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Sabato, 25 Maggio 2024
Ristorazione / Civitella di Romagna

Tornano dal Giappone come 'masterchef' del ramen: "Ripartiamo con la nostra baracchina nippo-romagnola"

Nuovi menu alla riapertura per il "LoVa" di Faenza, scelto come locale autentico da una importante guida del Sol Levante. Il locale propone piatti tipici, ma anche proposte fusion giappo-romagnole

Un ritorno atteso per un posto che, a Faenza, in poco tempo ha saputo farsi apprezzare per originalità, ricerca e qualità. Martedì 5 marzo riapre i battenti il LoVa Street Food Ramen Baracchina, quello che Lorenzo Tampieri e la cusercolese Valentina Laghi, giovane coppia nella vita e proprietari e gestori del locale, definiscono come "un angolo di Giappone nel cuore della Romagna". Piatti dal Sol Levante, con la specializzazione nella preparazione del ramen, tipico piatto a base di brodo, noodles e 'topping' vari. Ma anche dal territorio, tra piadine e tagliatelle, proposte però in ottica fusion. Una voglia di fondere più elementi che si trova anche nel nome del locale. 

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LoVa (che rimanda anche al romagnolo "lovo", gustoso) è infatti l'unione delle iniziali dei loro nomi, mentre il termine "baracchina" richiama proprio il tradizionale chiosco delle piadinerie. "Uno dei nostri obiettivi - spiega Lorenzo - è quello di proporre ai clienti più legati alla tradizione locale un gioco: non vuoi provare qualcosa che ritieni lontano dai tuoi gusti? E allora qui trovi anche le tagliatelle. Ma ti consiglio, se vuoi, di assaggiarle con i funghi shitake". Una strategia che ha funzionato: alcuni clienti, tornando nel locale, hanno ordinato direttamente il ramen. E infatti nel loro menu si trovano tanti piatti fusion: dagli gnocchi al ragù bianco di maiale aromatizzato allo zenzero agli strozzapreti con pomodorini confit, melanzane, granella di arachidi e dressing di shoyu.

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Lorenzo e Valentina parlano quasi di nuova apertura, più che di riapertura. "Abbiamo passato un lungo periodo in Giappone per aggiornarci e seguire un corso intensivo all'International Ramen School Rajuku di Tokyo, che ci ha permesso di ottenere il certificato di International Ramen Master Chef. Al ritorno abbiamo fatto dei cambiamenti al menu con novità importanti. Puntiamo, passo dopo passo, a migliorare mettendoci l'attenzione e la cura tipica della cultura giapponese". 

Lorenzo e Valentina attestati

Un ulteriore bollino di autenticità è arrivato da una prestigiosa e conosciuta guida del mondo giapponese. "Siamo stati inseriti da Kenta Zuzuki, (ex calciatore in patria, oggi scrittore e influencer residente a Roma, ndr) nella Guida Kenta. Si tratta di un vero e proprio manuale per i giapponesi che vengono in Italia e che mappa tutti i locali nipponici autentici del nostro Paese", sottolinea Valentina. Un attestato che arriva sia per la proposta di piatti che per la qualità di materie prime e preparazioni. "Usiamo solo prodotti certificati e importati dal Giappone e prepariamo il ramen a mano, - riprende Lorenzo - mentre la nostra pasta, le verdure, la carne e i prodotti freschi vengono da fornitori del nostro territorio".  

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Un legame, quello col Giappone, che Valentina e Lorenzo hanno coltivato sin da piccoli, prima di conoscersi. E che hanno portato avanti come coppia fino a farne parte integrante della loro professione. "Ho ereditato l'amore per questa terra da mio padre, che da 20 anni è nel mondo dei Bonsai e del Suisechi, l'arte che coniuga la disposizione delle pietre per aiutare la meditazione - spiega Valentina - Da lì ho iniziato a innamorarmi di questo Paese". Della cultura e, grazie a Lorenzo, anche della cucina: "Ho iniziato ad apprezzare il Giappone a 8 anni, facendo judo - confida Lorenzo - e dal mio maestro ho sentito parlare di ramen per la prima volta. Poi ho frequentato l'alberghiero e ho lavorato in un catering dove il cuoco era giapponese. Sono rimasto impressionato dalla sua precisione, cura e pulizia. Oltre che dalla bontà dei suoi piatti".

La storia del LoVa è iniziata in un periodo non molto fortunato per Faenza, tra la prima e la seconda alluvione che hanno colpito la città nel 2023. Ma i due giovani non hanno mai pensato di tener chiuso: "Abbiamo voluto dare il nostro contributo restando aperti, anche per gli 'angeli del fango' impegnati a spalare - ricordano - Qualcuno di loro ci strappava un sorriso quando, dopo una giornata di lavoro, veniva alla nostra baracchina e ci diceva: "Che lusso, oggi mangio giapponese!"". Un ultimo pensiero ai loro collaboratori: "Siamo stati fortunati a trovarli, non vedono l'ora di ripartire. Hanno passione, voglia e amore per il Giappone. Come noi, che non vediamo l'ora di tornarci".    

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