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Dopo 60 anni chiude anche Cereali Confezioni: "Aprire il centro alle auto dalle 17"

Un altro pezzo di storia forlivese abbandona il centro di Forlì. Dal 1953 Cereali confezioni si trovava infatti nel cuore della città, all'inizio con due negozi: oltre a quello in piazza Saffi, anche uno in corso Garibaldi

Un altro pezzo di storia forlivese abbandona il centro di Forlì. Dal 1953 Cereali confezioni si trovava infatti nel cuore della città, all'inizio con due negozi: oltre a quello in piazza Saffi, anche uno in corso Garibaldi, ricorda uno dei due soci, Raffaele, proprietario insieme al fratello Fabio. “Non è ancora una data certa, ma dovremmo iniziare la liquidazione totale il 26 ottobre, abbiamo deciso di smettere e non abbiamo intenzione di riaprire in un a altro luogo”.

Cereali lamenta una politica “contro la rivitalizzazione del centro”. “Le cose vanno affrontate urgentemente, con misure straordinarie, basta con i tavoli di confronto. Vanno bene i Mercoledì nel cuore e le iniziative, ma non bastano: è necessario portare gente in centro tra settimana. La nostra proposta era quella di aprire il centro alle auto dalle 17, con i parcheggi gratis. Considerando anche che, con l'eliminazione del capolinea dei bus in piazza Saffi, la gente non arriva nemmeno più con i mezzi pubblici. Poi, per fronteggiare il problema dell'inquinamento, si poteva applicare il blocco traffico tutti i giovedì, per l'intera giornata. Saremmo stati disposti a rimanere chiusi anche per un giorno e mezzo, per fermare il traffico in centro. Dare per avere. Non sappiamo perchè non si possa provare almeno per qualche settimana, questo non riusciamo a capirlo”

I motivi, di fatto, sono “i soliti, problemi, legati al degrado del centro storco di Forlì, agli affitti spropositati rispetto al valore di mercato”. Per degrado Cereali intende le sempre maggiori vetrine buie, il poco passaggio, insomma un centro che definisce “vuoto”. Ma non punta il dito solo contro questa amministrazione: “Si va indietro nel tempo agli anni '90, quando iniziò la delocalizzazione degli uffici più importanti, come la mutua e l'Aci,  che garantivano comunque un flusso di persone in centro. Anche la Provincia unica con Rimini portava un bel po' di persone”.  Arrivando ai giorni nostri, “oltre alla crisi nazionale, che si sente forte anche a livello locale, i problemi si sono accentuati anche con l'apertura dell'Iper, che ha spopolato il centro: lo 'struscio' ora si fa lì. E qui resta un senso di vuoto e di smarrimento, dato dal poco passaggio e dalle vetrine spente”. Cereali non vede i negozi dell'Iper come una potenziale concorrenza a quelli del centro, ma l'Iper stesso come un luogo di aggregazione alternativo al centro.

“Noi di clienti fidelizzati ne abbiamo tanti, - spiega – ma con l'avvento della crisi hanno ridotto il volume degli acquisti. Inoltre siamo tempestati dalle promozioni degli outlet, e questa è decisamente concorrenza sleale, perchè si tratta degli stessi fornitori nostri”. “I prezzi, trattando articoli di marca, sono imposti dalle aziende, ma, per potere riuscire ad in incassare come prima, di fatto siamo in sconto tutto l'anno”, conclude.

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