Nuovi invasi in Romagna, L'Alternativa per Forlì: "Giuste le preoccupazioni del Wwf"

"Condividiamo tutti i contenuti esposti con grande precisione dal Wwf", esordiscono dal comitato elettorale de "L'Alternativa per Forlì"

Sul tema della costruzione di nuovi invasi in Romagna interviene anche la lista L’Alternativa per Forlì. "Condividiamo tutti i contenuti esposti con grande precisione dal Wwf - esordiscono dal comitato elettorale de "L'Alternativa per Forlì" -. Vogliamo ricordare che i sindaci della Romagna decisero di abbandonare definitivamente il progetto della diga del Savio e nei piani di Romagna Acque in questi anni si è scelto di usare acqua del Canale Emiliano Romagnolo a fini potabili. A tal fine sono stati investiti 75 milioni di euro che i cittadini della Romagna pagano in tariffa, per garantire, soprattutto alla costa, di non andare in emergenza idrica".

"Già oggi il prelievo dalle falde è ridotto del 50% riuscendo a fare fronte alle esigenze idriche con l’acqua proveniente da Ridracoli e dal potabilizzatore, mentre le falde vengono usate solo in situazione di estrema emergenza - viene aggiunto -. In nome del principio di sussidiarietà delle risorse idriche riteniamo che, prima di parlare di nuovi invasi, occorra accelerare al massimo la costruzione dell’interconessione fra Potabilizzatore di Ravenna e Monte Casale accompagnando tale intervento con campagne per il risparmio idrico e interventi di tutela ambientale".

"L'Alternativa per Forlì" nutre "forti dubbi sulla necessità di costituire una società di Ingegneria di Romagna Acque perché riteniamo che questa operazione porterà un forte incremento dei costi di progettazione per Romagna acque, costi di cui si dovrà fare carico la collettività. Non si capisce per quale ragione proprio ora che sono state sbloccate le assunzioni nel pubblico impiego, invece di assumere personale tecnico, Romagna Acque si liberi dei propri tecnici per assegnarli ad una nuova Società. Questa inoltre potrebbe anche commissionare le proprie progettazioni a professionisti esterni e non avvalersi del personale proprio".

"Ci pare una operazioni dispendiosa i cui costi graveranno sui cittadini mentre l’unica utilità sarà per i partiti che avranno la possibilità di piazzare ai vertici di questa nuova società i propri uomini - concludono dal comitato elettorale -. Noi de L’Alternativa per Forlì ci impegniamo a lavorare perché Romagna Acque sia la Società che tutela l’acqua come bene comune e l’Ambiente con una forte attenzione sulla protezione degli ecosistemi. Chiediamo a tutti i candidati Sindaci di pronunciarsi".

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