Apprezzamento di Minutillo su Facebook sull'assessore, "Una forma grave di violenza alle donne"

"Frequentiamo le scuole alte e le università con spiccato profitto, ci applichiamo alle arti, professioni, imprenditoria, ricerca scientifica, medicina, attività sportive, attività associative di tipo politico, istituzionale e sociale con serietà e dedizione"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"Dopo le antiche e costanti battaglie per la parità di genere, soprattutto in forza dell’articolo 3 della Costituzione e  le conquiste finora ottenute - ancora non bastevoli-  credevamo che gli uomini avessero imparato a non fare commenti sessisti come quello letto oggi sui social che rappresentano, anche questi, una forma grave di violenza alle donne. Ne avremmo fatto volentieri a meno, ma ancora oggi vi è la necessità di rammentare che: frequentiamo le scuole alte e le università con spiccato profitto, ci applichiamo alle arti, professioni, imprenditoria, ricerca scientifica, medicina, attività sportive, attività associative di tipo politico, istituzionale e sociale con serietà e dedizione.

Cerchiamo di essere “idealiste concrete”  cioè persone che, unendo lo sforzo di essere rispondenti ai  molteplici bisogni  che il nostro ruolo nella società ci impone, riescono a coniugare casa, cura familiare, lavoro e aspirazioni personali in qualsiasi campo scegliamo di dedicarci. Non sentiamo alcuna necessità che  qualcuno, dal basso della sua inesistente cultura di genere, ci rimandi a casa e ci destini a un ruolo ancillare e subalterno, la “ miss alle premiazioni”.  Peccato  che la storia non abbia insegnato nulla - del resto a menti retrograde apprendere risulta difficile- e che non si prenda atto che la continua affermazione di talenti, capacità e abilità intellettuali e creative delle donne in ogni campo sia un dato incontestabile, ricorrente e inarrestabile. 

La marea di donne che ha manifestato a Verona il 30 marzo per far riprendere dai rigurgiti medioevali la nostra società, si scontra con queste menti limitate che, con le loro farneticazioni offendono, anche  prendendone di mira una sola, tutte le donne e non aiutano a far crescere la piena considerazione della donna come essere umano, pensante, indipendente e libera di scegliere. Un becero maschilismo non può permettersi, oggi, di assegnare ruoli stereotipati alle donne; sarebbe finalmente ora che qualcuno ci valutasse come persone e non come oggetti e risparmiasse a se stesso figure  di così basso profilo. Oggi la triste notizia di altre due donne vittime di femminicidio: la cultura del rispetto di genere aiuterebbe a porre un freno a questa tragedia. Bisognerebbe ricordarselo sempre, anche quando si fanno commenti impropri e sessisti sui social". 

Tavolo Permanente delle Associazioni contro la violenza alle donne
 

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