Pugno duro del giudice sportivo contro l'Unieuro, il vicesindaco: "I tifosi della pallacanestro di Forlì non sono razzisti"

Il vicesindaco di Forlì con delega allo Sport, Daniele Mezzacapo, commenta la punizione inflitta dal giudice sportivo alla Pallacanestro Forlì 2.015, che ha squalificato il campo di via Punta di Ferro per una gara

"I tifosi della pallacanestro di Forlì non sono razzisti e non lo saranno mai. Questo marchio non ci sta bene". Il vicesindaco di Forlì con delega allo Sport, Daniele Mezzacapo, commenta la punizione inflitta dal giudice sportivo alla Pallacanestro Forlì 2.015, che ha squalificato il campo di via Punta di Ferro per una gara "per manifestazioni ispirate ad odio e discriminazione razziale". La decisione è stata presa dopo la vittoria della squadra di coach Sandro Dell'Agnello contro Udine sulla base del referto stilato dagli arbitri Alessio Dionisi, Alessandro Costa e Gabriele Gagno. A quanto pare all'orgine della squalifica ci sarebbe sarebbe la reazione dei tifosi ad una schiacciata del giocatore avversario Gerald Beverly. Un mormorio che non avrebbe tuttavia nulla a che fare col razzismo, ma semplicemente una reazione verso un avversario temibile in un momento delicato del match.

Conferma Mezzacapo: "Ero presente come sempre alla gara di basket e posso assicurare che non ci sono stati episodi sgradevoli. Ho visto piuttosto un tifo caloroso come succede inevitabilmente durante queste sfide. Dispiace molto che il giudice sportivo abbia preso la severa, e a mio avviso ingiusta, decisione di squalificare il campo forlivese per un turno, sanzione estinguibile con una pena pecuniaria di 10mila euro. Soprattutto dispiace essere macchiati di questa infamia che il pubblico di Forlì non merita".

"Probabilmente - è la tesi di Mezzacapo - sono stati scambiati per cori razzisti i momenti di brusio di protesta che era rivolto all'arbitraggio non sempre impeccabile. Non vorrei ci fosse una caccia alle streghe e che si vada a cercare l'odio razziale dove non c'è. Il fenomeno dell'odio razziale nei palazzetti e negli stadi va combattuto con gran forza ma nel caso specifico di Forlì non ritengo ci fossero gli estremi per una sanzione così pesante. I tifosi della pallacanestro di Forlì non sono razzisti e non lo saranno mai. Questo marchio non ci sta bene". Intanto la società ha autorizzato il pagamento dei 5mila euro necessari per la conversione della squalifica del campo.

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