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Straniero si finge 15enne, viene ospitato in una comunità e palpeggia un'operatrice

Le indagini degli uomini dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Forlì-Cesena, alla guida del vice commissario Stefano Santandrea, hanno permesso di accertare che l'individuo era maggiorenne e che era noto in Italia con un alias

 

Ha detto di avere 15 anni per trovare assistenza in una struttura per l'accoglienza di minori stranieri non accompagnati. E ne ha combinate di tutte, fino a palpeggiare un'operatrice. Le indagini degli uomini dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Forlì-Cesena, alla guida del vice commissario Stefano Santandrea, hanno permesso di accertare che l'individuo era maggiorenne e che era noto in Italia con un alias. Nei guai è finito un pakistano 18enne, che dovrà rispondere dell'accusa di violenza sessuale, violenza privata, danneggiamento, false dichiarazioni sull'identità personale e truffa aggravata.

Il giovane extracomunitario era ospitato a Forlì in una struttura per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati, avendo dichiarato di essere 15enne al momento della presa in carico da parte degli assistenti sociali del comune di Argenta (Ferrara), ai quali il ragazzo era stato affidato da parte della Questura estense (nel frattempo il tribunale dei Minori aveva disposto accertamenti sulla sua identità). Una volta giunto nella struttura in convenzione con i servizi sociali ad inizio luglio, si è reso autore di danneggiamenti ripetuti (anche delle auto delle operatrici), insulti, minacce, consumo di stupefacenti, procurando anche nei confronti degli ospiti (oltre che degli operatori) un clima di tensione e di paura. La domenica che ha preceduto il Ferragosto c'è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: trovandosi da solo ha palpeggiato una giovane educatrice professionale faentina. La donna si è rifiugiata nel bagno, allertando i soccorritori. Il pakistano ha reagito calciando la porta senza riuscirci. Quando è uscita dalla stanza, lo straniero ha reagito scagliandole contro un infisso della porta poco prima scardinata.

Gli episodi sono stati segnalati alla Polizia, che hanno avviato gli accertamenti del caso. Gli inquirenti hanno provveduto prima di tutto a verificare le generalità del ragazzo, che era senza documenti. Il giovane ha continuato a riferire di esser nato nel 2003. La verifica effettuata all'ospedale di Forlì attraverso esami radiologici diretti a stabilire l’età presunta sulla base dello sviluppo osseo, ha portato a fare emergere la maggiore età del ragazzo. Inoltre, attraverso la Polizia Scientifica, è stato accertato che egli era noto in Italia con un alias, in riferimento al suo primo rintraccio avvenuto in primavera nel Ferrara, anche in questo caso come maggiorenne (all’epoca venne denunciato dai Carabinieri per minaccia e porto illegale di coltello).

Queste verifiche, ed in particolare l’accertamento della maggiore età, hanno così prodotto per lo straniero la decadenza di tutti i benefici che la legge riserva per i minori non accompagnati: è stato immediatamente dimesso dalla struttura che lo accoglieva per essere consegnato all’Ufficio Immigrazione che gli ha notificato l’ordine di espulsione, conseguente alla sua condizione di clandestinità sul territorio nazionale. Ma non solo. E' stato indagato per truffa aggravata in danno di ente pubblico avendo ottenuto benefici dalla falsa dichiarazione sull'età (le spese erano a cura del servizio pubblico del comune ferrarese). Per gli altri episodi denunciati dovrà rispondere di violenza sessuale, violenza privata, danneggiamento aggravato, e falsa attestazione a pubblico ufficiale sulla propria identità personale. Ai poliziotti ha riferito di aver lasciato il Pakistan nel 2015, nn avendo più notizie dei familiari. Dopo esser arrivato in Austria ha fatto il suo ingresso in Italia. Ora l'espulsione.

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