Platani di San Lorenzo, Fiab: "Si può fare sicurezza stradale anche con gli alberi"

Dopo la battaglia per salvare i bagolari di corso Diaz, è partita quella per salvare gli alberi di San Lorenzo, prossimi nella campagna di abbattimenti che avvengono lungo le strade sia urbane che extraurbane del forlivese

Foto tratta dal gruppo facebook "Platani di San Lorenzo

"Si può fare sicurezza stradale anche con gli alberi, volendo e sapendolo fare". Sulla questione dei platani di San Lorenzo in Noceto interviene così la Fiab Forlì. Dopo la battaglia per salvare i bagolari di corso Diaz, è partita quella per salvare gli alberi di San Lorenzo, prossimi nella campagna di abbattimenti che avvengono lungo le strade sia urbane che extraurbane del forlivese. La conduce un comitato che ha una pagina facebook, Platani Di San Lorenzo, e ha lanciato una raccolta firme sulla piattaforma Change.org citando un documento di Fiab Forlì che, insieme al Tavolo delle Associazioni Ambientaliste, ha inviato alla Provincia di Forlì-Cesena una richiesta di chiarimenti sul progetto presentato.

"Chiarimenti che sono arrivati e sui quali richiederemo ulteriori approfondimenti - evidenzia Fiab -. Il “Progetto Pilota per la valorizzazione e messa in sicurezza dell'abitato di San Lorenzo in Noceto in Comune di Forlì” ha avuto il via libera dei cittadini interpellati oltre all’approvazione e addirittura il plauso della Regione. Ma siamo davvero certi che per garantire la sicurezza stradale sia necessario abbattere gli alberi?  Fino ad oggi sul fatto che queste piante costituissero un pericolo per l'incolumità di chi transita lungo quelle strade pare fossero tutti d'accordo, rafforzati nelle loro certezze dal parere dei tecnici, che considerano questi abbattimenti un "importantissimo contributo alla salvaguardia ed alla tutela della vita e dell'incolumità degli utenti della strada"".

"Questa convinzione non sembra derivare però da alcuno studio esistente, e tanto meno è stata dimostrata in nessun elaborato del cosiddetto "progetto pilota" di San Lorenzo - prosegue l'associazione -. Chi tra le nazioni europee ha approfondito l'argomento è giunto a conclusioni diverse, con norme a tutela delle alberature esistenti e a favore della messa a dimora di nuove. Uno studio inglese ha rilevato che lungo le strade alberate la velocità dei veicoli scende mediamente di 3/5 chilometri orari e gli incidenti si riducono del 20%. Senza dubbio una sede stradale stretta e con alberi così a ridosso della carreggiata rende problematici 7.000 transiti giornalieri alla velocità di 50 km/h (quanto spesso disattesi?), ma qui si sta confondendo il problema con la soluzione".

"Riducendo tutto al rendere più agevole possibile per i veicoli a motore l'attraversamento di un centro abitato, e di un territorio - Tralasciando completamente aspetti che di questo territorio dovrebbero essere invece elementi qualificanti anche per l'offerta turistica, soprattutto di chi pedala: paesaggio, vivibilità, attrattività. Invece che limitare l'abuso dei veicoli a motore e disincentivare comportamenti a rischio, l'allargamento della carreggiata e l'abbattimento degli alberi potrebbero favorire velocità superiori ai limiti, sorpassi, distrazioni aumentando i rischi per pedoni e ciclisti sia nel centro abitato che fuori. Pedoni e ciclisti: categorie che sembrano ignorate dalle analisi dagli estensori del "progetto pilota". I provvedimenti previsti per la loro mobilità sono, come spesso accade, improntati alla segregazione in spazi inadeguati e alla sottomissione al traffico motorizzato".

"In particolare i percorsi ciclabili previsti disattendono a nostro avviso le norme esistenti in materia, rivelando la scarsa attenzione verso un'utenza che a parole si vuole tutelare ma che nei fatti sembra si voglia disincentivare e allontanare dalle strade - osserva Fiab -. Una arcaica visione che identifica la strada come spazio ad esclusivo uso dei motorizzati. E non "l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali", come prescritto dal Codice della Strada. Il "progetto pilota" di San Lorenzo, simile a tanti altri realizzati sul nostro territorio, si ispira ben poco a questo principio e appare molto distante dalla cultura della mobilità e della sicurezza stradale applicata ormai non solo in Europa, ma nel Mondo, e solo in minima parte in Italia. Se si vuole davvero valorizzare e mettere in sicurezza il centro abitato di San Lorenzo in Noceto forse sarebbe il caso di progettare qualcosa di meglio e di diverso, dove magari qualche albero, se non tutti, possa rimanere, per rendere più piacevole la passeggiata di chi si muove a piedi o in bicicletta (anche loro sono utenti della strada)".

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