Morte di Cristina, lo schianto mortale è un rebus: indagini sui mezzi sequestrati

La polizia municipale ha lavorato per ore sul luogo dell'incidente, nel tardo pomeriggio di sabato gli agenti erano ancora a prendere misurazioni

La polizia municipale ha lavorato per ore sul luogo dell'incidente, nel tardo pomeriggio di sabato gli agenti erano ancora a prendere misurazioni e raccogliere ogni possibile indizio sul luogo dello schianto mortale, la rotonda di viale Roma posta allo svincolo della tangenziale. E la ricostruzione esatta di quanto accaduto appare un rompicapo. I veicoli coinvolti sono tutti sotto sequestro e saranno meticolosamente analizzati da parte della Municipale. L'unico dato di fatto, purtroppo, resta solo quello più tragico: la morte di Cristina Malandri, mamma di 44 anni, alle 12.15 di sabato.

La Municipale sta cercando di ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente. La donna, in sella ad una bici da corsa, è stata colpita da due veicoli, una "Volkwagen Golf" ed un autoarticolato, entrambi i mezzi condotti da due uomini residenti fuori città, in Veneto. Che cosa sia accaduto tra i due mezzi e la bicicletta è ancora da ricostruire nei dettagli, anche se non mancano le ipotesi. Il dato viene ritenuto centrale al fine di individuare le esatte responsabilità. Da appurare anche se Cristina Malandri stesse percorrendo la pista ciclo-pedonale, che in quel pericoloso punto è dotata di ostacoli per costringere le bici a rallentare in una sorta di "S" e consentire l'attraversamento delle rampe della tangenziale a passo d'uomo, oppure fosse nella normale carreggiata della rotonda. Residui della bicicletta andata in frantumi sono stati recuperati perfino in tangenziale, vale a dire al termine della lunga rampa di accesso, in direzione A14. Anche questo dato è uno dei tanti tasselli da mettere assieme nel puzzle della ricostruzione dell'evento.

Si esclude, intanto, l'ebbrezza alcolica come possibile concausa dell'incidente: entrambi i conducenti dei mezzi a motore, sottoposti ai controlli di routine, erano sobri. Qualcosa in più potrà dirlo anche l'esame del corpo della ciclista da parte del medico legale. La salma è ancora bloccata e a disposizione dell'autorità giudiziaria, che ha disposto l'autopsia (sostituto procuratore Claudio Santangelo). L'esame sarà eseguito dal medico legale Donatella Fedeli. I vigili urbani nel frattempo stanno anche cercando possibili riscontri da telecamere presenti in zona, nonché testimonianze, nessuna delle quali per ora ha dato una descrizione esauriente dell'accaduto.

Cristina Malandri era un volto noto del centro storico e dello sport forlivese. Molto amata, a decine anche sui social network hanno postato il loro commiato pieno di dolore. La 44enne era orefice da "Ororè" di corso Diaz, a pochi passi da piazza Saffi. La bicicletta da corsa era la sua grande passione e la praticava con il gruppo sportivo di 'Baldoni bike', il team "Vitamina". Anche suo marito Stefano Colombo è un volto noto in città, in particolare nel mondo del basket locale.

 

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Sabato l'ingresso alla superstrada è stato temporaneamente interdetto al traffico per consentire i rilievi di legge. Una tragedia che ricorda quella di Matteo De Nittis, il forlivese di 62 anni morto all'ospedale "Maurizio Bufalini" di Cesena il 31 maggio del 2016 dopo esser stato investito alcuni giorni prima da un'auto all'imbocco della Tangenziale. L'incidente accadde nella corsia opposta.

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