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Venerdì, 19 Agosto 2022
Economia

Cooperative a congresso, venerdì tocca al settore delle costruzioni

È un mondo che in tutta la Romagna riunisce una settantina di imprese delle costruzioni, industriali e della progettazione, con circa 3.000 occupati

È un mondo che in tutta la Romagna riunisce una settantina di imprese delle costruzioni, industriali e della progettazione, con circa 3.000 occupati. Venerdì 7 marzo alle 10 presso la sede del Conscoop (in via Galvani 17b) va in scena il congresso delle cooperative di ANCPL Romagna, l'associazione delle cooperative di produzione lavoro, che racchiude le imprese delle costruzioni e quelle industriali.

"Il settore delle costruzioni dal 2008 a oggi ha subito una profonda ristrutturazione, che ancora non vede la fine, con risvolti drammatici per l'occupazione e di impatto su interi territori", dice il presidente di Legacoop Romagna, Giancarlo Ciaroni.

"Negli ultimi 4 anni il mercato tradizionale delle costruzioni si è ridotto di più di un terzo. La caduta dei livelli produttivi coinvolge tutti i comparti, dalla produzione di nuove abitazioni all'edilizia residenziale privata, ai lavori pubblici. Solo il comparto della riqualificazione degli immobili residenziali sembra dare qualche timido segnale di ripresa, ma in generale per il 2014 ci aspettiamo un'ulteriore contrazione dei livelli di produzione, con una conseguente ricaduta negativa sui livelli occupazionali che già sono stati duramente colpiti, nonostante l'utilizzo degli ammortizzatori".
 
Parzialmente diversa la parabola del settore industriale, che coinvolge molti comparti diversi tra loro, dalla produzione di derivati per l'edilizia a quella di materiale di largo consumo, fino all'impiantistica e alla metalmeccanica. È qui che maggiormente si è verificato un fenomeno particolare, quello dei "workers' buyout", ovvero dei lavoratori di una impresa in fallimento che viene rilevata dai lavoratori costituiti in cooperativa. Ce ne sono casi significativi in tutta la Romagna: a Forlì, così come a Ravenna e Rimini.

"È un segnale di speranza - dice il presidente Ciaroni - che ci mette di fronte a un mercato del lavoro che cambia. I muratori e i braccianti di ieri sono i laureati, i professionisti e i precari di oggi, i quali dispongono di conoscenze e competenze nuove, ma si confrontano con un diverso mercato del lavoro che richiede di sviluppare forme innovative di organizzazione del lavoro e apre nuove occasioni di autoimprenditorialità in forma collettiva. In questo la cooperazione di produzione lavoro ha una lunga storia che intendiamo mettere a frutto".

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