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Venerdì, 12 Agosto 2022
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Dopo 54 anni torna a Modigliana Nevio Bedeschi

Nevio Bedeschi infatti dal 18 luglio al 19 agosto, nella Sala Comunale “Pietro Alpi” (ex Chiesa di San Rocco) in Piazza Pretorio (che è stata negli anni sede di importanti manifestazioni culturali), espone le sue opere pittoriche

Dopo 54 anni torna a Modigliana Nevio Bedeschi, vincitore nel 1961, del “Premio di Pittura Silvestro Lega”, concorso che, dal 1959 al 1968, ha visto la partecipazione di artisti, arrivati poi a grande fama e che ha dato grande prestigio alla nostra cittadina. Nevio Bedeschi infatti dal 18 luglio al 19 agosto, nella Sala Comunale “Pietro Alpi” (ex Chiesa di San Rocco) in Piazza Pretorio (che è stata negli anni sede di importanti manifestazioni culturali), espone le sue opere pittoriche, punto di arrivo di una carriera lunga, complessa, intensa, sostenuta dal consenso della critica e del pubblico e spesso anche espresso attraverso prestigiosi riconoscimenti.

L'inaugurazione della mostra si terrà sabato 18 luglio alle ore 18,00.  Resterà aperta tutte le sere (tranne il lunedì) dalle ore 18,00 alle ore 20,00. Nevio Bedeschi nasce a Faenza, dove ancora vive e lavora, nel 1935 e, dopo il diploma di Maestro d'Arte, comincia il suo lungo percorso artistico segnato sempre dalla sincerità, dall'indipendenza e dall'immersione nelle grandi problematiche della società contemporanea che, a suo parere, l'arte può consolare se non risolvere. "Il suo personale linguaggio sostenuto da una piena padronanza del segno e delle cromie, si è mantenuto fedele ai canoni figurativi, ma si è sempre più arricchito di nuovi stilemi, di simboli, di trasfigurazioni e personali e rielaborazioni", afferma l'assessore alla Cultura, Alba Maria Continelli.

2Bedeschi reinterpreta, trasforma, sublima, suggerisce, ma non vuole essere ermetico, il pubblico deve comprendere il messaggio proprio perché l'arte ha una missione. Una missione come quella dell'insegnamento, che lui ha condotto per molti anni nella scuola pubblica con passione e dedizione e che continua ancora a praticare nei laboratori dell'Università Aperta - continua -. Ha fatto sempre i conti coraggiosamente con il suo tempo ma il suo sguardo si è mantenuto fermo e pacato, così come le immagini che scaturiscono dalla presa di coscienza dei problemi sociali, esistenziali ed ambientali della società contemporanea. Ma “non esiste futuro senza memoria”: ecco che il passato incontra il presente e si scontra con l'attualità in una dialettica costante, talora tagliente, come le ferite dell'odierna violenza segnano la purezza della pittura rupestre. Questo dialogo fra antico e contemporaneo inizia a partire dagli anni '80 e ne scaturisce il racconto per immagini dell'eterno bisogno dell'uomo di esprimere i propri sentimenti e le proprie passioni, di rappresentare i propri miti ed i propri riti attraverso il linguaggio dell'arte che muta e trasforma modalità e strumenti ma che sempre curerà e consolerà le ingiustizie, le pene, gli smarrimenti della società umana.

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