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Conad: "Benzina low cost? Il Comune dice no"

Il piano di insediamento dei distributori dell'amministrazione comunale di Forlì per ora non prevede nuove stazioni di servizio. Conad ha già individuato diverse aree dove si potrebbe costruire

“Il piano di insediamento dei distributori dell'amministrazione comunale di Forlì, che risale a qualche anno fa, non prevede nuove stazioni di servizio. Noi abbiamo già individuato diverse aree dove si potrebbe costruire un distributore a marchio Conad, ma ci sono problemi legati anche alla destinazione d'uso”. Luca Panzavolta, amministratore delegato di Cia-Conad, risponde così a Romagnaoggi, nel pieno della bufera sul caro benzina conseguente all'aumento dell'iva, sul perchè a Forlì manchi questo distributore.

Le stazioni di servizio con questo marchio sono approdate in Italia da 10 anni, da quando è partito il sodalizio con il gruppo Leclerc. C'è a Faenza, ci sarà entro la fine dell'anno a Cesena. Il sindaco di Forlì, Roberto Balzani ha preferito non toccare l'argomento, sottolineando però come una liberalizzazione dei prezzi dei carburanti ”sia difficilissima in un ambiente dove si fanno accordi di cartello. E' un'utopia, finché le compagnia sono poche il rischio è quello di limitare la concorrenza. La situazione attualmente resta grave”.

Martedì la media del prezzo della benzina a Forlì era di 1,6 euro al litro e per il gasolio di 1,5. A Faenza il distributore Conad vendeva la benzina a 1,505 e il diesel a 1,402.  “Le idee e i progetti  per Forlì ci sono – spiega Panzavolta – ma per ora l'amministrazione ci ha dato questa risposta. Questo è un mercato dove è difficilissimo entrare. Si consideri che in questi primi 10 anni di lavoro siamo riusciti ad aprire solo 12 distributori Conad in tutta Italia. Il nostro scopo è quello di aprirne uno in tutte le principali città”.

Il risparmio a Forlì quanto potrebbe essere? “Si tratta di distributori estremamente moderni, cerchiamo di risparmiare nel servizio. Certamente non chiudiamo mai in perdita, ma il carburante non è il nostro business principale. Abbiamo stimato, nel primo anno di apertura a Faenza, considerando anche la diminuzione dei prezzi dei distributori delle zone limitrofe, un risparmio potenziale nel bacino faentino di 4 milioni di euro l'anno. Considerando che il territorio forlivese è quasi il doppio, si parla di diversi milioni”.


 

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