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Sabato, 22 Giugno 2024
Economia

E' boom di aziende straniere, ma sono quasi tutte imprese individuali. Il 40% opera nel settore edilizio

“Le imprese condotte dagli imprenditori stranieri sono oramai un elemento strutturale dell'economia italiana, anche se si sono sviluppate con un certo ritardo rispetto ad altri Paesi europei"

Crescita decisa delle imprese straniere attive, superiore sia all’incremento regionale sia a quello nazionale, in provincia di Forlì-Cesena, secondo quanto rilevato dai dati Infocamere-Movimprese a fine anno 2022. Nel complesso, si tratta della più alta variazione annua nel lungo periodo (ultimi dieci anni). Le imprese straniere, con l’eccezione del Commercio, aumentano in tutti i principali settori economici: Costruzioni, Alloggio e ristorazione, Manifatturiero, Trasporti, Servizi alle imprese e alle persone. In un contesto in cui prevalgono nettamente le imprese individuali (82,4% del totale), si rileva però una forte crescita delle società di capitale.

“Le imprese condotte dagli imprenditori stranieri sono oramai un elemento strutturale dell'economia italiana, anche se si sono sviluppate con un certo ritardo rispetto ad altri Paesi europei. Rappresentano oltre il 12% delle imprese attive, con un’incidenza particolarmente elevata in comparti lasciati liberi dagli imprenditori italiani, come edilizia e commercio e anche trasporti – commenta Roberto Albonetti, segretario generale della Camera di commercio della Romagna –. Nel periodo della pandemia prima e nella crisi internazionale poi, hanno mostrato buona flessibilità; come le imprese italiane, hanno subito gli effetti negativi di questi eventi, ma hanno saputo trovare nuovo slancio e registrano l’aumento maggiore degli ultimi dieci anni, nettamente superiore anche a quello delle imprese totali. Sono però soprattutto imprese individuali, fondate sulla capacità dei singoli imprenditori e questo limita la nascita di realtà maggiormente complesse e strutturate. Queste imprese devono essere sostenute e aiutate, in particolare nei loro principali punti di debolezza: la conoscenza dell'impianto normativo italiano, la comprensione linguistica e l'accesso al credito. Hanno, infatti, potenzialità e punti di forza, legati alla storia di chi le gestisce, come la propensione all'internazionalizzazione, la grande flessibilità e, soprattutto, il fattore umano. Le persone che decidono di migrare, infatti, in genere sono quelle più dinamiche, più dotate di ‘propensione al rischio’ e che possiedono una buona capacità di adattamento. Le imprese guidate da stranieri rappresentano quindi, non solo un fattore di benessere per le rispettive famiglie, ma anche un fattore di sana integrazione, con ricadute economiche e sociali positive per i territori e per il Paese”.

Le Imprese Straniere: focus provinciale Forlì-Cesena

Al 31 dicembre 2022 in provincia di Forlì-Cesena si contano 4.098 imprese straniere attive, che costituiscono l’11,2% del totale delle imprese attive (13,7% in Emilia-Romagna e 11,2% in Italia). Nel confronto con il 31 dicembre 2021 si riscontra un aumento delle imprese straniere del 6,6%, superiore all’incremento sia regionale (+2,5%) sia nazionale (+0,6%). Nel dettaglio, la variazione annua 2° semestre 2022-2021 risulta essere la maggiore tra le variazioni tendenziali negli ultimi dieci anni.

I principali settori economici risultano le Costruzioni (39,1% delle imprese straniere), il Commercio (24,1%), l’Industria Manifatturiera (10,0%), l’Alloggio e ristorazione (7,7%), le Altre attività di servizi (prevalentemente servizi alle persone) (5,6%), i Trasporti (3,8%) e Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (2,8%); rispetto al 31/12/21 si registra un aumento in tutti i principali settori, ad eccezione del Commercio (-0,9%): +10,3% nelle Costruzioni, +6,2% nel Manifatturiero, +7,1% nell’Alloggio e ristorazione, +12,1% nelle Altre attività di servizi, +4,7% nei Trasporti e ben +14,0% nel settore Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese.

I settori con la più alta incidenza percentuale delle imprese straniere sul totale delle imprese attive sono, nell’ordine, Costruzioni (27,5%), Altre attività di servizi (13,0%), Trasporti (12,9%), Commercio (12,7%), Industria Manifatturiera (12,0%), Alloggio e ristorazione (11,6%) e Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (11,2%).

Riguardo alla natura giuridica delle imprese straniere, prevalgono nettamente le imprese individuali (82,4% del totale), seguite, a distanza, dalle società di capitale (11,1%) e società di persone (6,1%); in termini di variazione annua crescono le imprese individuali (+5,4%), le società di persone (+5,1%) e, soprattutto, le società di capitale (+17,2%).

In un contesto di analisi territoriale, poi, si evidenzia come più della metà delle imprese straniere provinciali (il 55,1%) si trovano nei comuni di Forlì (34,4%) e Cesena (20,7%), ossia nei “Grandi centri urbani”; buona anche la presenza nei comuni di Cesenatico (8,8%), Forlimpopoli (2,5%) e Bertinoro (2,0%), ossia nei cosiddetti “Comuni di cintura” (totale 13,3%), e di Savignano sul Rubicone (7,8%), Gatteo (4,1%), San Mauro Pascoli (3,8%), Gambettola (2,9%) e Longiano (1,3%) (”area del Basso Rubicone”, totale 19,9%). Ad essi vanno aggiunti i comuni di Meldola (2,2%) (Valle del Bidente), Castrocaro Terme e Terra del Sole (1,7%) (Valle del Montone), Mercato Saraceno (1,2%) e Bagno di Romagna (1,0%) (Valle del Savio). In sintesi, il 53,8% delle imprese straniere attive si trova nel comprensorio di Cesena e il 46,2% nel comprensorio di Forlì.

I comuni con la più alta incidenza percentuale delle imprese straniere sul totale delle imprese attive risultano essere Savignano sul Rubicone (19,6%), Gatteo (19,2%), San Mauro Pascoli (14,5%), Forlì (13,4%), Gambettola (13,2%), Cesenatico (11,5%) e Castrocaro Terme e Terra del Sole (11,2%).

Infine, i principali Paesi di provenienza degli imprenditori stranieri, riferiti alle imprese individuali (le uniche per le quali è possibile fare un’analisi per nazionalità) sono, nell’ordine, Albania (674 imprese), Cina (388), Romania (381), Marocco (350) e Tunisia (210); in termini di incidenza, i suddetti Paesi raggiungono il 59,3% del totale straniero.

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