rotate-mobile
Martedì, 16 Agosto 2022

Il mistero di Piazza del Carmine, sorta quasi per caso durante il Ventennio fascista

Le considerazioni dell’arch. Giancarlo Gatta, unite a quelle dell’indimenticabile Gilberto Giorgetti, consentono di ampliare la conoscenza di uno degli spazi più enigmatici del nostro centro storico

I riflettori nuovamente puntati su Piazza del Carmine, con lo stesso sindaco Zattini intenzionato a ridarle smalto, fino ad ipotizzare la realizzazione di un parcheggio auto sotterraneo, ci spingono a indagare storicamente su una delle aree nevralgiche del centro storico. Ettore Casadei, nella sua “Guida di Forlì e Dintorni” non ne parla proprio, segno che nel 1927, l’anno di pubblicazione del volume, la piazza del Carmine come la conosciamo oggi, non esisteva ancora. “Le città – scrive Giancarlo Gatta nel profilo facebook dello “Studio di Architettura Nero di China” - sono il risultato di continue modificazioni che, stratificatesi e consolidatesi nel tempo, offrono, oggi, la loro immagine di sé. Alcune gradevoli, altre agghiaccianti, altre splendide, altre invivibili, ma, comunque sia, sta il fatto che esistono”.

Le considerazioni dell’arch. Gatta, unite a quelle dell’indimenticabile Gilberto Giorgetti, contenute nella pubblicazione “Foto di Famiglia: Forlì Ieri e Oggi”, consentono di ampliare la conoscenza di uno degli spazi più enigmatici del nostro cuore pulsante. L’attuale Piazza del Carmine, soprattutto nella parte a ridosso della grande chiesa fondata dall’Ordine dei Carmelitani nel 1347 e proprio in queste settimane soggetta a restauro, con particolare riguardo alle coperture della navata centrale, pare sia sorta “per caso” durante il Ventennio fascista.

“È uno spazio molto ampio a due passi da Piazza Saffi e Piazza XX Settembre – continua Gatta – e potrebbe essere un interessante polo di interesse ma, a quanto pare, negli anni non si è saputo fare di meglio che lasciarlo vuoto per essere utilizzato a parcheggio”. Dall’estratto di una mappa catastale di Forlì risalente al 1865 (e pubblicata fra le foto poste a corredo della presente scheda), la piazza non nacque come tale: un tempo c’erano degli edifici (colorati in rosso), piccole casupole in continuità le une con le altre, talmente semplici che l’attuale via Marsala, la strada che le lambiva da un lato, si chiamava via Miseria.

“Nel 1497 – scrive Giorgetti – molte famiglie della città si trovarono in preoccupanti condizioni di povertà, a causa delle carestie ed alluvioni, aggravate dall’estendersi di una pestilenza. Il vescovo Tommaso Dall’Aste e Caterina Sforza promossero un esteso impegno di solidarietà, che portò ad istituire la Compagnia della Carità”. La cosiddetta Casa della Carità, di proprietà dell’Istituto Elemosiniero San Carlo Borromeo, era posizionata fra le vie Maceri, Marsala e Fratti ed è stata demolita nel 1970. L’Amministrazione comunale, che l’aveva acquisita nel 1968, intese così ampliare la piazza per adibirla a sede del Mercato ambulante. In questo modo si completò anche il lavoro di “pulizia” avviato subito prima dell’ultima guerra.

“Nel 1935 – riprende Giancarlo Gatta – l’ing. Leopoldo Taccheri, capo del Genio Civile di Forlì, gestì la progettazione di un corposo numero di case popolari del panorama forlivese e particolare attenzione fu posta nella zona retrostante la Chiesa del Carmine. Un ambizioso disegno prevedeva le demolizioni che avrebbero determinato la scomparsa delle piazze Mario Pagano, Paolo Sarpi e Girolamo Savonarola e delle vie Francesco Nullo, Marsala, Ospedale Invalidi, Domokos, Tre Mori e parte della via Maceri. In questa vasta zona era prevista la realizzazione di una piazza avente le stesse dimensioni di Piazza Saffi, circa 12.000 mq., che doveva essere circondata da negozi e ‘speciali pensiline’, destinata a concentrare il commercio ambulante presente nel forlivese”.

Nel 1936 viene pubblicato sulla stampa locale il progetto del primo blocco di appartamenti popolari: si tratta dell’edificio I.A.C.P. effettivamente realizzato fra le vie Marsala, Valzania e Tre Mori. È invece rimasto vuoto il grande spazio dietro la chiesa del Carmine, liberato nel 1938: l’idea degli urbanisti del Ventennio era di far posto ad un importante edificio dedicato ai sindacati. Poi sopraggiunse la guerra e non se ne fece più nulla. Dall’anno 2000, con lo spostamento del mercato in Piazza Saffi, via delle Torri e Piazza Cavour, è adibito esclusivamente a parcheggio. 

190_PzaCarmine3_Edifici.demoliti1938-1-2190_PzaCarmine2_piantina1865-2190_PzaCarmine4_Edifici.demoliti1938-2-2190_PzaCarmine5_Edifici.demoliti1938-3-2190_PzaCarmine6_Edifici.demoliti1938-4-2

Si parla di

Il mistero di Piazza del Carmine, sorta quasi per caso durante il Ventennio fascista

ForlìToday è in caricamento