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"Una voglia assurda", il miglior videoclip del 2020: J-Ax premiato a Forlì al drive-in da record

 

Colpi di clacson per l'attesissimo J-Ax. Mascherina nera, cappello ed occhiali da sole, il cantautore rapper è stato intervistato dal giornalista Paolo Giordano. "E' il mio primo drive-in, perdo la verginità con voi questa sera", è stata la prima fiammata. Guardando in lontananza i lampi minacciosi (temporale in Emilia, tra Parma e Modena) ha ironizzato sulle condizioni meteo: "Non mi stupisco di queste condizioni climatiche. Sono abituato a sfighe tecniche. Gli artisti hanno tanti complessi, di inferiorità e superiorità, ma io ho quella di Fantozzi. Quando facevo i concerti ad agosto pioveva sempre. Bisogna essere asintomatici alla sfiga, vedere chi si stanca per prima".

Sulla formula inedita del drive-in: "Ascoltando questi clacson pare di stare a casa a Milano, ma mancano solo le imprecazioni". Dal videoclip "Una voglia assurda" l'assist per parlare di pandemia: "Il pezzo ricorda che la situazione è attuale". Il brano è stato premiato col disco d'oro, mentre ad Imaginaction ha ottenuto il risconoscimento per il Miglior Videoclip Italiano 2020, assegnato dalla Academy del Festival ed istituito in collaborazione con Fimi, Afi e Pmi: "Lo divido con Fabrizio Conte - ha ringraziato -. E' stato il primo video girato dpo il lockdown, fatto rispettando le regole e dopo esser riusciti a fare i test. E' stato un momento emozionante, perchè siamo tornati a fare il nostro lavoro. Col sorriso vogliamo ricordare che non è finita".

Il rapper milanese ha ricordato il suo lockdown: "Non ho dovuto comprare carta igienica perchè ho fatto una scorsa per sei mesi. La prima settimana del "Ce la faremo" sui balconi ho fatto qualche iniziativa, poi leggendo i post su Facebook relativi alla situazione nella mia Regione sono andato in depressione. Ascoltavo il mio ultimo disco e mi sembrava futile e avevo una sensazione di inutilità. Non mi piaceva sentire "Andrà tutto bene" da un artista sorridente. Ho avuto paura della morte non su di me. Dentro stavo malssimo e con mio figlio ho dovuto fare come Roberto Benigni nel film "La vita è bella". Mi era cresciuta la barba come se mi avessero liberato con Silvia Romano". Salutata Forlì con "legalizzala" al ritmo a colpi di clacson di "Ohi Maria" degli Articolo 31

Testo di Giovanni Petrillo

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