertico, è un mondo a parte, quasi una terra di collegamento tra il Nord Africa arabo e l'Africa Nera. Nonostante seri problemi ambientali, politici e sociali, la Mauritania prosegue nel lungo e delicato processo di evoluzione politica, verso una forma accettabile di democrazia, e per questo rappresenta una positiva eccezione nel panorama degli stati islamici.
Fatte queste premesse, va detto che il paese possiede non poche attrattive: lungo la costa ci sono alcuni punti adatti alla pesca, al birdwatching e persino al surf e nell'interno si trovano alcune mitiche cittadine carovaniere come Chinguetti. Senza dimenticare che la Mauritania, proprio per le caratteristiche non certo 'facili' del suo territorio, è una delle mete meno visitate dai turisti. 

Senegal:

Fra le destinazioni più ambite dell'Africa occidentale è celebre per le sue bellezze naturali e artistiche. Tra la capitale, Dakar - preferita da molti viaggiatori agli altri grandi centri urbani dell'Africa - e la fertile regione meridionale di Casamance, disseminata di foreste e fattorie, si distendono terre fertilissime e lussureggianti, che appaiono particolarmente floride se paragonate ai vasti deserti che le circondano. I vari parchi nazionali, la lunga costa con i coloratissimi mercati del pesce, le tranquille spiagge oceaniche, la simpatia e la gentilezza dei senegalesi rendono il paese unico e speciale.

 

Guinea:

In Guinea saremo a contatto con la straordinaria varietà di etnie che popolano l'Africa Occidentale. Potremo avventurarci in itinerari di trekking che si snodano attraverso stupendi paesaggi montuosi e viaggiare lungo nuove strade tracciate attraverso le foreste vergini della regione sudorientale. Ma il ferro e il fuoco che hanno infierito per secoli sulla Guinea hanno incenerito la sua terra al punto da farne oggi uno dei paesi più poveri al mondo, un paese ancora scosso dai colpi infertigli da un regime che negli anni '50 del secolo scorso, voltate le spalle ai principi di liberté, égalité e fraternité, ha abbracciato l'ideologia maoista. L'immagine della Guinea è bene simboleggiata dal pover'uomo che mostra le tasche vuote, gravato dal peso di una serie di grandiosi programmi di sviluppo messi a punto di volta in volta dal Fondo Monetario Internazionale e regolarmente falliti. La qualità della sistemazione alberghiera è scadente e l'alimentazione è di tipo essenziale; le piogge e la foresta vergine stanno pian piano riprendendo possesso di ciò che rimane delle ultime vestigia dell'antico potere coloniale.

Al ritorno un resoconto del viaggio…

Inshallah

 

Riccardo

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