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La Uil si modernizza: "Protestare anche su Facebook e Twitter"

Luigi Foschi, segretario generale Uil Forlì, lancia l'idea di un nuovo modi di 'fare sciopero'. Questo non significa andare contro la Cgil, che scende in piazza venerdì

“Noi stiamo sottovalutando molto il metodo di comunicazione con politica e governo. Molte volte incide di più una 'rivolta' su Facebook o Twitter, di una piazza piena”. Luigi Foschi, segretario generale Uil Forlì, lancia l'idea di un nuovo modi di 'fare sciopero'. Questo non significa andare contro la Cgil, che scende in piazza venerdì, ci tiene a specificare, anzi proprio sui temi nazionali si cerca di recuperare l'unità anche locale. “Credo proprio che siamo sulla stessa linea”.

L’aumento dei prezzi combinato all’incremento delle tasse sta riducendo la disponibilità del reddito in termini reali. L’incertezza del futuro, poi, genera effetti negativi anche sulla propensione al consumo. Così la produzione si ridimensiona, l’occupazione continua a calare, il Pil resta negativo e anche le entrate fiscali tendono, complessivamente, a ridursi. Bisogna invertire questa tendenza puntando sugli investimenti produttivi, da un lato, ma anche su scelte che riattivino i consumi, dall’altro.

In questo quadro si inserisce la rivendicazione, da parte della Uil, di politiche fiscali che riducano il peso della tassazione sui lavoratori dipendenti e sui pensionati. Noi non chiediamo che ciò avvenga, come si suol dire, “a debito”: “il nostro senso di responsabilità ci rende consapevoli della necessità di evitare effetti dannosi per i conti pubblici. Noi pensiamo, però, che sia necessario utilizzare, a tal fine, già nell’anno in corso, tutti i proventi derivanti da un’effettiva riduzione degli ancora alti e impropri costi della politica e, ovviamente, dalla lotta all’evasione fiscale. Quest’ultima non si configurerebbe, così, solo come un importante impegno etico ma comporterebbe conseguenze positive anche per la nostra economia”.

Sempre in questo contesto, la Uil chiede l’approvazione del decreto per la detassazione del salario di produttività e l’estensione dei suoi effetti a tutto il mondo del lavoro. “C’è un potente effetto leva sotteso a questa scelta che può innescare meccanismi virtuosi nei rapporti di lavoro e, soprattutto, nei processi produttivi. Ecco perché, sempre in una logica di crescita, queste decisioni vanno opportunamente sollecitate”.

“Crediamo che sia giunto il momento di aprire una mobilitazione a partire dalla questione fiscale. La Uil, dunque, è pronta ad attivare, insieme a Cgil e Cisl, su tutto il territorio le necessarie iniziative di sensibilizzazione e di lotta”.

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