Terremoto, a Forlì è partita la mappatura di edifici e chiese

Per quanto riguarda gli edifici di proprietà sia del Comune che della Curia, si sta procedendo ad una mappatura, imposta dalla legge regionale, per valutarne il grado di vulnerabilità

Ci passano ancora in testa le immagini di campanili crollati, crepe sulle facciate delle chiese, capannoni industriali distrutti, case spaccate a metà, dopo il forte sisma che ha messo in ginocchio l'Emilia. Cosa succederebbe a Forlì in caso di una scossa forte di terremoto? Per quanto riguarda gli edifici di proprietà sia del Comune che della Curia, si sta procedendo ad una mappatura, imposta dalla legge regionale, per valutarne il grado di vulnerabilità dal punto di vista sismico. Ovviamente tutti gli stabili sono a norma secondo le leggi vigenti. Dal 2003 esiste la legge sulla ricognizione del patrimonio edilizio, poi tradotta in legge regionale.

L'architetto Claudio Giannelli, incaricato della Diocesi di Forlì-Bertinoro per i Beni culturali, fa il punto della situazione per quanto riguarda il patrimonio ecclesiastico che conta 220 chiese. “Quello che voglio specificare da subito è che non è possibile valutare quali edifici sarebbero maggiormente a rischio in caso di terremoto. Stiamo iniziando ora a lavorare appunto alla ricognizione che permetterà di valutare il grado di vulnerabilità degli immobili. Ci stiamo attrezzando perchè si tratta di una procedura molto lunga e complessa che coinvolge anche le singole parrocchie”.

Il vicesindaco di Forlì, Giancarlo Biserna, spiega che per le proprietà del Comune si è partiti dalle scuole ed il processo di mappatura è già in essere. Si cercherà di completarlo entro fine anno. Per quanto riguarda la Curia si parte dalle scuole materne parrocchiali che, sul territorio della Diocesi, sono circa 13. Interventi strutturali, se necessari, dovranno essere poi fatti, in base ai risultati. “Per quanto riguarda le chiese, - spiega Giannelli - anche in questo caso si potrebbero svolgere interventi di rafforzamento, secondo le linee tecniche dettate dal ministero per i Beni e le attività culturali per raggiungere il miglioramento sismico”.

Il rischio sismico non si basta sulla vetustà delle chiese, questo conclude Giannelli. San Mercuriale del 1.100, la chiesa della Trinità, il cui primo impianto risale al IV-V secolo e quella del Carmine, di origine trecentesca, sono sicuramente tra le più antiche di Forlì, ma questo non le rende necessariamente le più fragili.

Potrebbe interessarti

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Twittina
    Twittina

    Io mi ricordo di una polemica sull'ist d'arte, mi pare, che non fosse a norma e lo fecero diventare a norma grazie a un foglio, non ristrutturandolo..

Notizie di oggi

  • Cronaca

    Oltre mille persone: il sole bacia il Pranzo Solidale al Parco Urbano

  • Incidenti stradali

    Di ritorno da un matrimonio si schianta contro un palo sulla Cervese e distrugge l'auto

  • Cronaca

    Cuffie colorate e giovani divertiti: il "Silent Party" ha fatto centro

  • Sport

    MotoGp, Marquez vince ad Aragon e ipoteca il mondiale. Disastro Ducati

I più letti della settimana

  • Si schianta con la mountain bike in un sentiero: paura per un 63enne

  • Dopo lo specchietto, quella dello sdraio: tentata truffa al parcheggio dell'ospedale

  • Di ritorno da un matrimonio si schianta contro un palo sulla Cervese e distrugge l'auto

  • L'ultima corsa: Daniele Casamenti non ce l'ha fatta. Donati gli organi

  • Rocca delle Caminate torna al suo splendore: ecco uno degli angoli più belli di Romagna

  • Caduta nello sterrato: l'allenatore dell'Edera Daniele Casamenti in prognosi riservata

Torna su
ForlìToday è in caricamento