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Eliminare i vincoli dal Villaggio Matteotti? Lo storico Umberto Pasqui spiega sul posto il quartierino razionalista

 

Il Villaggio Matteotti, vale a dire la parte più antica del quartiere di Ca' Ossi, è l'ex villaggio operaio e agricolo tra viale dell'Appennino, via Don Minzoni e via Ribolle, realizzato nella seconda metà degli anni Trenta e intitolato inizialmente ad Alessandro Mussolini, padre di Benito. All'epoca era un moderno quartiere a circa due chilometri da Forlì perché tra le prescrizioni urbanistiche del regime fascista vi era, spiegano i tecnici del Comune, anche l'indicazione di tenere i villaggi operai fuori dai centri abitati per un maggior controllo dell'ordine pubblico. Appena imboccata via Don Minzoni da viale dell'Appennino, dove oggi c'è una piccola rotonda con un albero al centro, si trovava un busto del padre del Duce, poi abbattuto con la Liberazione, in mezzo un quartiere di case quadri-famigliari (operaie), binate e singole con ampi appezzamenti che un tempo dovevano essere orti per l'auto-sostentamento della famiglia di agricoltori trasferitasi alle porte della città. L'area del Villaggio Matteotti, esempio di un villaggio di case popolari di matrice razionalista, è stato posto sotto tutela conservativa già col piano regolatore del 2000, quando c'erano già gran parte dei lotti significativamente trasformati rispetto alla case originarie realizzate dal costruttore 'Pater' che edificò il villaggio. Ad una ricognizione recente del Comune emerge che restano solo 22 edifici che hanno le caratteristiche che ricordano lo stato originario. La variante urbanistica sugli edifici storici di minor pregio di fatto propone di togliere tutti i vincoli che impongono attualmente il risanamento conservativo, mantenendo solo il vincolo sulla maglia stradale del quartiere, ispirata ai principi urbanistici del Razionalismo e concedendo un incide edificatorio più basso delle altre parti della periferia, cioè lo 0.45 (quindi edificabili 450 mq su mille disponibili). 

(Le foto dell'epoca nel video sono tratta dalla pagina Facebook di Mirko Spagnoli - Bar Iride)

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