"Dummy Massage", la Squadra Mobile chiude altri tre centri massaggi

Il lavoro degli inquirenti, iniziato nell'autunno del 2013, ha permesso di arrestare nove persone, denunciarne a piede libero 44 ed elevare ben 28 sanzioni amministrative, per un totale di 27mila euro

Altri tre centri massaggi cinesi chiusi nella città mercuriale dagli agenti della Squadra Mobile di Forlì, diretti dal dirigente Claudio Cagnini. E' il risultato dell'indagine "Dummy Massage" condotta dal sostituto procuratore Filippo Santangelo, che ha richiesto ed ottenuto dal giudice per le indagini preliminari Luisa Del Bianco il provvedimento di sequestro preventivo dei locali che si trovano in via Bertini, via Gramsci e via Ugo Bassi. Dei 18 centri massaggi censiti nel territorio di Forlì-Cesena, attualmente ne sono attivi solo quattro. Il lavoro degli inquirenti, iniziato nell'autunno del 2013, ha permesso di arrestare nove persone, denunciarne a piede libero 44 ed elevare ben 28 sanzioni amministrative, per un totale di 27mila euro. 

Alla prima fase dell'attività investigativo, che ha visto la denuncia di 33 soggetti (di cui due di nazionalità italiana e 31 cinesi) per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione in danno di più persone (di cui 6 arrestati in flagranza e 2 catturati in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere) ed il sequestro penale di due appartamenti e 16 centri massaggi, è seguito un ulteriore filone verso quei centri che successivamente avevano riaperto una volta ottenuto il dissequestro anche attraverso cambiamenti gestionali artatamente predisposti. I riscontri ottenuti hanno portato all’accertamento del protrarsi delle attività illecità già riscontrate nella prima fase, con l’ulteriore denuncia di 20 individui, di cui 17 cinesi, 2 italiani ed un ivoriano (tra questi 1 donna cinese è stata arrestata in flagranza), nonché al sequestro preventivo di 9 centri massaggi (di cui quattro eseguiti mercoledì).

Ai provvedimenti si aggiungono anche le revoce delle licenze. Attraverso adeguati controlli amministrativi, finalizzati a verificare il possesso dei titoli necessari per l’esercizio legale dell’attività in parola, si è appurata l’elusione generalizzata della normativa vigente per l’esercizio dell’attività di estetista attraverso la produzione di false dichiarazioni agli enti preposti in ordine alla sussistenza dei requisiti (accertata assenza di soggetti qualificati con mansione di responsabile tecnico-estetista, attraverso l’utilizzo di prestanomi mai presenti nel corso dei controlli), con la contestazione dei reati di falso.

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Gli inquirenti hanno anche appurato le modalità di riciclaggio del denaro provento degli illeciti segnalati, attraverso la connivenza di un agente Money Transfer di Cesena, nigeriano, denunciato per riciclaggio in quanto autore di trasferimenti di importanti somme di denaro verso la Cina, “sottosoglia”, usando false generalità e altrettanti documenti stranieri contraffatti attraverso la produzione di copie in formato informatico.

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