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Quando il Busca dava della paga a tutti

La morte del pilota Jason Dupasquier sul circuito del Mugello, ha riaperto in molti forlivesi la ferita della tragica fine di Otello Buscherini. A Jason è risultata fatale la curva dell’Arrabbiata, la stessa che il 16 maggio 1976 spezzò la vita del grande campione. All’indimenticabile Otello, Luciano Sansovini ha dedicato la Casa dei Ricordi in via Caprera

“45 anni dopo la stessa maledetta curva spezza la vita ad un altro giovane ragazzo”. E’ la frase che Solidea Buscherini, figlia di Otello, ha postato su ‘facebook’ il 30 maggio scorso, alla notizia della scomparsa di Jason Dupasquier. La morte del pilota svizzero, classe 2002, occorsa il 30 maggio scorso all’ospedale di Firenze per le gravissime lesioni riportate nella caduta patita il giorno prima sul circuito toscano del Mugello, ha riaperto in molti forlivesi la ferita della tragica fine di Otello Buscherini. A Jason è risultata fatale la curva dell’Arrabbiata, la stessa che il 16 maggio 1976, durante il Gran Premio delle Nazioni, troncò la vita del grande campione di Cà Ossi, travolto dalla sua potente Yamaha 250.

“Che Otello fosse un predestinato – ricorda l’amico fraterno Luciano Sansovini, detto Righetto – era evidente sin da ragazzo”. Non si faceva certo pregare il piccolo (di statura) ma grande (di talento) Busca: a 16 anni (era nato a Forlì il 19 gennaio 1949), al tempo in cui lavorava come meccanico nell’officina Bravi a Porta Schiavonia, dava già della paga a tutti con un “cinquantino” da lui preparato. “Otello – ricorda Sansovini, che all’amico scomparso ha dedicato numerose pubblicazioni – non aveva ritegno e sfidava tutti, anche le auto, in paurose corse verso le colline forlivesi. Le scorribande si effettuavano il sabato pomeriggio tra la Rocca delle Caminate e i passi appenninici che si incontrano in direzione del Muraglione. Spesso, subito prima dell’improvvisata competizione, Tarantola (altro suo nomignolo) apriva tre dita della mano verso il malcapitato antagonista: “Stava a significare che gli sarebbe bastata la terza marcia per averla vinta”.

Non appena pattuito il percorso, il traguardo e la cifra, gas a manetta. Luciano ricorda i numerosi post-gara europei al seguito di Buscherini, che amava tantissimo rievocare quegli episodi. La sfida con le auto si teneva sempre sui tornanti che salivano a Rocca delle Caminate. “Otello vinceva anche contro moto più potenti della sua, perché stava stupendamente in carena. A 16 anni era già un tutt’uno con il mezzo, come saprà dimostrare alcuni anni più tardi da vincente nelle competizioni motociclistiche nazionali e internazionali”. Per rendere indelebile la memoria del campione scomparso, Luciano Sansovini, in via Caprera 1, angolo viale Risorgimento 224, ha allestito la Casa dei Ricordi di Otello.

“Non è un museo – dichiara - ma il modo migliore per onorare il Busca e altri piloti romagnoli, con tante testimonianze della loro carriera sportiva”. La prima immagine che si incontra è una gigantografia a colori di un Otello radioso, mentre indossa la corona di vincitore del Gran Premio di Imatra, in Finlandia. Quella splendida foto, scattata il 29 luglio 1973, subito dopo che il campione di Cà Ossi aveva sbaragliato tutti in sella al suo Malanca 125, è il miglior biglietto da visita dell’Associazione Otello Buscherini.

Un’altra immagine che si fa notare è quella dell’indimenticabile Mario Preta, detto “Gnafin”, anch’egli vittima della smodata passione forlivese per le due ruote. Tutt’attorno, protetti da vetrine, spiccano trofei, allori, documenti, cimeli, testi e video illustranti l’attività sportiva di Buscherini e di Preta, ma anche di Dino Valbonesi, detto “Cadinela”, di Gianfranco Domeniconi, e del due volte campione Italiano di Motocross pilota delle Fiamme Oro, Afro Rustignoli.

Nel tratto di sala che porta al palco, dove campeggia la gigantografia del “Busca” e sono esposte le Malanca 50cc e 125cc, protagoniste con lui di numerose gare, è simulata una pista con tanto di “finish”: “Quel traguardo che Otello ha tagliato tante volte da vincitore – si commuove Righetto – avrebbe dovuto essere molto più importante… ma il destino ha voluto diversamente”. La “Casa dei Ricordi di Otello” è aperta tutte le domeniche, previa prenotazione telefonica al 335-6182418. 

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