Il telefono diventa muto e dal conto spariscono migliaia di euro: quarta truffa sui soldi in banca in un mese

Inizia a prendere contorni inquietanti la lunga scia di truffe informatiche in cui, con troppa facilità, hacker clonano, o si impossessano, mediante sostituzione di persona, delle utenze telefoniche degli ignari truffati

E' il quarto episodio documentato nel giro di un mese e solo nel territorio di Forlì. Inizia a prendere contorni inquietanti la lunga scia di truffe informatiche in cui, con troppa facilità, hacker clonano, o si impossessano, mediante sostituzione di persona, delle utenze telefoniche degli ignari truffati e da qui, grazie alle app degli home banking, entrano nei conti correnti dei malcapitati e prosciugano il denaro presente. A volte è sufficiente fingersi il titolare del numero di telefono ad un call center dell'operatore telefonico e chiedere il blocco dell'utenza. Questo è segno anche che, nonostante le recenti normative per la sicurezza informatica dei conti correnti, il sistema continua ad avere troppe falle, data la frequenza degli ultimi episodi.

L'ultima malcapitata in ordine di tempo che si è vista un ammanco di 3.750 euro in una notte è una psicologa che opera a Forlì. I malviventi hanno colpito di notte e alle 6 e mezza della mattina successiva, giovedì scorso,  la vittima si è ritrovata i messaggi dell'app della banca sul cellulare che avvisavano del cambio dei codici di sicurezza, tra cui pin e domanda per il recupero del pin. Le stesse notifiche erano giunte anche via mail. Da qui subito l'allarme della professionista, alimentato  dal fatto che il telefono non aveva più la linea attiva. La conferma è arrivata appena ha aperto la sua filiale bancaria: nel conto corrente erano stati effettuati due bonifici per un totale di tremila euro. “Non solo – spiega sconfortata la vittima – sono state fatte delle ricariche telefoniche e due prelievi 'cardless', un servizio che non sapevo neanche di avere”. Paura anche per i conti correnti dei famigliari, dato che “mi è stato spiegato che i truffatori potevano agire anche su conti correnti di altre persone di cui ho la delega, come quello di mio nonno”.

E proprio l'azione a favore del nonno potrebbe aver dato un pertugio in cui hanno agito i malitenzionati. “La mattina ho effettuato telefonicamente un'operazione per dotare mio nonno di una tessera bancomat per il suo conto corrente, su cui ho la delega, così da limitare il suo ingresso fisico nella sua filiale e non fargli avere contatti personali a rischio per l'epidemia di Coronavirus”. Un'azione apparentemente slegata dal conto su cui poi sono avvenute le sottrazioni di denaro, ma una coincidenza più che sospetta. “Oltre a denunciare tutto ai carabinieri – spiega la vittima – ho dovuto anche interrompere il servizio di telemedicina con cui opero, effettuando ora visite via Skype e Whatasapp, in attesa della sostituzione con una nuova Sim da parte del mio operatore telefonico”.

La vittima spiega di avere sempre la massima attenzione: “Non ho mai memorizzato il pin di accesso all'app, tanto diffido. E digito il codice manualmente di volta in volta”. Eppure non è stato sufficiente. Gli altri dati, numero di telefono e intestatario della sim, sono invece pubblici: per la psicologa, infatti, il cellulare è uno strumento di lavoro e il suo nome e numero di telefono mobile sono pubblicati sugli elenchi telefonici, come d'altra parte avviene per migliaia di persone in città che usano il telefono per la propria attività lavorativa. 

Gli altri casi:
Finta sostituzione della Sim: le rubano dal conto 20mila euro
Il telefono smette di funzionare: ammanco nel conto di 16mila euro
"Piratano" il numero della banca: bloccati i bonifici dei truffatori

“Mi domando se sia un servizio affidabile, soprattutto per una libera professionista che, come nel mio caso, si collega anche più volte al giorno per verificare lo stato di bonifici e dei pagamenti da parte dei pazienti e poter emettere così la fattura”. Continua la truffata: “Prima la banca erogava il servizio con una 'chiavetta' che genera un codice che ha una breve durata, mi pareva un sistema più sicuro, invece ora è stato sostituito dall'app”. Inoltre, altro fatto allarmante, “hanno tentato senza successo di attivare diverse volte delle carte di credito virtuali”, con cui probabilmente sarebbero state compiute ulteriori e nuove truffe informatiche a terze persone, tramite finti pagamenti.

La banca della psicologa da parte sua, con la denuncia in mano, ha avviato la pratica di rimborso, che tuttavia non è mai semplice in quanto l'utente, oltre a dover dimostrare di non aver effettuato lui in prima persona i movimenti bancari contestati, deve anche dimostrare di aver operato secondo diligenza, per esempio nella custodia dei codici di accesso, mentre prima del rimborso passa tanto tempo, ostacoli e burocrazia, tanto che la psicologa si è già messa nelle mani di un avvocato. Ma resta il fatto che le app di home banking sempre di più si dimostrano porte spalancate ai malintenzionati sui nostri risparmi e troppi obblighi di sorveglianza, con armi del tutto spuntate, ricadono sull'utente spesso incolpevole. 

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Stessa sorte aveva avuto una forlivese del Ronco in vacanza in montagna, che si è ritrovata con 20mila euro in meno sul conto corrente. Anche nel suo caso la linea del telefono ha smesso di funzionare, cosa che non ha destato preoccupazione all'inizio in quanto la vittima si trovava in una zona di montagna poco coperta dal segnale telefonico. E ancora prima il copione si è ripetuto con un'infermiera di Rocca San Casciano, sul cui conto sono spariti 16mila euro. Anche nel suo caso tutto è partito dal telefono improvvisamente senza linea, anch'esso considerato un disservizio temporaneo. Ancora più sofisticata la truffa patita da una donna da 35 anni. In questo caso gli hacker hanno telefonato alla vittima da un'utenza che era quella solita della banca per i messaggi alla clientela. Fingendo che ci fosse una probabile truffa in corso si sono fatti dare telefonicamente i codici con cui poi è stata effettuata la truffa, quella vera. Solo in questo caso i bonifici sono stati bloccati in tempo.

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