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Assunzioni all Ausl: oltre 20 precari saranno stabilizzati. Ma i sindacato vogliono di più

Nel 2013, l'Azienda Usl di Forlì potrà assumere a tempo indeterminato sino a ricoprire il 25% dei posti resisi vacanti nel 2012 o che si renderanno disponibili nel corso del 2013. Lo annuncia una nota ufficiale dell'Ausl

Nel 2013, l’Azienda Usl di Forlì potrà assumere a tempo indeterminato sino a ricoprire il 25% dei posti resisi vacanti nel 2012 o che si renderanno disponibili nel corso del 2013. Lo annuncia una nota ufficiale dell'Ausl. In ottemperanza a tale criterio, stabilito dalla Regione Emilia-Romagna, l’Azienda ha predisposto il proprio piano assunzioni per l’anno in corso, già approvato dalla Direzione Sanità e Politiche Sociali dell’Emilia-Romagna, prevedendo, in base ai dati al momento disponibili, di poter sottoscrivere, entro fine 2013, sino a un massimo di 21 contratti a tempo indeterminato-

I ruoli: un direttore di struttura complessa, sei medici (U.O. Nefrologia, U.O. Ginecologia-Ostetricia, U.O. Cardiologia, U.O. Gastroenterologia, U.O. Medicina d’Urgenza, Chirurgia Vascolare), un farmacista per la Farmacia Ospedaliera, e tredici operatori delle professioni sanitarie, fra cui 7 infermieri. Ad oggi è stata assegnata la direzione della struttura complessa di Urologia al dott. Teo Zenico, già direttore facente funzione.

La Regione Emilia-Romagna, si legge nella nota, “quest’anno, ha introdotto, precisi vincoli per quanto riguarda l’assunzione di personale da parte delle Aziende Usl, individuando nel governo delle risorse umane una delle principali leve gestionali su cui agire per reperire parte dei 262 milioni di euro necessari a conseguire l’obiettivo del pareggio di bilancio nell’esercizio 2013, così da far fronte ai tagli introdotti dalla spending review, pari a 67 milioni di euro, e dalla legge di stabilità, per 82 milioni di euro, cui vanno sommate ulteriori economie per fronteggiare il trend d’incremento tendenziale dei costi”. Complessivamente, dal capitolo personale, ci si attende un risparmio di 45 milioni di euro, da realizzare in primo luogo attraverso il contenimento del turn-over e la limitazione di nuove assunzioni, da parte delle Aziende sanitarie, fino a concorrere alla media regionale del 25% dei posti resisi vacanti o disponibili. In secondo luogo, le Aziende sono tenute a diminuire, tendenzialmente del 20%, la spese di “sostituzione temporanea del personale”, e garantire, per il 2013, la stessa spesa iscritta nel bilancio preconsuntivo 2012, relativamente all’attivazione di contratti di lavoro flessibile; allo stesso modo, deve restare invariata la spesa per assunzioni a tempo determinato. Infine, la copertura dei fabbisogni di personale delle singole aziende, è condizionata all’approvazione del Piano annuale di assunzione, secondo i principi contenuti nella delibera di Giunta n. 199/2013. La Regione ha, inoltre, previsto precise linee guida per regolare l’assegnazione a tempo indeterminato di vari incarichi: direzione di struttura complessa, dirigenza, personale amministrativo, tecnico, e professionale, professioni di assistenza.

«In questi anni, nonostante la nostra Azienda dovesse rispettare il Piano di rientro, abbiamo sempre proceduto ad assumere nei limiti posti dalla normativa vigente, privilegiando la stabilizzazione del personale sia medico precario sia tecnico-infermieristico – commenta il Direttore generale dell’Ausl di Forlì Giulietta Capocasa –. Abbiamo preso questa decisione per consentire all’Ausl di Forlì di avere una dotazione adeguata di personale dedicato all’assistenza». L’Azienda, pertanto, ha effettuato 77 assunzioni a tempo indeterminato nel 2010, 104 nel 2011, e 37 nel 2012.

I SINDACATI NON CI STANNO - "Dal 2010 ad oggi l' Azienda USL di Forlì, attraverso procedure di riorganizzazione delle attività, ha cancellato circa 300 posti di lavoro, del restante personale strettamente necessario al FABBISOGNO per la nuova organizzazione, oltre il 10% è costituito da personale precario con punte del 30% sulle figure professionali amministrative. E' necessario che la Direzione Aziendale di Forlì chieda una deroga alle disposizioni regionali sui piani occupazionali per le Aziende Sanitarie che impongono la copertura di un posto a tempo indeterminato ogni quattro dimissioni con il divieto di assumere figure amministrative. La richiesta di deroga, oltre ad essere assolutamente necessaria, è facilmente motivabile in quanto i circa 200 tempi determinati occupano tutte postazioni che al momento non sono soggette a processi di integrazione di Area Vasta, e servono per mantenere servizi che altrimenti  l'Azienda sarebbe costretta a tagliare, peraltro l'assunzione a tempo indeterminato attraverso l'utilizzo delle graduatorie esistenti, non comporta un aggravio della spesa del personale in quanto il costo è esattamente lo stesso. Non è più possibile aspettare, la Direzione Aziendale, le Istituzioni Locali, le Forze Politiche in rappresentanza dei cittadini, abbiano coscienza che questo non è solo un problema occupazionale e perdita di professionalità maturata da tanti giovani in azienda, ma anche un problema di quantità e qualità dei servizi sanitari del territorio forlivese. Le Categorie di Funzione Pubblica di CGIL, CISL, UIL e RSU AUSL di Forlì, che già da tempo stanno denunciando questa situazione, se ancora una volta non riceveranno alcuna risposta, saranno costrette ad indire assemblee in orario di lavoro, dichiarare lo stato di agitazione ed intraprendere ulteriori forme di protesta a contrasto della situazione evidenziata".

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