"Se vuoi parlare la tua lingua, vai al tuo Paese", nuove accuse di razzismo in un campo di calcio forlivese

Un altro caso di razzismo in un campo di calcio a Forlì? La denuncia viene dall'allenatore romeno dell'Audax Forlivese, Radu Antonenco. Questa volta la discriminazione viene attribuita all'arbitro

Un altro caso di razzismo in un campo di calcio a Forlì? La denuncia viene dall’allenatore romeno dell’Audax Forlivese, Radu Antonenco. Questa volta la discriminazione viene attribuita all’arbitro, che avrebbe imposto di non parlare in rumeno ad un giocatore, ammonendolo subito dopo e completando il battibecco con la frase “Se vuoi parlare la tua lingua, vai al tuo Paese”. Dopo il caso del Casablanca, squadra che ha militato, fino al ritiro, nel campionato UISP di Forlì e che è finita al centro delle cronache nazionali , questa volta il “bis” coinvolge il campionato di calcio a 7 del CSI di Forlì.

La questione, in generale, è l’ormai difficile rapporto, anche nel calcio amatoriale, tra pallone e immigrazione. Il caso Casablanca prima presentato come caso emblematico di razzismo in campo poi si è palesato come più complesso, con un intreccio di accuse di gravi mancanze sportive e parole di troppo in campo, tanto che poi alla fine anche la Gazzetta delloSport ha “derubricato” l’episodio ad un “caso gonfiato”.

L’ACCUSA – Radu Antonenco ricostruisce i fatti della partita incriminata, avvenuta venerdì sera tra l’Audax Forlivese e Italtex San Colombano (per la cronaca la partita finisce 19-5 per i bidentini): “Sono un cittadino romeno residente a Forlì da 14 anni  e alleno una squadra di calcio a 7. Voglio precisare che la mia squadra è multietnica: ho un ragazzo del Marocco,  uno del Kosovo,  sei romeni,  9 italiani tesserati tutti al C.S.I. regolari. Durante la partita, dopo 20 minuti dall’inizio, ho dato indicazioni tattiche sia in italiano che in romeno avendo dei giocatori romeni, ma l’arbitro all’improvviso ferma la partita e va verso uno dei miei giocatori romeni e lo ammonisce”.

“Alla sua domanda sul perché l’arbitro ha urlato “Tu parlavi romeno e in campo quando ci sono io si parla solo italiano”. Siamo rimasti bocca aperta tutti e il ragazzo, gentilmente, in italiano gli ha risposto che siamo in un paese libero e che il diritto di parlare nella sua lingua è garantito della Costituzione Italiana. Quindi la risposta del direttore di gara: “La tua lingua la parli a casa tua, qui sei in Italia e parli italiano”. A questo punto il ragazzo ammonito si è tolto la maglia ed è andato via dal campo, prendendosi il cartellino rosso. Tutta la squadra, anche gli italiani, voleva andare via, ma per non subire la penalizzazione dell’abbandono di campo, o per gioco anti sportivo e prendere la multa, abbiamo deciso di non lasciare il campo, ma di non impegnarci più nella partita”.

Quindi il commento: “Nel regolamento di calcio dalla F.I.G.C. italiana  non esiste nessun articolo che prevede che i giocatori in campo debbano parlare per forza la lingua del Paese di adozione. E’ come dire che se il Milan gioca in Germania deve parlare in tedesco. Sono state  violate le leggi sportive e quelli costituzionali. Se il caso non si risolve, la nostra squadra rifiuta di giocare ancora al campionato, sia i ragazzi italiani che quelli stranieri. Ho segnalato la questione anche al sindaco: noi in campo vogliamo solo divertirci”.

LA RISPOSTAStefano Gurioli, presidente del CSI di Forlì, dopo aver avuto un chiarimento diretto con l’Audax smorza i toni: “Ho parlato con Radu e su certi argomenti ha convenuto che c’è una ragione nella nostra richiesta di non parlare in lingue straniere. L’arbitro ha fatto valere un’indicazione che ci siamo dati e che avevamo comunicato nel corso di una riunione alle squadre, riunione a cui loro aerano assenti. Forse l’arbitro ha sbagliato nei modi, l’ammonizione non ci stava e bastava riprendere il giocatore verbalmente, tanto che il giocatore non subirà alcuna sanzione o squalifica”.

Ma Gurioli contemporaneamente difende la regola generale: “Come CSI non abbiamo solo il desiderio di praticare sport, ma anche la pretesa di fare educazione, di venirsi incontro e che possibilità c’è di stare assieme in campo se non ci si capisce con la lingua? Quel rettangolo di gioco è stretto ed è necessario rispetto. Se un allenatore dà indicazioni in rumeno come fa a sapere l’arbitro che non sta dicendo per esempio ‘Spaccagli la gamba a quello?’ o non sta offendendo l’arbitro stesso?”. Gurioli inoltre spiega che una cosa è il Milan in Germania e una cosa è un campionato amatoriale locale: “Certo non c’è una regola sportiva che imponga di usare una lingua, ma noi siamo sul campo per divertirci e ci siamo dati questa regola, se non va bene uno è libero di tesserarsi altrove. Noi questa regola ce la siamo data, forse sbagliamo ma questa è la regola”. Una regola che, sempre per Gurioli,  non limita la libertà di parlare altre lingue: “Ognuno è libero di parlare nella lingua che vuole, ci mancherebbe, ma se per esempio vai al cinema, sei libero di parlare? No, c’è una regola di rispetto che ti impone di stare zitto, altrimenti esci. Lo stesso vale per il campo da gioco. Il rispetto reciproco inizia col capirsi”.

“RAZZISMO AL CONTRARIO” – Infine Gurioli respinge completamente l’accusa che si possa trattare di un altro caso di razzismo, nonostante le parole volate in campo: “La polemica è eccessiva. C’è stato un battibecco, l’arbitro è stato mandato a quel paese e lui ha risposto in uno scambio in cui tutti erano un po’ arrabbiati. Ma non c’è razzismo”. Ed anzi rilancia: “A volte chi accusa di razzismo vuole un privilegio che ad altri non è concesso e si finisce nel razzismo al contrario: la possibilità di parlare in una lingua non comprensibile dagli avversari e dall’arbitro è uno di questi. Lasciamo stare queste cose: quel rettangolo di gioco è stretto, la convivenza è la prima regola da rispettare”.

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Commenti (42)

  • Radu, scusami ma non ho il tuo telefono e, se non mi chiami tu, non posso risponderti a voce Stefano Gurioli

  • Un piccolo punto di vista. Io credo sia solamente una questione di rispetto e buona educazione, parlare nella lingua di chi ti ospita.

  • Caro Radu, come ti ho ho detto a quattr'occhi io non ho nessuna intenzione di difendere l'arbitro che può, come ho più detto, anche sui giornali, aver sbagliato nei modi, nella severità ecc.. Io difendo il senso della regola, perchè è di questo che stiamo parlando. Se l'arbitro ha applicato o meno una regola e non è stata una invenzione sua non lo si può accusare di razzismo. Lo si può accusare di incapacità, o di eccesso di zelo, anche di stupidità se vogliamo, ma non di razzismo. I due arbitri, interpellati dai nostri giudici e dai responsabili, per capire se sono sanzionabili o no (perchè la giustizia sportiva vale anche per loro) hanno ribadito che l'ammonizione è stata data perchè nei toni della vostra discussione avevano ravvisato un potenziale comportamento maleducato (potenziale significa che, proprio perchè non capiscono la lingua, non possono esserne certi). Se ci ragioni sopra, visto che asserisci che stavate parlando di questioni tecniche, se aveste parlato in una lingua comprensibile nessuno vi avrebbe interpellato. E' proprio qui il senso della regola; gli arbitri devono agire su di voi sul sospetto o sull'interpretazione dei gesti non su quanto effettivamente dite. Il parlare Italiano tutela quindi anche voi dalle cantonate degli arbitri perchè. Altrimenti nessuno può dimostrare cosa stavate realmente dicendo. Il motivo per cui non avete avuto sanzioni è proprio perchè ritenete di non avere avuto sufficiente informazione e quindi vi è stato concesso lo status del NON ERO AL CORRENTE. La costituzione Italiana dice che nessuno può essere discriminato per le sue condizioni di nazionalità, di religione, di lingua ecc. Il che sisgnifica che nessuno può dire a un Rumeno che è inferiore perchè parla una lingua diversa. SOTTOSCRIVO QUANTO SANCITO DALLA COSTITUZIONE ITALIANA che però non dice che, per la vostra lingua dovete avere dei trattamenti di privilegio, non entra nello specifico dei contesti di applicazione. LA COSTITUZIONE dice anche che ognuno è libero di esprimere sempre il proprio parere, ma quando vai al cinema non ti puoi permettere di parlare a piacimento perchè, in quel contesto, vai a ledere il diritto di altri di guardarsi il film. Nel caso specifico, parlando una lingua incomprensibile ai più potresti (dico potresti, non che lo hai fatto) ledere la libertà e la dignità degli altri e rimanere impunito. E' questo che ti è stato contestato, non il parlare Rumeno che è e rimane un tuo diritto. Sul campo dovete avere tutti rispetto gli uni per glia altri, altrimenti si entra in un cortocircuito che porta solo ad attriti e credo, che questo, non lo vogliamo ne io ne tu. Io difendo la mia associazione perchè tu hai scritto ai giornali e al sindaco, non io. Stefano Gurioli

    • secondo me è proprio l'incontrario: l'arbitro non ha colpe, è la regola che è sbagliata...lui non ha fatto altro che rispettare la regola! (magari la frase non è stata proprio felice! e spero che si sia scusato ), poi invece pare si sia giustificato, con i propri superiori, dicendo che i toni della discussione erano troppo elevati (ma per questo li avrebbe comunque dovuti ammonire a prescindere dalla lingua) è inutile paragonare la partita ad un cinema, non c'entra nulla! non vedo come possano mancare di rispetto agli altri se parlano tra di loro o con il proprio allenatore la loro lingua...sono proprio curioso di vedere come va a finire!

  • SIG GURIOLLI al mio diritto di replica vi voglio dire che non mi aspettavo alle vostre risposte ,in questa maniera ,accettando prima ,davanti a me, la colpa dell arbitro e poi difendendolo e incriminando me ,dopo il nostro incontro. 1. Noi non essendo presenti alla riunione non sapevamo della NUOVA regola e non siamo mai stati avvertiti potevate chiamarci in sede e farlo presente. cosa che non avete fatto! 2 Alla MIA richiesta di farmi vedere dove e scritto nero sul bianco la NUOVA regola NON AVETTE POTUTO FARMI VEDERE NIENTE fino ad oggi. 3. Nella denuncia io ho scritto tutto quello che era successo ,non quella che mi conveniva e lo sapete bene, 4. "romeno lo parli a casa tua ,non in campo, quando sono io parli italiano se non ti va bene vai via!!!" questa e la frase completa. SI cambia molto il senso della frase 5 Giusto che il 2 arbitro difenda il suo disegnatore il 1 arbitro non dira mica che ho io ragione. 6,Vi chiedo per cortesia di dire al pubblico che legge e fa i commenti quello che e successo una settimana prima per fare capire alla gente da dove e uscita fuori la storia del razzismo. 7. Vi ricordo a tutti che in base alle leggi internazionali a quale ha aderito anche italia,alla costituzione italiana ,che il divieto di parlare la lingua madre in qualsiasi luogo e considerata DISCRIMINAZIONE e punita di legge.

  • Salve vorrei rispondere a tutti per farvi capire come sono stati i fatti .tutto parte da una settimana fa quando lo steso arbitro faceva il osservatore per gli arbitri ,lui in questa qualità si è permesso di dare indicazioni agli arbitri chi deve ammonire e chi deve essere espulso dalla mia squadra ,intervenendo su le decisioni dei arbitri a nostro sfavore ,voglio precisare che lui al CSI e il disegnatore dei arbitri . Nonostante e stato richiamato della dirigenza del CSI il lunedì dopo ,è stato detto che lui no po fare tutto quello che a fatto si è delegato da solo nonostante c'era delegato anche un altro arbitro con abbastanza esperienza senza avvisare la dirigenza del CSI alla patita in causa .Vi sembra giusto ? Poi spigò per che parlavo romeno il ragazzo e arrivato in Italia da poco 6 messi e ancora in difficoltà a capire tutto e credetemi che avendo in campo i ragazzo di Marocco 4 romeni 4 italiani tra ne lui le indicazioni tattiche li davo in italiano chiaro che lui parlava con i suoi compagni romeni in romeno . Vorrei rispondere al sig Guriolli che se come noi non siamo stati presenti alla riunione la decisione dovrebbe essere comunicata in ogni caso anche a noi .Voglio precisare che fino ad ora a CSI non esiste niente scritto nero sul bianco legato al diritto di parlare in campo in un altra lingua ! Al meno al incontro avuto con la dirigenza della CSI non sono stati in grado di farmi vedere il verbale della riunione . In conformità con la costituzione italiana ,la carta dei diritti umani e con gli accordi internazionali a quale a aderito anche Italia impedire di parlare la lingua madre in qualsiasi luogo e un reato!

    • Ho capito poco... sarò razzista.

  • Razzismo, razzismo, razzismo: ma basta! Giornalisti, amministratori pubblici, piccoli boldrini siete diventati un disco rotto, una minestra riscaldata! Sovraesposizione: ormai non vi crede più nessuno! Volete i mediatori linguistici anche nei campi da calcio?!? Ho lavorato in Inghilterra: se non ti sapevi arrangiare con l'inglese negli uffici pubblici non ti consideravano neanche di striscio! Se qui a Forlì ti ritrovi alle Poste (per fare un esempio) con uno straniero davanti, è meglio che hai con te "Guerra e pace" da leggere...

    • Razzismo, razzismo, razzismo: ma basta! Giornalisti, amministratori pubblici, piccoli boldrini siete diventati un disco rotto, una minestra riscaldata! Sovraesposizione: ormai non vi crede più nessuno! Volete i mediatori linguistici anche nei campi da calcio?!? Ho lavorato in Inghilterra: se non ti sapevi arrangiare con l'inglese negli uffici pubblici non ti consideravano neanche di striscio! Se qui a Forlì ti ritrovi alle Poste (per fare un esempio) con uno straniero davanti, è meglio che hai con te "Guerra e pace" da leggere...

  • Grande Gurioli. . .w il csi. . .tesserato da una vita!

  • L'arbitro ha perfettamente ragione! Io lo sostengo!

  • l'arbitro ha fatto solo che bene...... siamo in Italia si parla l'Italiano ameno che non sia una Nazionale straniera.. am visto che si tratta di CSI

  • Avatar anonimo di Gino Scoreggino
    Gino Scoreggino

    il razzismo è un 'altra cosa. qui si tratta di rispetto

  • Avatar anonimo di Gino Scoreggino
    Gino Scoreggino

    va da se che parlare senza farsi capire da chi ti sta intorno è maleducazione no? così come parlare nell'orecchio....

  • Avatar anonimo di Gino Scoreggino
    Gino Scoreggino

    tanti commenti per una cosa così ?

  • Sottoscrivo totalmente l'operato dell' arbitro (anche se spero non sia quello della foto...) !!!

  • Attenzione a non confondere però le cose; sono comportamenti sbagliati di singole persone e non di tutti i cittadini stranieri. Molti altri giocano nel nostro campionato e hanno accettato la regola come giusta. E' nella convivenza a pri diritti e doveri che si crea l'integrazione. Quindi come non va generalizzato il comportamento razzista degli italiani così non vanno generalizzati questi comportamenti. Si tratta sempre di responsabilità personali, non di razza. Stefano Gurioli

  • piena solidarietà al presidente del CSI !! REGOLA GIUSTISSIMA, così questi fenomeni immigrati la smettono di offendere arbitro ed altri giocatori nella loro lingua senza essere capiti da nessuno... antisportivi maleducati

    • pinco se riesci a leggere tutto forse riesci a capire non e stato detto nessuna offesa

  • Fra poco andremo alle urne. Io ci vedo tanta campagna elettorale dietro a queste polemiche "razziste", che nascono ultimamente sui campi da calcio e alle quali i media recentemente danno tanto risalto. Qualche candidato saprà sicuramente strumentalizzare queste diatribe ridicole e trasformarle in preferenze.

  • A me viene da piangere... si cerca di vedere razzismo ovunque, in italia si parla in italiano, tra le pareti domestiche puoi utilizzare il dialetto o la tua lingua d'origine se sei straniero , ma se sei in un luogo pubblico e ti devi fare comprendere dalle persone attorno a te devi usare l' italiano, non è questione di razzismo!

  • REGOLA SBAGLIATA!.. io sono un tradizionalista, ma in questo caso la regola mi sembra decisamente fuori luogo! Ma il CSI ha chiesto autorizzazione all'AIA per questa regola? Non credo proprio che loro possano aggiungere regole in base a come si svegliano una mattina! L'arbritro ha solo il compito di fare rispettare le regole del giuoco del calcio, senza dover fare la morale a nessuno e senza manie di protagonismo: un bravo arbrito è colui che porta a termine la partita quasi senza essere notato!...il gioco sarebbe andato via leggero senza problemi, anche perchè hanno parlato tra di loro e non rivolgendosi all'arbitro...(SAREBBE BELLO CHE IL PROSSIMO ANNO NON SI TESSERASSE NESSUNO A FORLI', VALA' CHE DOPO IL SIG. GURIOLI FAREBBE MENO IL FENOMENO!)

    • Il csi qualche anno fa ha istituito il cartellino arancione per l'espulsione temporanea e quindi presumo che abbia certe autonomie. Per quanto riguarda l'arbitro credo che il caso sia stato evidenziato dell'allenatore e non dal direttore di gara che a mio parere aveva già ritenuto chiuso il caso.

    • Per prima cosa il Calcio a 7 non è disciplinato dall'AIA. Secondo, il CSI non dipende ne dall'AIA ne dalla FIGC con le quali non esiste nessuna convenzione. Il CSI è un Ente autonomo. Altra cosa, come sempre, chi ha fatto la denuncia ha scritto solo la frase che gli faceva più comodo. L'arbitro aveva appena espulso un giocatore italiano reo di avere bestemmiato e ha ravvisato nel comportamento del rumeno un comportamento analogo (ravvisato non significa che fosse vero, ma che ne aveva dato l'impressione; poveretto non conosce il rumeno) e lo ha ammonito. A questo punto il giocatore ha ribadito la sua libertà di parlare come meglio crede e l'arbitro ha specificato che era vero in casa sua ma non sul campo di gioco. Cambia un pochino il senso della frase, perlomeno nella intenzionalità di offendere. Inoltre vi dimenticate che c'era anche un secondo arbitro che conferma la versione che vi ho appena dato. il presidente del CSI Gurioli Stefano

      • sig Guriolli dopo il nostro incontro io non mi aspettavo da lei a una risposta del genere, io ho scritto cosi come sono stati i fatti

      • raccontata così cambia un pò il senso, comunque io rimango della mia idea: è una regola ridicola! un conto è il colloquio verso l'arbitro, che chiaramente deve essere in italiano, un altro conto sono i dialoghi fra compagni di squadra, con il proprio allenatore o con se stessi! (se il rumeno è stato arrogante, lo si sarebbe ammonito ugualmente, ma non perchè parlava in rumeno)...per me è una regola che fa più casino di quello che ci sarebbe stato con la "regola" del buon senso!

      • Ottima spiegazione. Solidarietà totale all'arbito!!!!!!!!!!!

    • Leggendo il tuo commento, mi viene da chiedermi: "Tu come fai a sapere che tra di loro si sono parlati in rumeno e non hanno dell'arbitraggio o dell'arbitro ?" Eri forse presente e conosci la lingua ? Oppure è sufficiente non essere Italiano per dover essere sempre e comunque " compreso, capito e riverito ? "

    • L'arbitro ha sbagliato, comunque è uno anche lui che ne ha le palle piene, come le ho io di tutti quelli che vogliono integrare per forze questa gente mentre a loro non gliene frega un accidente di integrarsi. Vengono per fare i soldi e ritornare al loro paese, altro che integrazione. Questi ci rovinano e basta.

      • si fosse limitato a dire "in campo si parla italiano" ancora ancora.. ma"la tua lingua la parli a casa tua.." alla prossima cosa succede, un arbitro forlivese ammonisce quelli di san piero in bagno se parlano nel "loro dialetto" che per molti di noi è al limite dell'incomprensibile? anzi no, chiediamo direttamente che Totti venga ammonito se si rivolge a de Rossi in romanesco :D

    • "Tra di loro" hanno offeso l'arbitro nella loro lingua... e giustamente l'arbitro si è arrabbiato!

  • La regola è condivisibile: come si fa a fare un gioco tutti assieme se non ci si capisce tra giocatori? Questo vale tanto per lo sport quanto per ogni gioco, fosse anche il Monopoli. Però dire quella frase non lo trovo molto educativo, visto che come dice la loro risposta "hanno anche la pretesa di fare educazione". Tanto più se viene da una figura di autorità come l'arbitro

  • prima i marocchini, poi i rumeni.... si dimostrano davvero volenterosi nel volersi integrare... dai sindaco, con tutta la tua banda di seguaci, pensateci voi ad aiutarli questi poverini, sfortunati disagiati personaggi

  • Avanti su, che al sindaco avanzano delle medaglie da dare!

  • Direi che potrebbe sembrare quasi normale che su un campo di calcio in italia venga chiesto di parlare italiano... :-) non gli si chiede il dialetto romagnolo.... ma almeno che ci si possa capire... che dire.... siamo arrivati ad un livello penoso... ci manca solo che si entri in un bar di cinesi e si chieda un caffè e si venga additati come razzisti per non averlo chiesto in cinese... :-)

  • Non è razzismo, è che ormai ne abbiamo le scatole piene.

  • Razzismo o no, in Australia se vuoi entrare devi parlare inglese, avere un lavoro e un cc in banca. In Italia pare che sia lecito fare qualsiasi cosa, all'infuori che rispettare gli italiani.

    • Soliti luoghi comuni. Serve il conto in banca ( o comunque dimostrare che puoi mantenerti e vivere dignitosamente) oppure un visto lavorativo e il contratto di chi ti da lavoro in australia, firmato dal titolare. Nessuno può mettere restrizioni sul bagaglio culturale di una persona. Puoi entrare in australia qualsiasi lingua parli.

      • Chiaro che si può entrare in Australia qualsiasi lingua parli, di qualsiasi colore si sia ecc... anche in Italia... qui infatti non si parla di chi può entrare o meno, ma di chi in un contesto ristretto di persone come è un campo da gioco, non riesce ad avere nemmeno il rispetto di comunicare attraverso la lingua del posto pur conoscendola benissimo... Poi, quando sono nello spogliatoio, sul loro campo o ad un allenamento, posso fare ciò che vogliono.... Ma in un campo dove ci sono persone che non li possono capire devono avere l'educazione di parlare in ITALIANO!

      • sì però ti riesci ad integrare e vuoi integrarti se parli inglese (o ci provi) non tedesco...se vuoi parlare tedesco vai in germania...o in namibia...non in australia...o no?? E non sono luoghi comuni..ma realtà... o no?

  • dai su anche stavolta sarà stato fatto per nascondere posizioni irregolari di tesseramento, a forlì il razzismo non è un problema :D

    • si, si a forli il razzismo non è un problema perchè gli unici forlivesi che ancora vivono a forlì sono quelli che scrivono su forlì today!

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