Economia

Eataly, i sindacati incontrano la direzione: "I lavoratori non sapevano delle difficoltà economiche"

"I dipendenti non hanno mai avvertito che vi fossero difficoltà economiche nella loro azienda in quanto le retribuzioni sono sempre arrivate puntualmente", viene comunicato Fisascat Cisl e Uiltucs Uil

Le organizzazioni sindacali hanno incontrato la direzione aziendale di Eataly Romagna, dopo la decisione di procedere alla chiusura del punto vendita di Piazza Saffi, per analizzare le motivazioni che hanno portato all'inaspettata chiusura dell'attività. A fare il punto sono Carlo Piazzese e Anna Pantera, rispettivamente sindacalisti di Fisascat Cisl e Uiltucs Uil: "Quanto è emerso dalle dichiarazioni aziendali la situazione dei bilanci, sin dall’apertura dell’attività di Forlì, non è mai stata performante, anzi, si è sempre verificato un risultato negativo, che ha portato negli anni ad un graduale calo dei lavoratori in forza".

"Pur in questa situazione i dipendenti non hanno mai avvertito che vi fossero difficoltà economiche nella loro azienda in quanto le retribuzioni sono sempre arrivate puntualmente come anche l’anticipo del Fis da parte dell’azienda da quando era stato aperto l’ammortizzatore - proseguono Piazzaese e Pantera -. La direzione non ha mai condiviso le difficoltà economiche con i dipendenti, motivo per cui la decisione della chiusura è per loro giunta come un fulmine a ciel sereno". Durante l’incontro di martedì sono state avanzate proposte "per gestire la situazione pensando alla possibilità, anche se remota e complicata, di poter attivare degli ammortizzatori sociali ad hoc, per avere tempistiche più lunghe e consentire ad altri imprenditori di interessarsi a rilevare l’attività".

"In alternativa a tale possibilità, ascoltate anche le esigenze dei lavoratori, è stata richiesta all’azienda la disponibilità di mettere a disposizione dei sostegni economici per i lavoratori che possono trovarsi in seria difficoltà, stante anche la situazione attuale legata alla pandemia - continuano Piazzese e Pantera -. Inoltre è stato dato rilievo al versante della formazione e riqualificazione del personale con possibilità di ricollocazione lavorativa anche in altri comparti. In ultimo, stante la richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali di poter collocare i dipendenti di Eataly Romagna srl, dove fossero interessati, in punti vendita di Eataly spa, l’Azienda ha dichiarato che tale casistica non è vista come percorribile bensì si è detta disponibile a verificare le possibilità di un canale preferenziale per le assunzioni in aziende di loro conoscenza che potessero avere posizioni aperte".

"L’incontro si è concluso con l’impegno di fare le opportune verifiche da parte di tutti i partecipanti al tavolo, in merito alla percorribilità delle proposte fatte. Si terrà un prossimo incontro alla quale presenzieranno le Confederazioni Cisl e Uil e l’amministrazione comunale venerdì, mentre le federazioni sindacali di categoria Fisascat Cisl e Uiltucs Uil si incontreranno con l’azienda il prossimo 30 aprile. Restiamo in contatto continuo con i lavoratori coinvolti, aggiornandoli tempestivamente sugli sviluppi della procedura appena iniziata".

Interviene anche Raffaele Batani, Filcams Cgil: "Il primo punto che abbiamo posto è quello di una verifica urgente e immediata per l'attivazione della cassa integrazione cosa possibile per i dipendenti di Eataly Italia di Bari essendo ancora in essere la società Eataly Italia e invece non possibile al momento per i lavoratori di Eataly Romagna per la scellerata e unilaterale decisione  di messa in liquidazione della società. Su questo l'azienda ha specificato di non aver intenzione di ritirare le decisioni assunte e che ritiene a fronte del contesto attuale che la norma di legge non consenta l'attivazione della cassa integrazione, tuttavia  su insistenza delle organizzazioni sindacali si è impegnata ad una verifica congiunta i cui risultati saranno esaminati nel prossimo incontro programmato per il 30 aprile".

"In quella data  si affronteranno quindi nuovamente il tema degli ammortizzatori sociali e si valuteranno anche altri percorsi come ad esempio eventuali accordi di incentivazione , progetti di riqualificazione dei lavoratori o la valutazione di eventuali proposte commerciali che dovessero pervenire - continua Batani -. Abbiamo richiesto che, proprio perché l’azienda si è attivata autonomamente e da subito con le procedure di messa in liquidazione  della società, la compagine sociale che compone Eataly Romagna si  dovrà assumere una grossa responsabilità, anche economica, nei confronti di questi 30 lavoratori che senza nessun preavviso si vedono senza lavoro e nei confronti del territorio che avrà tempi stretti per attuare ricollocazioni e  trovare una valida soluzione alternativa ad Eataly. Auspichiamo che nei prossimi incontri si possa avere maggior disponibilità da parte di Eataly  Romagna sia sul tema ammortizzatori sociali , se possibili, sia di sostegno al reddito nei confronti dei propri dipendenti".
 

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