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Abbonamento 'speciale' Rai per le aziende, viale Mazzini ci riprova

"Siamo alle solite. Non appena affievolito il clamore suscitato dall’iniqua pretesa del canone speciale d’abbonamento alle imprese, la Rai, nel mese di maggio, sta inviando alle aziende un’ulteriore richiesta".

"Siamo alle solite. Non appena affievolito il clamore suscitato dall’iniqua pretesa del canone speciale d’abbonamento alle imprese che detengono apparecchi atti o adattabili, perché muniti di sintonizzatore, alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive, indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti, la Rai, nel mese di maggio, sta inviando alle aziende un’ulteriore richiesta". E' quanto si legge in una nota di Confartigianato, che lamenta la richiesta di viale Mazzini alle aziende di pagare l'abbonamento 'speciale' Rai.

"Dopo aver emendato la comunicazione delle parti che erano state oggetto di contestazione da parte delle associazioni di categoria, in primis Confartigianato, la Direzione Amministrazione Abbonamenti sta nuovamente contattando le imprese pretendendo il versamento dell’abbonamento".

Chiarisce il vicesegretario di Confartigianato di Forlì Marco Valenti “a febbraio avevamo sollecitato un chiarimento da parte della Rai, che, prontamente, aveva fatto marcia indietro ribadendo di non esigere dalle aziende il versamento per il mero possesso di apparecchi come computer e simili. Oggi, tuttavia, si verificano casi di imprenditori che ricevono la richiesta di versamento del canone perché si presume detengano apparecchi radiofonici, televisivi, decoder o videoregistratori,  pagamento che, si ribadisce, è obbligatorio solo in caso di reale possesso. Nella medesima comunicazione è, poi, evidenziato in grassetto che, dal 2012, le imprese devono indicare in denuncia dei redditi il numero di abbonamento speciale, altro elemento che può indurre a credere di dover obbligatoriamente effettuare il versamento anche coloro che, in realtà, non hanno in azienda né televisori, né radio. Un sollecito di pagamento inviato strategicamente in un periodo in cui sono molteplici le scadenze per le imprese e che, ancora una volta, può trarre in inganno gli imprenditori, che, pur non possedendo in sede televisori o radio, ritengono di dover ottemperare al balzello.”

"In un momento in cui la pressione fiscale è in costante crescita e le realtà produttive si trovano nella morsa della crisi, la Rai ritiene di poter fare cassa approfittando della buona fede di molti imprenditori. Conclude Valenti “pagare il Canone Rai è un obbligo per tutti coloro che dispongono, in azienda, di apparecchi radio e tv, ciò che contestiamo è, ancora una volta, la mancanza di chiarezza nella comunicazione, inviata indiscriminatamente a tutte le imprese.”
 

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