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Scuola e vaccinazioni, protesta colorata in Consiglio comunale. Volano anche palloncini

Il tema dell'obbligo dell'obbligo vaccinale per l'accesso ai servizi educativi e scolastici entra in Consiglio comunale con le interrogazioni dei consiglieri Elisa Massa (Pd) e Simone Benini (Movimento 5 Stelle)

 

"Definire emergenza l'esclusione dalle scuole dell'infanzia di minori non in regola, con l'obbligo vaccinale, pare improprio". Il tema dell'obbligo dell'obbligo vaccinale per l'accesso ai servizi educativi e scolastici entra in Consiglio comunale con le interrogazioni dei consiglieri Elisa Massa (Pd) e Simone Benini (Movimento 5 Stelle). E non mancano i malumori e le vivaci proteste di alcuni genitori presenti, a tal punto che il presidente Alessandra Ascari Raccagni è stata costretta ad interrompere per cinque minuti i lavori, chiedendo l'intervento della Polizia Locale, mentre l'assessore Paola Casara stava rispondendo ai question time.

Dati alla mano, gli iscritti al nido sono 553 e solo il 0,5% non sono in regola, mentre quelli alla scuola d'infanzia sono 687 e solo lo 0,6% sospesi. "Sono numeri molto bassi", evidenzia Casara, entrando nel dettaglio nell'applicazione della Legge 119/2017 e rimarcando che gli obblighi sono "noti da tempo". Certo, aggiunge, "i servizi educativi sono inclusivi, ma vanno gestiti secondo le disposizioni di legge. "Conosciamo il disagio e le problematiche delle famiglie che abbiamo più volte incontrato, parlando anche di aspetti sociali", aggiunge l'assessore, specificando anche la legge lascia "poco spazio d'interpretazione.

"La non vaccinazione e' una scelta che cade in capo ai genitori, le Istituzioni devono applicare le norme". Il provvedimento di sospensione, non di cancellazione, spiega asara, è stato inviato a sei famiglie, con minori già frequentanti ed è statp dato "ulteriore tempo per adempiere agli obblighi", mantenendo "aperto" il dialogo con le famiglie. All'istituzione compete il dovere di applicare le norme". "Avete fatto come ha fatto il Pd a Cesena e Ravenna", è la replica di Benini, ribadendo la sua contrarietà alla legge regionale. Massa ha invece preso parola per "sollecitare il diritto costituzionale alla frequenza". 

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