Economia

Saldi, "partenza col piede giusto": il caldo spinge l'acquisto di t-shirt e bermuda

L’indagine conferma la razionalità del processo di acquisto in saldo: i clienti hanno un atteggiamento di attenta valutazione dei prezzi

I risultati delle prime due settimane di saldi estivi, raccolti attraverso l’indagine congiunturale condotta da Confcommercio Ascom Forlì attraverso il Centro Studi Iscom Forlì, evidenziano segnali positivi. Il monitoraggio è stato realizzato su un panel di 30 imprese commerciali del comprensorio Forlivese, composto da punti vendita di beni per la persona, in particolare abbigliamento e calzature (83%). L’indagine ha evidenziato che per il 48% degli operatori le vendite sono in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare rispetto all’anno scorso è aumentato il nu mero degli imprenditori che rileva un aumento (dal 35% nel 2016 si è appunto passati al 48%) il 35% circa degli operatori ha dichiarato un aumento stabile delle vendite mentre è diminuito il numero di coloro che hanno segnalato un calo delle vendite.

“A due settimane dall’avvio delle vendite di fine stagione  - dichiara Alberto Zattini, direttore di Confcommercio Ascom Forlì - gli operatori tracciano un quadro generale moderatamente positivo. La stragrande maggioranza ha avviato i saldi con la stessa scontistica dello scorso anno, solo una minima parte  ha deciso di partire con percentuali di sconto più basse". L’indagine conferma la razionalità del processo di acquisto in saldo: i clienti hanno un atteggiamento di attenta valutazione dei prezzi. Gli acquisti spesso sono limitati allo stretto necessario, venendo  quindi a mancare l’acquisto di impulso tipico dei saldi. Le temperature del periodo hanno favorito la vendita di capi tipicamente estivi: dalle t-shirt ai costumi e ai bermuda nell’abbigliamento, alle scarpe sportive nelle calzature. 

Il valore della spesa media pro-capite, rispetto all’anno scorso, è sostanzialmente uguale per abbigliamento e calzature: nel 2017 è stato di 70 euro. Se si considera che il nucleo medio familiare nel nostro comprensorio è composto da 2,21 componenti la spesa per famiglia è di circa 155 euro. La spesa entro i 50 euro è diminuita nel 2017 rispetto al 2016. È leggermente aumentata invece la spesa tra i 51 e i 100 euro.  Gli acquisti si sono quindi polarizzati sulla fascia media di prezzo. 

“La rete commerciale dei punti vendita tradizionali - aggiunge  Zattini offre una grande opportunità di acquisto “reale” dove, a differenza di quello virtuale, il prodotto può essere visto, toccato, indossato e portato subito a casa con il vantaggio di un servizio accurato ed attento alle esigenze della clientela. Il dato che più preoccupa, come gli altri anni,  le imprese è la debolezza dei consumi che ha come conseguenza un rallentamento ed allontanamento della ripresa, anche se i dati Istat hanno segnalato per il secondo mese consecutivo, maggio, un modesto miglioramento della domanda di beni da parte delle famiglie. Resta infatti irrisolto il problema della mancanza di una robusta crescita economica, compromessa da elementi internazionali che aggiungono incertezza e comprimono i piani di spesa delle famiglie , riducendone pericolosamente, per il futuro, la propensione al consumo".

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