Terremoto, a Forlì è partita la mappatura di edifici e chiese

Per quanto riguarda gli edifici di proprietà sia del Comune che della Curia, si sta procedendo ad una mappatura, imposta dalla legge regionale, per valutarne il grado di vulnerabilità

Chiara Fabbri 24 maggio 2012
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Ci passano ancora in testa le immagini di campanili crollati, crepe sulle facciate delle chiese, capannoni industriali distrutti, case spaccate a metà, dopo il forte sisma che ha messo in ginocchio l'Emilia. Cosa succederebbe a Forlì in caso di una scossa forte di terremoto? Per quanto riguarda gli edifici di proprietà sia del Comune che della Curia, si sta procedendo ad una mappatura, imposta dalla legge regionale, per valutarne il grado di vulnerabilità dal punto di vista sismico. Ovviamente tutti gli stabili sono a norma secondo le leggi vigenti. Dal 2003 esiste la legge sulla ricognizione del patrimonio edilizio, poi tradotta in legge regionale.

L'architetto Claudio Giannelli, incaricato della Diocesi di Forlì-Bertinoro per i Beni culturali, fa il punto della situazione per quanto riguarda il patrimonio ecclesiastico che conta 220 chiese. “Quello che voglio specificare da subito è che non è possibile valutare quali edifici sarebbero maggiormente a rischio in caso di terremoto. Stiamo iniziando ora a lavorare appunto alla ricognizione che permetterà di valutare il grado di vulnerabilità degli immobili. Ci stiamo attrezzando perchè si tratta di una procedura molto lunga e complessa che coinvolge anche le singole parrocchie”.

Il vicesindaco di Forlì, Giancarlo Biserna, spiega che per le proprietà del Comune si è partiti dalle scuole ed il processo di mappatura è già in essere. Si cercherà di completarlo entro fine anno. Per quanto riguarda la Curia si parte dalle scuole materne parrocchiali che, sul territorio della Diocesi, sono circa 13. Interventi strutturali, se necessari, dovranno essere poi fatti, in base ai risultati. “Per quanto riguarda le chiese, - spiega Giannelli - anche in questo caso si potrebbero svolgere interventi di rafforzamento, secondo le linee tecniche dettate dal ministero per i Beni e le attività culturali per raggiungere il miglioramento sismico”.

Il rischio sismico non si basta sulla vetustà delle chiese, questo conclude Giannelli. San Mercuriale del 1.100, la chiesa della Trinità, il cui primo impianto risale al IV-V secolo e quella del Carmine, di origine trecentesca, sono sicuramente tra le più antiche di Forlì, ma questo non le rende necessariamente le più fragili.

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Claudio Giannelli
urbanistica

1 Commenti

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  • Avatar anonimo di Twittina

    Twittina Io mi ricordo di una polemica sull'ist d'arte, mi pare, che non fosse a norma e lo fecero diventare a norma grazie a un foglio, non ristrutturandolo..

    il 24 maggio del 2012