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Dall’Imu alla Tares, "gli enti locali tartassano il mondo agricolo"

Confagricoltura Forlì-Cesena-Rimini che torna ancora una volta a rilevare come il mondo agricolo sia sempre più tartassato sul piano fiscale

“Ancora non abbiamo assicurazioni su quanto accadrà nei prossimi giorni circa le promesse fatte sia dal precedente Governo che dall’attuale ossia su quale sia il destino dell’Imu per gli Imprenditori Agricoli e già ci troviamo a dover affrontare un nuovo prelievo con la Tares, che andrà a sostituire la vecchia “Tariffa” rifiuti urbani”. Lo afferma Confagricoltura Forlì-Cesena-Rimini che torna ancora una volta a rilevare come il mondo agricolo sia sempre più tartassato sul piano fiscale.

“Regione, Province e Comuni del nostro territorio non possono restare inermi e prendere parte al salasso. L’introduzione, l’anno scorso, dell’Imu – spiega l'organizzazione agricola – ha provocato aumenti indiscriminati dei tributi a carico delle Aziende Agricole tanto che, talune, si sono trovate a dover pagare cifre pari a 3/4/5 volte le precedenti. A quel tempo contestammo al Governo il calcolo sull’ammontare del gettito e ci venne riconosciuto che una parte dello stesso andava restituito agli Agricoltori. Ma da allora non abbiamo avuto ulteriori notizie rassicuranti in merito".

"Con l’introduzione della Tares si ripeterà l’esoso prelievo? - si chiede Confagricoltura -. Gli agricoltori saranno chiamati a versare l’imposta su spazi coperti e scoperti suscettibili di produrre rifiuti urbani. Già qualche annolamentammo il fatto che, a differenza degli immobili urbani, le strutture agricole hanno normalmente dimensioni molto più ampie anche se il numero dei residenti non cambia rispetto in fabbricati cittadini. L’imprenditore agricolo oggi paga “profumatamente” imprese specializzate di smaltimento (es.: vuoti dei fitofarmaci, carcasse animali, smaltimento deiezioni in eccedenza). Al pari di qualsiasi imprenditore vengono totalmente lasciati a nostro carico i costi di interfaccia a tutti i pubblici servizi (es.: costi di discarica e depurazione) In tale stato di fatto e di diritto chiedere all’imprenditore agricolo di accollarsi la nuova imposta Tares, sarebbe infondato proprio per le carenze di pubblico servizio".

"Se è vero che il Governo ha previsto la spending review per quanto riguarda l’ambito statale quando vedremo un altrettanto fondamentale presa di posizione da parte dei Comuni? - continuano ancora Conagricoltura -. Non è forse vero che se questa avesse un fondamento anche a livello comunale si potrebbe immaginare una riduzione dei costi delle strutture così da mantenere anche il costo dello smaltimento dei rifiuti urbani a livelli accettabili? Gli imprenditori agricoli, sono sempre stati pronti a sostenere il sistema Paese, ma il principio di equità applicato in questo modo, ci pare un abuso verso il settore “primario”, che per essere competitivo nel mercato globale deve poter contenere i costi di produzione".

Confagricoltura è "a disposizione degli Agricoltori che volessero maggiori delucidazioni o desiderio di intraprendere una qualche iniziativa contro questo ennesimo balzello. Anche l’ipotesi di sospensione, che sembra farsi largo in questi ultimi momenti, non è garanzia di certezza, elemento fondamentale per la pianificazione della nostra attività imprenditoriale".

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